Rassegna stampa 27 maggio

SICUREZZA

L’Italia frena Stoltenberg. Giorgia Meloni ha espresso cautela riguardo alle dichiarazioni del segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, sulla possibilità di usare armi occidentali contro obiettivi russi, sottolineando la necessità di prudenza e di decisioni condivise tra i membri della NATO. Allo stesso tempo, politici italiani, tra cui Matteo Salvini, Guido Crosetto e membri di Forza Italia, hanno criticato le parole di Stoltenberg, ritenendole imprudenti e rischiose per un’escalation del conflitto.
Adriana Logroscino su Corriere della Sera

Tajani, armi per difesa, no contro Mosca. Il ministro degli Esteri Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia a fornire armi all’Ucraina esclusivamente per la difesa del suo territorio e ha sottolineato che l’Italia non è in guerra con la Russia. Tajani ha anche confermato la disponibilità dell’Italia a inviare truppe in una missione di pace Onu a Gaza, e ha discusso la necessità di un cessate-il-fuoco e di aiuti umanitari per la popolazione palestinese. Infine, ha espresso il desiderio di Forza Italia di espandere il centrodestra italiano e di avere un ruolo centrale nel Mediterraneo attraverso investimenti strategici, in particolare nel piano Mattei per l’Africa.
Adolfo Pappalardo su Mattino

Un muro di droni. Sei paesi della NATO, tra cui Finlandia, Norvegia, Polonia e i tre stati baltici, stanno pianificando di creare una “muro di droni” lungo i loro confini con la Russia per contrastare le provocazioni e impedire il contrabbando. Questa iniziativa, descritta come una novità assoluta, è una risposta agli attacchi ibridi subiti dai paesi confinanti con la Russia, che hanno incluso l’invio forzato di migranti e tentativi di modificare i confini. Nonostante manchino ancora dettagli su tempistiche e modalità operative, l’idea è quella di utilizzare i droni e altre tecnologie per la protezione dei confini, con la possibilità di finanziamenti UE, in un contesto di crescente allerta per le intenzioni russe dopo l’invasione dell’Ucraina.
Richard Milne su Financial Times

Iron Dome europeo. L’Europa sta considerando l’implementazione di uno scudo aereo simile all’Iron Dome israeliano, con il sostegno di alcuni paesi come la Grecia e la Polonia, ma incontra dubbi da parte di Italia e Francia riguardo all’impatto sull’industria delle armi europea. Il progetto, che mira a rafforzare la sicurezza dell’UE e a inviare un segnale di forza a livello globale, prevede l’acquisto congiunto di sistemi di difesa e la promozione dell’autonomia strategica europea. Mentre alcuni Stati membri sono favorevoli e spingono per l’uso di fondi UE, altri sono preoccupati per le implicazioni industriali e la competizione interna, con la Polonia che ha già avviato un progetto pilota satellitare come primo passo verso lo scudo comunitario.
Gabriele Rosana su Messaggero

Biden dirà si, ma Zelensky rinunci alla controffensiva. Charles Kupchan, ex consigliere di Obama, suggerisce che gli Stati Uniti potrebbero permettere all’Ucraina di usare armi NATO per colpire obiettivi militari specifici in Russia, come parte di una strategia rivista per contrastare l’avanzata russa. Kupchan consiglia all’Ucraina di concentrarsi sulla difesa e sulla sicurezza dell’80% del territorio non occupato, piuttosto che su controffensive, e di posticipare le questioni relative alle province controllate da Mosca. La situazione internazionale è tesa, con variazioni nelle percezioni del rischio nucleare e nell’efficacia dell’offensiva russa, mentre si attende l’arrivo di aiuti militari all’Ucraina e si osservano le posizioni divergenti tra alleati occidentali.
Massimo Gaggi su Corriere della Sera

L’Europa investa di più. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di un maggiore investimento nella difesa europea per mantenere la pace nel continente e sostenere costantemente l’Ucraina di fronte alle azioni di Putin. Ha indicato che il finanziamento può avvenire tramite contributi nazionali o risorse proprie dell’UE, entrambi già sperimentati, durante un’intervista con la radio tedesca Deutschlandfunk.
su Corriere della Sera

