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Tragedia a Crans-Montana, il silenzio dei gestori e l’inchiesta sulla sicurezza del locale

Dopo l’incendio nel locale di Crans-Montana che ha causato decine di vittime e feriti, cala il silenzio sui ristoranti dei proprietari. Gli inquirenti indagano su omicidio e incendio colposo

crans montanaAll’ingresso dei ristoranti di proprietà della coppia, poche parole scritte a mano su lavagnette nere annunciano una chiusura straordinaria. Scuse formali, nessuna spiegazione. Davanti alle porte de Le Vieux Chalet, ristorante di cucina corsa incastonato tra cemento e legno, i dipendenti parlano a bassa voce e si fermano subito. Confermano soltanto che una delle titolari sta meglio dopo essersi ustionata a un braccio. Poi il silenzio, definito come necessario, quasi obbligato, in un momento segnato dal lutto.

Stessa atmosfera al Le Senso, a pochi minuti a piedi dal locale distrutto dalle fiamme. Alla domanda sul proprietario, la risposta è secca e la porta scorrevole si richiude rapidamente, lasciando in vetrina soltanto il listino di champagne dai prezzi elevati, in netto contrasto con il clima che si respira in città.

Una coppia al centro della vita notturna di Crans-Montana

Jacques e Jessica Moretti non erano solo una coppia nella vita privata, ma anche i volti di riferimento della movida di Crans-Montana. Negli anni avevano costruito una rete di locali frequentati da un pubblico eterogeneo, dai giovanissimi ai turisti più facoltosi. Tra questi c’era Le Constellation, il bar in cui, nella notte di Capodanno, si è consumata una delle peggiori tragedie degli ultimi anni.

Jessica si trovava all’interno del locale al momento dell’incendio ed è rimasta ferita, mentre Jacques era impegnato in un altro dei suoi esercizi. Entrambi sono stati ascoltati dagli investigatori e, nelle ore successive, lui è tornato sul luogo del disastro scortato dalla polizia, probabilmente per un sopralluogo tecnico.

Le indagini e la linea difensiva dei gestori

La procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e incendio colposo, concentrandosi anche sui materiali utilizzati nella struttura. Jacques Moretti ha dichiarato alla stampa svizzera che il locale era stato controllato più volte nell’ultimo decennio e che risultava conforme alle normative vigenti. Ha spiegato di non essere in grado di aggiungere altro, citando le condizioni psicologiche compromesse dopo quanto accaduto.

Il locale era stato rilevato nel 2015, quando versava in uno stato di abbandono. Dopo importanti lavori di ristrutturazione, documentati anche sui social, era diventato uno dei punti di riferimento della notte, con una capienza che arrivava a circa trecento persone distribuite su due livelli. Proprio nel piano inferiore, allo scoccare del nuovo anno, sarebbero divampate le fiamme.

Il dolore dello staff e le testimonianze

Nei giorni successivi, attraverso un dipendente, i proprietari hanno fatto sapere ai media di essere profondamente colpiti dalla tragedia. Tra le vittime ci sarebbero anche alcuni membri dello staff, una perdita che rende ancora più difficile ogni dichiarazione pubblica. Un giovane barista francese è rimasto gravemente ustionato al volto, alle braccia, alle mani e alla schiena ed è tuttora ricoverato in ospedale.

Un amico di lunga data della coppia, musicista che aveva suonato nei loro locali, ha raccontato di aver parlato con Jessica poche ore dopo l’incendio. Le parole scambiate sono state poche, essenziali: la consapevolezza di essere vivi e la descrizione di una notte trasformata in un inferno.

Dai protagonisti della notte ai sospetti degli inquirenti

Quella che fino a pochi giorni fa era una coppia simbolo del divertimento alpino si trova ora al centro dell’attenzione giudiziaria. Jacques e Jessica Moretti sono stati convocati come persone informate sui fatti, una posizione che non equivale a un’incriminazione formale, ma che non esclude sviluppi futuri.

Intanto, davanti ai ristoranti chiusi, i dipendenti si stringono in abbracci silenziosi. Anche loro piangono amici e colleghi, in una località che avrebbe dovuto festeggiare l’inizio dell’anno nuovo e che invece si è svegliata segnata da una ferita profonda.

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