Zaia: "I veneti vengono prima, poi la Lega e il centrodestra"

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Corinna Pindaro
Zaia: "I veneti vengono prima, poi la Lega e il centrodestra"

Link to Il governatore critica il blocco al terzo mandato che coinvolge solo poche cariche elettive in Italia e non esclude di candidarsi comunqueIl governatore critica il blocco al terzo mandato che coinvolge solo poche cariche elettive in Italia e non esclude di candidarsi comunque

zaiaLuca Zaia ribadisce la centralità dei cittadini veneti nella sua azione politica e sottolinea la necessità di evitare candidature "calate dall’alto". Pur riconoscendo che le elezioni sono ancora lontane, Zaia avverte dei rischi che un mancato accordo all’interno della coalizione di centrodestra potrebbe generare, sia a livello locale che nazionale. “Non penso al mio futuro personale – afferma – prima vengono i veneti, poi la Lega e infine il centrodestra”.

Zaia spera ancora nella possibilità di ricandidarsi alla presidenza della Regione Veneto, puntando a un election day nella primavera del 2026. Rimane però in attesa di una decisione della Corte Costituzionale sulla questione dei limiti ai mandati per i presidenti di Regione.

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Il governatore critica il blocco al terzo mandato che coinvolge solo poche cariche elettive in Italia. “Imporre limiti per legge è surreale – dichiara – specialmente quando chi lo sostiene non è soggetto ad alcun vincolo simile”.

Zaia avverte che, in caso di mancato accordo nella coalizione, la Lega potrebbe decidere di correre da sola. Ricordando le sue esperienze politiche passate, sottolinea di aver già vinto contro il resto del centrodestra quando era sindaco di Treviso. Nonostante ciò, insiste sull’importanza di trovare “una sintesi politica al più presto” per evitare tensioni interne e garantire una candidatura condivisa.

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Zaia non esclude l’ipotesi di candidarsi comunque alle prossime elezioni regionali con la Lega e sei liste autonomiste collegate, anche senza un via libera al quarto mandato. In questo scenario, potrebbe puntare a un ruolo come consigliere regionale, da cui continuare a influenzare la politica locale. Tra le opzioni future ci sarebbero una candidatura a sindaco di Venezia nel 2026 o un incarico ministeriale.

“Non sono io a chiedere di candidarmi, ma i veneti – sostiene Zaia – Aspetteremo il giudizio della Consulta prima di fare valutazioni definitive”. Inoltre, insiste sull’importanza di organizzare un election day per evitare costi aggiuntivi e scongiurare un ulteriore calo dell’affluenza.

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Nel frattempo, Fratelli d’Italia e Forza Italia stanno lavorando a piani alternativi, sondando sindaci e consiglieri comunali per rafforzare la loro posizione in Veneto. Tra i possibili candidati emergono Luca De Carlo ed Elena Donazzan per Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia potrebbe puntare su Flavio Tosi.

All’interno della Lega, i possibili successori di Zaia includono il sindaco di Treviso Mario Conte e la sua vice, Elisa De Berti. Zaia però avverte: “Lo stop alla candidatura deve valere per tutti o per nessuno. È inaccettabile prendere in giro i cittadini con regole applicate solo a convenienza”.

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Nonostante Zaia parli di dieci mesi per risolvere il nodo della candidatura, la realtà politica impone scelte ben più rapide. Le decisioni cruciali dovranno essere prese entro la fine dell’inverno, quando sarà necessario presentare i candidati ufficiali. Per il centrodestra, si tratta di una sfida decisiva per trovare un equilibrio tra le diverse anime della coalizione e garantire una corsa elettorale serena.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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