Ostacoli per la difesa. Germania e Francia hanno collaborato a un nuovo progetto di carri armati, superando anni di dispute politiche e industriali, mentre l’Europa cerca di rafforzare le proprie capacità militari in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Nonostante il ruolo della NATO nel definire le strategie di difesa, le nazioni europee devono affrontare sfide per razionalizzare i costi e garantire la compatibilità delle attrezzature a causa delle diverse strutture e priorità di difesa. Gli sforzi per potenziare l’industria della difesa europea sono accolti con approcci diversi: alcuni Paesi acquistano attrezzature dagli Stati Uniti, mentre altri, come la Francia, sostengono la necessità di una produzione militare europea autosufficiente, tra dibattiti sui finanziamenti e sulla necessità di consolidare l’industria.
Liz Alderman su New York Times International Edition

Dalla Spagna un miliardo e cento di armi per l’Ucraina. La Spagna firmerà un accordo storico con l’Ucraina durante la visita del Presidente Volodymir Zelenski a Madrid, impegnandosi a fornire un pacchetto di armi del valore di 1,129 miliardi di euro, che va dai missili Patriot ai carri armati Leopard e a una vasta gamma di attrezzature militari di produzione spagnola. La maggior parte del materiale sarà prodotto da aziende spagnole, segnando un distacco dalla pratica abituale di fornire armi dagli arsenali esistenti, e si prevede che l’UE finanzierà parte dei costi. Questo accordo bilaterale di sicurezza prevede anche l’estensione del programma di addestramento al combattimento per il personale militare ucraino e fa parte di un più ampio sforzo per fornire sostegno militare all’Ucraina di fronte all’invasione russa.
Miguel González su Pais

Drizza le antenne. Report ha fatto il punto sulla tecnologia 5G e sul limite di esposizione ai campi elettromagnetici alzato recentemente nonostante l’ex Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani avesse detto che non era necessario ed opportuno. Report ha ricordato che i limiti sono stati commissionati da Asstel che è la società delle compagnie telefoniche.
su RAI 3

Esa. Il capo dell’agenzia spaziale francese CNES, Philippe Baptiste, ha avvertito che l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) rischia di perdere il sostegno dell’UE se non abbandona il principio di “georeturn”, che assegna contratti in proporzione agli investimenti dei paesi nei singoli programmi. Questa politica è stata criticata per aver causato ritardi e costi eccessivi nel programma del razzo Ariane 6. Il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, ha difeso il sistema, citando il successo di programmi come Galileo. Il dibattito emerge mentre l’ESA considera una riforma del georeturn, spinta dalla Germania e contestata dalla Francia, che teme una perdita della sua influenza storica nella produzione di razzi in Europa. L’ESA sta cercando di bilanciare la collaborazione europea nello spazio con l’introduzione di maggiore competizione ed efficienza, mentre alcuni ufficiali vedono la fine del georeturn come un passo verso un maggiore controllo dell’UE sull’agenzia.
Peggy Hollinger su Financial Times

Via libera all’A321 XLR. Airbus è vicina ad ottenere l’approvazione dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) per il suo innovativo A321 XLR, un aereo “due in uno” capace di effettuare sia voli medio che lungo raggio. L’A321 XLR, che ha già superato tutti i test di volo e soddisfatto i requisiti dell’EASA e della FAA americana, promette di cambiare il panorama dell’aviazione grazie alla sua autonomia di 6.700 chilometri, consentendo voli diretti su lunghe distanze con minori costi e consumo di carburante. Airbus ha già ricevuto oltre 500 ordini per l’A321 XLR e si prepara alla sfida della produzione in serie e delle consegne senza ulteriori ritardi, avendo già pianificato una seconda linea di assemblaggio a Tolosa oltre a quella di Amburgo.
Bruno Trévidic su Echos

Amica del business. La Francia, sotto la guida di Emmanuel Macron, sta attivamente cercando di attirare investimenti esteri con il vertice “Choose France”, annunciando nuovi investimenti per 15 miliardi di euro da aziende come Amazon e Microsoft. Macron ha utilizzato il vertice per difendere la sua politica economica, che ha reso la Francia un ambiente favorevole agli affari grazie a riforme del mercato del lavoro e tagli fiscali, con l’obiettivo di reindustrializzare il paese e attrarre società finanziarie post-Brexit. Nel settore dei trasporti, Leonardo ha annunciato che Atr, leader mondiale dell’aviazione regionale, assumerà 150 nuovi dipendenti nel 2024. Tra i nuovi investimenti, ci sono progetti significativi come il centro dati di Microsoft e l’impianto di fertilizzazione FertigHy, oltre a investimenti da parte di aziende italiane come Iveco e Zambon e Leonardo, con un impatto complessivo previsto di 59mila nuovi posti di lavoro.
Anais Ginori su Repubblica Affari&Finanza

Armi ai sauditi. Gli Stati Uniti stanno per revocare il divieto di vendita di armi offensive all’Arabia Saudita, segnale di un miglioramento delle relazioni tra Washington e Riyadh. Il presidente Joe Biden aveva imposto il divieto tre anni fa criticando il coinvolgimento saudita nella guerra in Yemen, ma ora la decisione è in fase di revisione dopo una tregua ONU e il ritiro saudita dal conflitto. Il miglioramento delle relazioni è stato spinto anche dalla necessità di cooperazione su questioni energetiche e politiche mediorientali, in particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Andrew England su Financial Times

Mare aperto. L’esercitazione Mare Aperto, la più grande nel Mediterraneo dal dopoguerra, ha coinvolto circa 10.000 militari di 26 nazioni, con oltre 100 tra navi, aeromobili e sommergibili, e si è svolta su un’area estesa da Cipro a Gibilterra, in concomitanza con l’esercitazione francese Polaris. La portaerei Cavour, nave ammiraglia della flotta italiana, ha concluso quattro settimane di addestramento e fa rotta verso Taranto, portando a bordo anche 65 universitari italiani che hanno collaborato con lo staff militare. L’addestramento ha permesso di verificare l’efficacia e la prontezza operativa delle forze italiane e di rafforzare la cooperazione con le marine alleate, con l’obiettivo di garantire la sicurezza nel Mediterraneo e prepararsi a fronteggiare potenziali minacce alla stabilità internazionale, come sottolineato dall’intervento del ministro Crosetto.
Maristella Massari su Gazzetta del Mezzogiorno

Equivicina. L’Italia, sotto la guida del premier Meloni e del ministro degli Esteri Tajani, ha accolto il primo ministro palestinese, segnando un ritorno alla politica di equidistanza nel conflitto israelo-palestinese, in linea con la tradizione diplomatica repubblicana del paese. Meloni ha sottolineato l’importanza di combattere l’antisemitismo e ha esortato Israele a rispettare il diritto internazionale, evidenziando la necessità di rafforzare l’Autorità Nazionale Palestinese per una pace duratura. Tuttavia, alcuni analisti, come Lorenzo Kamel, vedono questo cambio di rotta come una mossa tattica legata alle imminenti elezioni europee, piuttosto che un riposizionamento strutturale della politica estera italiana.
Alessandro Farruggia su Giorno – Carlino – Nazione

Agenzia Spaziale. Il capo dell’agenzia spaziale francese CNES, Philippe Baptiste, ha avvertito che l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) rischia di perdere il sostegno dell’UE se non abbandona il principio di “georeturn”, che assegna contratti in proporzione agli investimenti dei paesi nei singoli programmi. Questa politica è stata criticata per aver causato ritardi e costi eccessivi nel programma del razzo Ariane 6. Il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, ha difeso il sistema, citando il successo di programmi come Galileo. Il dibattito emerge mentre l’ESA considera una riforma del georeturn, spinta dalla Germania e contestata dalla Francia, che teme una perdita della sua influenza storica nella produzione di razzi in Europa. L’ESA sta cercando di bilanciare la collaborazione europea nello spazio con l’introduzione di maggiore competizione ed efficienza, mentre alcuni ufficiali vedono la fine del georeturn come un passo verso un maggiore controllo dell’UE sull’agenzia.
Peggy Hollinger su Financial Times

Space X. SpaceX, fondata nel 2002 da Elon Musk, è in trattative per vendere azioni esistenti in una transazione che la valuterebbe circa 200 miliardi di dollari, secondo Bloomberg, superando la precedente valutazione di 180 miliardi alla fine del 2023. Musk ha negato la necessità di raccolta fondi, affermando che SpaceX non richiede capitali aggiuntivi e sta anzi pianificando di riacquistare azioni, pur conducendo operazioni di liquidità semestrali per dipendenti e investitori. La società, che ha superato Boeing e Airbus in termini di valore e sta preparando il quarto volo di prova del suo Starship per missioni lunari e marziane, ha già effettuato 50 lanci di Falcon 9 dall’inizio del 2024.
Véronique Guillermard su Figaro

Marina militare Usa. Lisa Franchetti si è arruolata nella Marina degli Stati Uniti per ottenere un’istruzione universitaria gratuita e per viaggiare, iniziando nel 1981 con l’ambizione di diventare giornalista. Dopo quarantatré anni, è diventata la prima donna a capo della Marina militare più potente del mondo, nominata da Joe Biden, e ora supervisiona missioni globali che vanno dal combattimento al terrorismo alla difesa della libertà di navigazione. Franchetti, di origini italiane, ha una lunga carriera militare che include la caccia a sottomarini sovietici durante la Guerra Fredda e la promozione del reclutamento per rafforzare la difesa nazionale, sottolineando l’importanza della sicurezza marittima e delle opportunità offerte dalla Marina, come l’accesso all’istruzione e a una vasta gamma di carriere professionali.
Federico Rampini su Corriere della Sera

200 milioni. Polo Strategico Nazionale S.p.A., supportata da soci come TIM, Leonardo, CDP Equity e Sogei, ha ricevuto un finanziamento di oltre 200 milioni di euro per un progetto, finanziato da un consorzio di banche. Lo studio legale Chiomenti ha fornito consulenza a Polo Strategico Nazionale e ai suoi soci, mentre lo studio GOP ha rappresentato le banche finanziatrici, tra cui Intesa Sanpaolo e Unicredit.
su Italia Oggi Sette Affari Legali

ECONOMIA & FINANZA DALL’ITALIA E DAL MONDO

La nuova Confindustria. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, critica le politiche dell’UE che ritiene dannose per l’industria, come lo stop ai motori a scoppio nel 2035 e le restrizioni sul nucleare, sottolineando la necessità di una transizione ecologica ordinata che non danneggi le imprese. Orsini invita al dialogo con governo e opposizione su temi come lavoro, cuneo fiscale e certezza delle norme, enfatizzando l’importanza dell’energia come sicurezza nazionale e la necessità di una politica pro-industria per la competitività europea. Confindustria si dichiara pronta a collaborare con i leader politici per affrontare le sfide globali, chiedendo misure a lungo termine e un approccio meno ideologico e più favorevole alle imprese nella gestione della transizione verde.
Fabrizio Goria su Stampa

Tagli ai Comuni. Il ministro per il Sud, Giancarlo Giorgetti, si oppone ai tagli ai Comuni che hanno beneficiato maggiormente dei fondi del Pnrr, sostenendo che è giusto che chi ha ricevuto di più contribuisca di più ai sacrifici economici richiesti dalla situazione attuale. Il decreto che attua la spending review, già votata in manovra, prevede che i Comuni rinuncino a 1,2 miliardi in cinque anni, suscitando polemiche e preoccupazioni tra i sindaci, soprattutto in vista delle imminenti elezioni europee e amministrative. Nonostante le proteste e la richiesta di un confronto da parte di Raffaele Fitto, Giorgetti non intende modificare l’impianto del decreto, mentre il partito della premier Giorgia Meloni nega l’esistenza dei tagli, definendo la polemica un’invenzione di chi cerca voti.
Giuseppe Colombo su Repubblica

