Il matrimonio milionario tra Jeff Bezos e Lauren Sánchez accende la polemica a Venezia: tra yacht di lusso, celebrità internazionali e manifestazioni, la città si divide tra accoglienza e resistenza

Un matrimonio da copione hollywoodiano
Bezos ha deciso di trasformare Venezia in un palcoscenico per il suo secondo “sì”, affittando per cinque giorni le location più iconiche della città e allestendo un calendario di eventi dal costo complessivo superiore ai 15 milioni di euro. Nonostante l’organizzazione affidata al colosso londinese del wedding planning Lanza e Baucina, l’intera operazione si è rivelata più complicata del previsto. Per garantire riservatezza, gli organizzatori hanno mantenuto il massimo riserbo su date e location, generando un alone di mistero e scontento.
La protesta prende forma
A guidare l’opposizione all’evento è il comitato No Space for Bezos, che denuncia il simbolismo negativo di un miliardario rappresentante del capitalismo digitale e delle politiche pro-Trump. «Non è un problema di coppie straniere che scelgono Venezia per sposarsi — spiega l’attivista Stefano Micheletti — ma del significato politico e sociale di accogliere chi incarna lo sfruttamento economico e ambientale». Le critiche si estendono anche alle istituzioni locali, accusate di favorire gli interessi privati a discapito della comunità.
Le istituzioni sotto i riflettori
Tra i bersagli delle critiche ci sono il sindaco Luigi Brugnaro, già coinvolto in polemiche per operazioni immobiliari discutibili, e il governatore Luca Zaia, alle prese con la campagna per un nuovo mandato. Entrambi vedono nella presenza di Bezos un’occasione per rafforzare visibilità e consensi, sfruttando l’evento come vetrina internazionale.
Una città blindata per la festa del secolo
Tra il 25 e il 29 giugno, Venezia sarà il teatro di una vera e propria parata del potere globale. Bezos approderà in laguna con una flotta di nove yacht, tra cui la super goletta Koru, mentre sei tra gli hotel più lussuosi della città — dal Cipriani al Danieli — sono stati prenotati per gli ospiti. Il programma prevede feste esclusive al Lido, cerimonie con fuochi d’artificio sull’Isola di San Giorgio e un ballo in maschera alla Scuola Grande della Misericordia. Il tutto condito da un esercito di taxi acquei e sicurezza privata.
Star e miliardari tra gli invitati
A rendere ancora più esplosivo l’evento è la lista degli invitati, che include nomi del calibro di George Clooney, Lady Gaga, Angelina Jolie, Elon Musk, Bill Gates e la famiglia Trump. Con loro anche stilisti di fama internazionale che vestiranno la sposa, da Dolce & Gabbana a Oscar de la Renta. Una vera e propria sfilata del gotha finanziario, mediatico e politico.
Il nodo sicurezza e l’opposizione in acqua
La polizia si prepara a gestire un evento ad alto rischio, non solo per la presenza di VIP e capi di stato, ma anche per le azioni annunciate dai gruppi antagonisti. I manifestanti promettono azioni simboliche e pacifiche, come tuffi nei canali e sit-in sulle rive per impedire l’accesso ai luoghi del ricevimento. «Non è un semplice matrimonio — dichiara Tommaso Cacciari — ma l’ennesima colonizzazione di un territorio da parte del capitale. Bezos vuole la luna, ma intanto si prende Venezia».
Una città spaccata tra business e resistenza
Venezia si scopre profondamente divisa. Da un lato, imprenditori e operatori turistici esultano per la visibilità internazionale e i guadagni potenziali. Dall’altro, attivisti e cittadini denunciano la svendita della città, già piegata dal sovraffollamento turistico e dall’emergenza climatica. «Stanno trasformando la nostra città in un set per miliardari — accusano — mentre noi perdiamo l’anima e il diritto di viverla».
Una battaglia simbolica
Il matrimonio Bezos-Sánchez non è solo un evento mondano, ma il riflesso di uno scontro ideologico tra chi difende i diritti collettivi e chi investe per interessi privati. Mentre la città si prepara a cinque giorni di sfarzo, Venezia intera si interroga su quale futuro voglia realmente costruire: quello di un museo a cielo aperto per elite globali o di una comunità viva e resistente. La risposta arriverà tra le calli, i canali e — forse — sotto i riflettori della festa più discussa dell’anno.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati