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Giornata della Memoria, Mattarella e Segre al Quirinale: “L’antisemitismo si nutre ancora di menzogne”

Celebrazioni in tutta Italia per la Giornata della Memoria. Al Quirinale Mattarella, Meloni e Liliana Segre. Preoccupazione per l’aumento dell’antisemitismo e nuovi atti vandalici

memoriaL’Italia celebra oggi la Giornata della Memoria per ricordare le vittime della Shoah e delle persecuzioni nazifasciste. In tutto il Paese si sono svolte cerimonie istituzionali, iniziative culturali e momenti di riflessione, in un clima segnato però dalla crescente preoccupazione per il ritorno dell’antisemitismo.

Il momento centrale delle celebrazioni si è tenuto al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei vertici delle istituzioni, dei rappresentanti del governo e del Parlamento, delle associazioni degli ex internati e deportati e della comunità ebraica.

La testimonianza di Liliana Segre

Protagonista della cerimonia è stata la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, che ha affidato la sua testimonianza a un dialogo con quattro studenti. Segre ha messo in guardia dal rischio di banalizzare la Memoria e ha invitato a non strumentalizzare i conflitti attuali per sminuire il significato del 27 gennaio. “In giro ci sono ancora troppi grandi dittatori”, ha ammonito, ricordando quanto l’odio e la propaganda possano tornare a farsi strada.

Accanto a lei, anche la scrittrice Edith Bruck, altra testimone diretta dell’Olocausto, presente alla cerimonia ufficiale.

Mattarella: “Le leggi razziali furono un tradimento”

Nel suo intervento, il presidente Mattarella ha ricordato come gli ebrei italiani furono traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo, sottolineando che l’antisemitismo “si nutre ancora di menzogne, ignoranza e indifferenza”. Il capo dello Stato ha chiesto un’azione rigorosa e condivisa a livello europeo per contrastare ogni rigurgito di odio antisemita e ha espresso solidarietà a Liliana Segre per i continui attacchi subiti, definiti “volgari e imbecilli”.

Meloni: “Condanniamo la complicità del fascismo”

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la condanna della complicità del regime fascista nelle persecuzioni contro gli ebrei, definendo l’antisemitismo “un morbo che torna a diffondersi”. Un messaggio che ha voluto richiamare la responsabilità delle istituzioni nel difendere la memoria e i valori democratici.

Atti vandalici e tensioni nelle città

La giornata è stata segnata anche da episodi inquietanti. A Torino alcune svastiche sono comparse sui manifesti dedicati al Giorno della Memoria, imbrattati con vernice rossa. Il sindaco Stefano Lo Russo ha parlato di atti “gravissimi e inaccettabili”, mentre la Digos ha avviato le indagini. La comunità ebraica torinese ha denunciato un clima sempre più avvelenato, soprattutto nelle scuole e nelle università.

A Roma e Bologna si sono registrate manifestazioni pro-Palestina in concomitanza con le celebrazioni ufficiali. Nella capitale un piccolo presidio è stato identificato e disperso senza tensioni, mentre a Bologna la presenza della presidente dell’Anpi ha acceso il dibattito sul rapporto tra memoria della Shoah e conflitto israelo-palestinese.

Il Parlamento e le istituzioni

In Senato l’Aula ha osservato un minuto di silenzio su invito del presidente Ignazio La Russa, che ha richiamato il dovere di opporre la forza della memoria all’odio, all’indifferenza e all’ignoranza. Intanto la commissione Affari costituzionali ha adottato come testo base un disegno di legge contro l’antisemitismo, suscitando divisioni tra le forze politiche.

Dal mondo istituzionale e culturale sono arrivati numerosi appelli, soprattutto sull’importanza di coinvolgere le nuove generazioni. A Trieste, alla Risiera di San Sabba, il rabbino capo ha espresso amarezza per l’assenza delle scuole alle celebrazioni, sottolineando che la lotta all’antisemitismo deve partire dall’educazione.

Una memoria che interroga il presente

Dalle cerimonie ufficiali alle iniziative locali, la Giornata della Memoria si conferma non solo come momento di commemorazione, ma come richiamo urgente alla vigilanza democratica. In un contesto segnato da nuovi conflitti e dal riemergere dell’odio antisemita, il messaggio che arriva dalle istituzioni e dai testimoni è chiaro: ricordare non è un rituale, ma una forma di resistenza civile.

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