Allarme sanità. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico (PD), critica il governo di Giorgia Meloni per i tagli ai Comuni e l’austerità, in particolare per le possibili ripercussioni sulla sanità e l’istruzione. Schlein sottolinea che la spesa sanitaria italiana è in calo rispetto al PIL, avvicinandosi ai livelli pre-pandemia e rischiando di raggiungere il minimo storico degli ultimi vent’anni. Inoltre, affronta il tema dell’inflazione e dei salari, sostenendo che l’aumento dei salari non ha tenuto il passo con l’inflazione, e critica la premier Meloni per non affrontare adeguatamente le condizioni materiali delle persone, mentre lei stessa è impegnata in un tour elettorale per ascoltare i cittadini.
Maria Teresa Meli su Corriere della Sera

Ostacoli e rischi del Ponte. Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, proposto nel 2011 e poi fermato, è stato ripreso dal governo Meloni con Matteo Salvini che lo considera una priorità, nonostante i costi siano triplicati e manchino aggiornamenti sismici e su eventi estremi. Il progetto, che prevede espropri su 370 ettari influenzando i prezzi di case e terreni, ha ricevuto parere positivo dal Comitato scientifico della Stretto di Messina con 68 raccomandazioni, ma necessita di 239 integrazioni richieste dal ministero dell’Ambiente. Nonostante le incertezze e i rischi, il governo procede, sostenendo che l’Europa richieda il completamento del corridoio TEN-T, anche se la Commissione Europea attende ulteriori studi prima di considerare un co-finanziamento.
Milena Gabanelli su Corriere della Sera

L’auto cinese cerca casa in Europa. Produttori cinesi di auto elettriche mirano ad espandersi in Europa, cercando di aggirare i dazi attraverso la produzione locale, con alcuni accordi già in atto in Spagna e Ungheria, mentre l’Italia, nonostante l’interesse, affronta difficoltà nell’offrire impianti adeguati. Saic Motor e Dongfeng esplorano vecchi siti industriali, ma incontrano ostacoli logistici e di adeguamento, con l’Italia che rimane in lizza per un futuro stabilimento. L’Europa si prepara a rafforzare le barriere commerciali contro l’importazione cinese, spingendo i produttori a intensificare la ricerca di siti produttivi nel continente, mentre il mercato italiano si mostra appetibile per numerosi nuovi brand asiatici.
Diego Longhin su Repubblica

POLITICA & CRONACA DAL MONDO

Xi al tavolo della pace. Il presidente ucraino Zelensky ha invitato i leader mondiali, incluso il presidente cinese Xi Jinping, a una conferenza di pace in Svizzera, mentre avverte di un’altra possibile offensiva russa vicino a Kharkiv. Der Spiegel riporta che Polonia e Paesi Baltici potrebbero inviare truppe in Ucraina se le difese ucraine cedessero significativamente, e si discute sull’uso di armi occidentali contro obiettivi in Russia. Medvedev ha avvertito che attacchi a obiettivi russi con armi USA potrebbero scatenare una guerra mondiale, mentre i Paesi NATO confinanti con la Russia considerano la creazione di uno “scudo di droni” per la sorveglianza e la protezione dei confini europei.
Daniele Raneri su Repubblica

Armi all’Ucraina. La NATO, guidata dal Segretario generale Jens Stoltenberg, sta considerando di modificare gli accordi di aiuto all’Ucraina per permettere l’uso di armi occidentali in territorio russo, in risposta alla mancanza di fiducia nella sincerità di Putin riguardo una tregua e per prevenire un possibile vantaggio strategico russo dopo le elezioni americane. La Cina, pur mantenendo un atteggiamento ambiguo, sembra sostenere indirettamente il conflitto fornendo tecnologie che la Russia utilizza per la produzione di armamenti, nonostante affermi di voler mantenere buoni rapporti con l’Occidente. La decisione finale sulla modifica degli accordi e sulla nomina del nuovo segretario generale della NATO sarà presa durante il vertice di luglio a Washington, con opinioni divergenti tra gli alleati sulla prudenza di tale mossa.
Claudio Tito su Repubblica

