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Gli Stati Uniti abbattono un drone iraniano nel Mar Arabico, tensioni militari mentre si riapre il canale diplomatico

L’episodio è avvenuto mentre la portaerei statunitense si trovava a circa 800 chilometri dalla costa meridionale iraniana, come precisato dal CENTCOM. Al momento, non è arrivato alcun commento ufficiale da parte delle autorità iraniane.

 

 

Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver abbattuto un drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico, in un episodio che riporta al centro dell’attenzione la fragile sicurezza regionale mentre Washington e Teheran tentano, parallelamente, di riaprire il dialogo diplomatico. Secondo quanto riferito dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), un caccia F-35C imbarcato sulla Abraham Lincoln ha distrutto il velivolo senza pilota «per autodifesa e per proteggere la portaerei e il personale a bordo». Il drone, identificato come Shahed-139, avrebbe mostrato un comportamento definito «aggressivo» e un’«intenzione non chiara», continuando ad avvicinarsi alla nave nonostante le manovre di de-escalation adottate dalle forze statunitensi in acque internazionali.

L’episodio è avvenuto mentre la portaerei statunitense si trovava a circa 800 chilometri dalla costa meridionale iraniana, come precisato dal CENTCOM. Al momento, non è arrivato alcun commento ufficiale da parte delle autorità iraniane. La notizia è stata riportata da Al Jazeera, che sottolinea come l’incidente si inserisca in una fase di apparente attenuazione delle tensioni tra i due Paesi.Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nei giorni precedenti aveva inviato la USS Abraham Lincoln nella regione, ha più volte minacciato azioni militari contro Teheran in risposta alla repressione delle proteste antigovernative. Tuttavia, sul piano diplomatico, si registra un segnale di apertura. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha infatti annunciato di aver incaricato il ministro degli Esteri di «perseguire negoziati equi e giusti», a condizione che il clima sia «privo di minacce e aspettative irragionevoli».

«I negoziati saranno condotti nel quadro degli interessi nazionali dell’Iran», ha scritto Pezeshkian sui social media, ribadendo i principi di «dignità, prudenza ed expedienza». Secondo Al Jazeera, i colloqui potrebbero svolgersi già nei prossimi giorni, anche se la sede non è stata ancora confermata.Dalla Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt ha confermato che l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff dovrebbe incontrare rappresentanti iraniani «più avanti questa settimana», precisando che gli appuntamenti risultano «ancora programmati». Resta tuttavia incerto se l’abbattimento del drone possa influire sull’avvio dei negoziati.

Le divergenze tra le parti rimangono profonde. Teheran vorrebbe limitare i colloqui al programma nucleare, mentre Washington spinge per un’agenda più ampia che includa i missili balistici, le capacità di difesa e i rapporti dell’Iran con i gruppi armati regionali. L’Iran, inoltre, insiste per trattative bilaterali dirette, mentre gli Stati Uniti non escludono il coinvolgimento di altri attori regionali.Nella stessa giornata, il CENTCOM ha anche accusato i Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) di aver molestato una nave mercantile battente bandiera statunitense nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale. Secondo la versione americana, imbarcazioni iraniane e un drone Mohajer avrebbero minacciato di sequestrare il cargo. La risposta di Teheran, riportata dall’agenzia semiufficiale Fars, parla invece di una nave entrata illegalmente nelle acque territoriali iraniane e successivamente allontanatasi senza incidenti.

Come osserva Al Jazeera, il quadro che emerge è quello di una pericolosa coesistenza tra deterrenza militare e diplomazia, in cui ogni incidente rischia di compromettere un processo negoziale ancora fragile, ma considerato da entrambe le parti come l’unica via per evitare una nuova escalation nella regione.

 

 

 

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