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Nel Dl PNRR torna la norma “salva-imprenditori”: proteste da opposizioni e sindacati

Il testo include anche proroghe per il monitoraggio del PNRR e nuove polemiche su condono edilizio e concessioni balneari

Il governo rilancia, nel nuovo decreto PNRR atteso oggi in Consiglio dei Ministri, la discussa misura ribattezzata “salva-imprenditori”. La norma, già comparsa nella legge di bilancio durante il passaggio in Senato e poi rimossa a seguito delle forti contestazioni, riappare ora in una versione pressoché identica, suscitando immediatamente una nuova ondata di critiche.

Il provvedimento stabilisce che il datore di lavoro non possa essere condannato a versare differenze retributive o contributive per periodi antecedenti alla data di deposito del ricorso in tribunale, a condizione che abbia applicato contratti collettivi “stipulati o equivalenti”, in linea con quanto previsto dal codice degli appalti pubblici per il settore e l’area geografica coinvolta. La relazione tecnica precisa che la norma ha natura ordinamentale e non comporta nuovi oneri per lo Stato.

La reazione dei sindacati è stata immediata e dura. “Per la terza volta viene riproposta una norma che mina le tutele salariali e contributive dei lavoratori”, ha dichiarato Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale della Cgil, che ha chiesto lo “stralcio definitivo” del testo, promettendo battaglia su tutti i fronti. Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha criticato la misura, definendola una “norma sconcia” che nega giustizia ai lavoratori sottopagati, anche in presenza di sentenze favorevoli.

Monitoraggio PNRR, proroghe fino al 2029

Sempre all’interno del Dl PNRR, il governo ha previsto una proroga fino al 31 dicembre 2029 per le strutture dedicate al monitoraggio e alla gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La misura riguarda le unità di missione, le strutture dirigenziali coinvolte e il Nucleo PNRR Stato-Regioni. La stessa scadenza è stata fissata per i provvedimenti di comando, di collocamento fuori ruolo o per altre forme di assegnazione del personale non dirigenziale in questi uffici, salvo diversa comunicazione alle amministrazioni d’origine.

Condono 2003, bocciati gli emendamenti di FdI, FI e Lega

Nella giornata di ieri, il dibattito si è acceso anche sul Milleproroghe, dopo che Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno tentato di riaprire i termini del condono edilizio del 2003 attraverso specifici emendamenti. Inizialmente dichiarati inammissibili dalle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera, i testi sono stati infine respinti. Secondo fonti parlamentari, il governo non avrebbe comunque avuto intenzione di sostenere politicamente l’iniziativa, soprattutto alla luce dei recenti eventi climatici che hanno aggravato la situazione del dissesto idrogeologico nel Sud Italia, in particolare in Calabria, Sicilia e Sardegna dopo il passaggio del ciclone Harry.

Concessioni balneari, nuovo fronte di scontro

Sempre all’interno del Milleproroghe, nuove tensioni si registrano sul fronte delle concessioni balneari. Un emendamento proposto da Forza Italia chiede la sospensione, per un periodo massimo di dodici mesi dopo gli esiti delle procedure d’infrazione a carico di Grecia e Spagna, dell’obbligo di procedura pubblica per l’assegnazione delle concessioni. Secondo Riccardo Magi, segretario di +Europa, “la destra tenta l’ennesimo colpo di mano per rinviare sine die le gare”. Forza Italia, invece, replica attraverso il Sib (Sindacato Italiano Balneari), precisando che la proposta riguarda esclusivamente le concessioni demaniali legate ai servizi delle strutture ricettive, escludendo stabilimenti balneari, chioschi e ristoranti.

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