Gas, Cingolani: “Con Nord Stream chiuso si rischia un aumento dei prezzi. Siamo al 60% degli stoccaggi, dobbiamo arrivare al 90%”

Cingolani ha proseguito affermando che se la Russia  tagliasse completamente le forniture all’Italia, il nostro Paese potrebbe risentirne meno che altri Paesi europei. “E’ chiaro però che avremo un inverno difficile e francamente nessuno vuole fare misure restrittive. Un conto è dire abbassiamo la temperatura del riscaldamento di un grado, o dire per qualche mese andiamo avanti con le centrali a carbone, perchè intanto risparmiamo gas transitoriamente, un conto è dire dobbiamo interrompere le attività. Questo noi cerchiamo di non farlo, però devo dire che siamo in una posizione abbastanza buona in questo momento”, ha detto il ministro.

Inoltre Roberto Cingolani ha ricordato che l’obiettivo principale è avere abbastanza scorte di gas per l’inverno, in quanto la richiesta aumenta esponenzialmente, tanto nelle abitazioni quanto nelle industrie. “Con la guerra, in Italia abbiamo avuto un calo dei flussi del 15%. Significa che il rischio è che vi sia ancora meno gas e un ulteriore aumento dei prezzi. Per affrontare questa situazione abbiamo innanzitutto previsto nel dl bollette misure per l’aumento degli stoccaggi. Oggi siamo attorno al 60% e dobbiamo arrivare al 90%. Per questo abbiamo previsto dotazioni finanziarie per consentire agli operatori e al gestore di reperire il gas sul mercato e mettere in sicurezza queste forniture per l’approvvigionamento del Paese”, ha ribadito il ministro.

Intanto la Tass, citando l’Agenzia internazionale per l’energia, ha riportato che a giugno, per la prima volta nella storia, i Paesi Ue hanno importato più gas naturale liquefatto dagli Usa che dalla Russia.

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