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Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York. La rabbia di Trump

Figlio di immigrati ugandesi di origini indiane e primo musulmano si è imposto su Cuomo e Silva. Vittoria dei denocratici anche in Virginia e New Jersey

 

Zohran Mamdani, 35 anni, figlio di immigrati ugandesi di origini indiane, è stato eletto 111° sindaco di New York, primo musulmano e primo rappresentante del Sud-est asiatico a guidare la città. “Il futuro è nelle nostre mani — ha detto nel suo discorso della vittoria a Brooklyn —. Questa è la città che può sconfiggere Donald Trump, perché è la città che lo ha creato”. L’esito è arrivato rapidamente, con Mamdani al 50% dei voti, contro il 42% di Andrew Cuomo, ex governatore che era in corsa come indipendente, e il 7% del repubblicano Curtis Sliwa. L’affluenza, oltre due milioni di votanti, è stata la più alta dal 1969.

Sostenuto da un esercito di 100 mila volontari e da un movimento di giovani progressisti, Mamdani ha promesso una “nuova era per una città che possiamo permetterci”. E un programma sociale ambizioso, la lotta contro antisemitismo e islamofobia e una politica municipale “che aiuti tutti”.

Trump ha reagito con rabbia, definendo Mamdani “un sindaco socialista radicale” . Parallelamente, le elezioni negli Stati Uniti hanno premiato altre due figure democratiche: Mikie Sherrill in New Jersey e Abigail Spanberger in Virginia, entrambe moderate e prime donne a guidare i rispettivi Stati. La doppia vittoria — progressista a New York e centrista nel Sud — riapre il dibattito sul futuro del Partito Democratico: avanzare verso sinistra o tornare al centro per sconfiggere Trump?

 

 

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