Ursula contro Le Pen e Afd. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha preso posizione contro le politiche anti-LGBTQ e pro-Putin di partiti come l’AfD tedesco e il Rassemblement National di Marine Le Pen, evitando però di menzionare Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Von der Leyen ha delineato i confini di una “Grosse Koalition” europea, escludendo alleanze con estremisti di destra e sottolineando che non è necessario un patto di coalizione per la sua rielezione, poiché il Parlamento europeo funziona diversamente dai parlamenti nazionali. La presidente ha ribadito l’importanza di sostenere l’Ucraina e di investire nella difesa per mantenere la pace in Europa, distanziandosi dagli estremisti e cercando di attrarre forze politiche centriste per una maggioranza europea.
Lorenzo de Cicco su Repubblica

Francia e Germania. Il presidente francese Emmanuel Macron ha iniziato una visita di Stato di tre giorni in Germania, enfatizzando la necessità di proteggere la democrazia e combattere l’ascesa dell’estrema destra in Europa, in un periodo di crescenti disaccordi tra i due Paesi su temi come l’Ucraina e la difesa. Macron terrà un discorso ai giovani e parteciperà a un summit con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, nonostante le differenze di vedute e i problemi politici interni che indeboliscono entrambi i leader. La visita, che include celebrazioni e incontri bilaterali, avviene in un contesto di tensioni tra Francia e Germania che potrebbero influenzare negativamente la politica europea, con sfide come il deficit francese e le divergenze sulla politica estera e di difesa.
Stefano Montefiori su Corriere della Sera

Trump peggio di Biden. Bill Gross ritiene che una vittoria di Donald Trump alle prossime elezioni presidenziali statunitensi sarebbe più dannosa per i mercati obbligazionari di una rielezione di Joe Biden, a causa delle politiche di Trump che probabilmente aumenterebbero i già ingenti deficit statunitensi. Gross critica i piani economici di Trump, che includono tagli fiscali permanenti, come ribassisti e costosi, in contrasto con la sua opinione che gli attuali livelli di deficit hanno reso inefficace la strategia obbligazionaria tradizionale, portandolo a esplorare strategie di investimento alternative. Nonostante il vantaggio di Trump nei sondaggi e nei consensi, la valutazione di Gross mette in discussione la pretesa di Trump di essere il miglior manager economico, evidenziando le implicazioni negative delle sue politiche fiscali e la necessità per gli investitori di adeguare le proprie aspettative sui rendimenti di mercato.
Lauren Fedor su Financial Times

Israele. Hamas ha lanciato otto razzi verso Tel Aviv da Rafah, una mossa più provocatoria che minacciosa, dato che la maggior parte dei missili è stata intercettata dal sistema Iron Dome di Israele. L’attacco segue una settimana critica segnata da un ordine della Corte internazionale di giustizia e da una delicata situazione politica in Israele, con il ministro Benny Gantz che chiede un’indagine sulle azioni militari israeliane. Nonostante le tensioni e le possibili ripercussioni internazionali, l’IDF ha distrutto la postazione di lancio dei razzi a Rafah, mentre emergono disaccordi interni in Israele sulla gestione dei negoziati con Hamas.
Fabio Tonacci su Repubblica

POLITICA & CRONACA DALL’ITALIA

Meloni e Ursula. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha escluso un’alleanza con i socialisti per le elezioni europee, aprendo invece alla possibilità di collaborare con l’ultradestra e rifiutando di collaborare nuovamente con Ursula von der Leyen. Meloni ha sottolineato che non si dimetterà anche in caso di sconfitta nel referendum sul premierato, e ha invitato la NATO a essere prudente riguardo all’uso di armi occidentali contro la Russia. La sua campagna elettorale si concentra su un centrodestra “made in Italy” esportabile nell’UE, mentre internamente affronta critiche e invita al dibattito, mantenendo una posizione di sfida e indipendenza.
Emanuele Lauria su Repubblica

