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Draghi dopo il Consiglio Europeo: “La variante Delta preoccupa, i dati sulla ripresa economica confortanti”

di Corinna Pindaro

In un contesto storico come l’attuale il Consiglio Europeo aveva molti temi all’ordine del giorno, e sono altrettanti quelli trattati da Mario Draghi durante la conferenza stampa conclusiva. In cima alla lista, ovviamente, la pandemia. In merito Draghi ha sottolineato: “non è finita, non ne siamo ancora fuori, va ancora affrontata con determinazione, attenzione e vigilanza”.

A destare preoccupazione, tanto nel Premier quanto nell’opinione pubblica è la variante Delta, Draghi ha sottolineato “serve continuare con determinazione la campagna vaccinale, continuare e aumentare i tamponi, aumentare il sequenziamento”. Il Covid-19 ha imposto un totale studio di un virus del tutto nuovo, a fronte del quale gli scienziati così come tutto il resto del mondo era impreparato. Occorre, quindi, nell’ottica di Draghi in forza delle determinazioni del Consiglio europeo rinforzare e forse riformare l’Ema. “Bisogna tenere alta la pressione sui tamponi, continuiamo a farli. E’ molto importante per individuare con prontezza lo sviluppo di nuove varianti e contagi. Sequenziamo molto di più”, ha spiegato il Premier aggiungendo, “Abbiamo passato in rassegna i punti di incertezza degli ultimi mesi e la conclusione è stata che occorre un rinforzo e forse una riforma anche dell’Ema”.

Durante la conferenza stampa i giornalisti hanno chiesto delucidazioni sul vaccino russo e sul vaccino cinese, “la contestazione è stata che lo Sputnik non è riuscito ad ottenere l’approvazione dell’Ema e forse non lo sarà mai. Il vaccino cinese non è adeguato ad affrontare la pandemia” ha risposto Draghi.

In secondo luogo il Consiglio Europeo si è trovato a discutere dei rapporti tra Russia e Ue, l’importante pericolo derivante dalla cyber criminalità. Draghi ha, quindi, esposto la sua opinione in maniera netta: “La Russia è un attore importante sul fronte economico e politico, non può non essere coinvolta, bisogna tenere un dialogo attivo. Nello stesso tempo bisogna esser franchi su ciò che non va, gli attacchi cyber, lo spionaggio, la disinformazione, il rispetto dei diritti umani. Ci vogliono cooperazione e franchezza”. L’Ue ha approvato, su proposta franco-tedesca, l’idea di un vertice bilaterale tra Russia e Ue. “E’ arrivata un po’ come una sorpresa, molti lo hanno letto sul Financial Times- ha dichiarato in merito il Presidente del Consiglio- Il tentativo di riuscire ad avere un incontro in formato Ue-Russia andava fatta, io ho sostenuto la necessità che andasse fatto anche perché i Paesi Ue piuttosto che essere dubbiosi sulla propria importanza devono essere orgogliosi della manifestazione di forza che fanno quando parlano insieme e tutti”.

Non di minore importanza è stata trattata anche la questione migranti, in proposito Mario Draghi si è detto soddisfatto e, ovviamente, non resta che attendere che siano poste azioni concrete a fronte degli impegni assunti in ambito europeo.  “Nelle mani di alcuni governi le politiche di migrazione diventano sicuramente uno strumento di ricatto” ha avvertito il presidente del Consiglio che ha poi continuato “Il mio obiettivo non era ottenere un accordo sui ricollocamenti, era prematuro avere un accordo per noi conveniente. Il problema dell’immigrazione l’Europa ha bisogno di affrontarlo possibilmente in armonia, ma senza escludere accordi tra Paesi. La migrazione rientrerà nell’agenda del Consiglio europeo, non mi farei troppi problemi”.

Nota positiva restano, comunque, tutti gli indici che fanno propendere per una crescita economica esponenziale per il Paese. “Il Pnrr, più le politiche fiscali nazionali faranno aumentare la crescita e la porterà a un tasso più alto di prima della pandemia” ha precisato Draghi evidenziando che occorre una politica fiscale espansiva “L’argomento per mantenere una politica fiscale espansiva focalizzata sempre più sugli investimenti – in particolare quelli che faranno la nostra società diversa – è che bisogna mirare alla crescita, a tassi più alti di quelli pre-pandemia” ha spiegato il premier, aggiungendo che se gli investimenti del Recovery “sono ben fatti produrranno un aumento della produttività, quindi un tasso di crescita più alto che diminuirà la pressione del debito italiano”.

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