"Our country is back". Trump trasforma il discorso sullo Stato dell’Unione in uno show politico da record

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Aisha Harrison
"Our country is back". Trump trasforma il discorso sullo Stato dell’Unione in uno show politico da record

Link to Dal riconoscimento agli eroi americani all’ingresso della squadra olimpica di hockey, il presidente celebra l’America e rilancia la campagna per le mid-term, mentre i sondaggi confermano un consenso nazionale fragile.Dal riconoscimento agli eroi americani all’ingresso della squadra olimpica di hockey, il presidente celebra l’America e rilancia la campagna per le mid-term, mentre i sondaggi confermano un consenso nazionale fragile.

Alle tre del mattino italiane del 25 febbraio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato davanti al Congresso il tradizionale discorso sullo Stato dell’Unione, intitolato «America a 250 anni: forte, prospera e rispettata». Si tratta del secondo intervento sullo Stato dell’Unione del suo secondo mandato e del sesto complessivo alla Casa Bianca, nonché del più lungo della storia. Un autentico show in cui spettacolo e strategia elettorale si sono intrecciate, a pochi mesi dalle elezioni di mid-term che potrebbero ridefinire gli equilibri del Congresso.

«Our country is back», ha esordito Trump, proclamando la rinascita degli States e definendo questo momento come una nuova età dell’oro. Il discorso ha alternato celebrazioni patriottiche, e critiche all’opposizione: diversi parlamentari democratici, tra cui Ilhan Omar e Rashida Tlaib, hanno lasciato l’aula. Tra i passaggi più applauditi dai repubblicani, il riconoscimento al veterano centenario della guerra di Corea Royce Williams, la premiazione del soccorritore della Guardia Costiera Scott Ruskan e la riunione familiare in diretta per Enrique Márquez, ex prigioniero politico venezuelano liberato dal regime di Caracas. Momento clou  è stato l’ingresso della squadra olimpica maschile di hockey su ghiaccio: «Come on in», ha esclamato Trump, tra una standing ovation e l’annuncio che il portiere Connor Hellebuyck riceverà la Presidential Medal of Freedom. Non sono mancati riferimenti personali, in particolare alla first lady Melania «star del cinema», per l'accordo da lei siglato  da 40 milioni di dollari per i diritti di un film su di lei appena uscito, prodotto da Jeff Bezos.

I sondaggi diffusi subito dopo il discorso dipingono un quadro di consenso fragile. Secondo ABC News–Washington Post–Ipsos, solo il 39% degli americani approva l’operato del presidente, mentre il 60% lo respinge, con metà degli intervistati che esprime un giudizio fortemente negativo. Tra gli elettori repubblicani il sostegno resta alto, intorno all’85%, mentre tra democratici e indipendenti la disapprovazione supera rispettivamente il 90% e il 69%. Altri rilevamenti, come quelli di Reuters/Ipsos, indicano che il 61% degli americani considera Trump imprevedibile, soprattutto per motivi legati all’età e allo stile di leadership. Le medie dei principali tracker collocano il gradimento nazionale tra il 40 e il 42%, con un saldo negativo di 15–16 punti: una base solida, ma insufficiente a garantire consenso trasversale.

Sul piano interno, Trump ha rivendicato i risultati economici del primo anno di mandato: calo dell’inflazione, riduzione dei prezzi della benzina e performance record di Wall Street. Ha criticato la Corte Suprema per la decisione sui dazi, definita «infelice», ma ha assicurato che la strategia tariffaria proseguirà. Tra le affermazioni più controverse, il presidente ha rivendicato di aver «messo fine a otto guerre», citando conflitti come quelli tra Israele e Gaza, Congo e Rwanda e Egitto ed Etiopia, dichiarazioni contestate da analisti e fact-checker, che ricordano come alcune situazioni non costituiscano vere guerre o restino irrisolte.

Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno lavorando per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina e ha ribadito toni durissimi nei confronti dell’Iran: «Non permetteremo mai che abbia un’arma nucleare», definendo Teheran «sponsor numero uno del terrorismo». Ha rivendicato il Venezuela come «nuovo amico e alleato» e ricordato l’attivista conservatore Charlie Kirk,  «martirizzato per le sue convinzioni», collegando la sua figura a un rinnovamento religioso e morale del Paese.

Il discorso sullo Stato dell’Unione non è stato soltanto un bilancio dell’anno trascorso, ma un’apertura ufficiale della campagna politica per le mid-term. Trump ha alternato spettacolo e patriottismo, annunci e critiche all’opposizione, cercando di rafforzare una base elettorale solida ma insufficiente a costruire consenso nazionale. L’America appare sempre più divisa: repubblicani compatti, metropoli, indipendenti e democratici in netta opposizione.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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