Meloni e l’Europa. Il sogno di Giorgia Meloni di formare una maggioranza di centrodestra a Bruxelles e Strasburgo senza i partiti di sinistra è irrealizzabile sia numericamente sia politicamente, poiché la coalizione proposta non raggiunge la maggioranza richiesta e non trova appoggio tra i gruppi moderati e liberali. Il rifiuto del PPE di allearsi con l’estrema destra e la necessità di includere i socialisti rendono la promessa di Meloni una fake news, rischiando di isolare l’Italia dal gruppo di comando dell’UE. La posizione intransigente di Meloni potrebbe condurre a un cul de sac politico, con l’Italia che potrebbe dover supportare la scelta di un presidente della Commissione senza far parte ufficialmente dell’alleanza, replicando così incoerenze già viste in passato.
Claudio Tito su Repubblica

Meloni e l’Italia. La Premier Giorgia Meloni è determinata a governare fino al 2027 e non ha intenzione di dimettersi anche in caso di sconfitta nel referendum sulla riforma del premierato, sfatando le voci di un possibile passo indietro. La strategia di Palazzo Chigi è quella di evitare di trasformare il referendum in una battaglia che potrebbe unire le opposizioni, valutando la tempistica e la comunicazione della consultazione, con l’obiettivo di vincere prima le Europee. Meloni intensifica la sua campagna elettorale, attaccando i suoi avversari e rendendo omaggio a Matteotti nel centenario della sua uccisione, cercando di mantenere o aumentare il consenso ottenuto nelle precedenti elezioni.
Monica Guerzoni su Corriere della Sera

Premierato. La riforma per l’elezione diretta del premier, fortemente voluta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rischia di essere rinviata a dopo le elezioni del 2027 a causa delle preoccupazioni per una possibile sconfitta referendaria che potrebbe danneggiare il suo futuro politico. Meloni, cercando di evitare gli errori del passato, come quello di Matteo Renzi, sta cercando di distanziare il suo destino da quello della riforma, lavorando per coinvolgere le opposizioni e depersonalizzare il dibattito. Nonostante gli ostacoli, l’obiettivo rimane quello di approvare la riforma in seconda lettura entro la primavera o l’estate del 2026, con la possibilità che il referendum si svolga dopo le elezioni del 2027 o addirittura nel 2028.
Ilario Lombardo su Stampa

Autonomia (e Cei). Il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga della Lega, difende il disegno di legge sull’autonomia differenziata, sostenendo che non mette a rischio la solidarietà nazionale e che potrebbe rafforzare tutti i territori italiani, incluso il Mezzogiorno. Fedriga respinge le critiche della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) attribuendole a una mancanza di conoscenza del testo, e si dichiara aperto al dialogo con i vescovi, sottolineando la separazione tra ambito religioso e politico. Nonostante alcune opposizioni, come quella del governatore della Campania, De Luca, Fedriga insiste sull’importanza dell’autonomia per permettere al Sud di esprimere le sue potenzialità e critica la CGIL per organizzare proteste che potrebbero danneggiare il Sud.
Cesare Zapperi su Corriere della Sera

Toti. Roberto Spinelli, indagato per corruzione con il padre Aldo, ha contestato la trascrizione di un suo interrogatorio in cui sembrava parlare di “finanziamenti illeciti” richiesti dal governatore ligure Giovanni Toti, sostenendo di aver detto “leciti”. La difesa e l’accusa si confrontano in aula a Genova, con Spinelli e i suoi avvocati che insistono sulla correttezza dei finanziamenti, mentre la Procura sospetta l’esistenza di fondi non dichiarati. Un’udienza è stata fissata per riascoltare la deposizione e chiarire il contesto, con l’interrogatorio di Toti che ha rivelato ulteriori dettagli sull’indagine in corso riguardante possibili finanziamenti illeciti legati a concessioni portuali.
Giuseppe Guastalla su Corriere della Sera

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