Rassegna stampa 3 aprile

LEONARDO

Msc sceglie Leonardo. MSC Crociere ha selezionato Leonardo per fornire la tecnologia cross-belt, in precedenza utilizzata prevalentemente negli aeroporti, per il sistema di smistamento bagagli nel nuovo terminal crocieristico di Miami. Questa collaborazione, che includerà anche Fincantieri Infrastructure nella realizzazione dell’opera, segna l’ingresso di Leonardo nel settore dei terminal crocieristici, con il terminal di Miami destinato a diventare il più grande negli Stati Uniti e uno dei principali al mondo. –
Raoul S Forcade su ole 24 Ore

Mbda aumenta la produzione. Il Ministro delle Forze Armate francese, Sébastien Lecornu, ha sottolineato l’urgenza di aumentare la produzione dei missili Aster e di ridurre i tempi di fabbricazione, sottolineando la necessità di forniture rapide all’Ucraina per difendersi contro le minacce russe e per le operazioni della Marina nazionale in Mar Rosso. Per accelerare la produzione, Lecornu ha ordinato al produttore di armamenti MBDA di mantenere scorte minime di componenti, rompendo così con il modello industriale precedente basato su produzioni a flusso teso, e ha espresso frustrazione per i lunghi tempi di consegna che hanno danneggiato la competitività di MBDA negli appalti internazionali.
Michel Cabirol su Tribune

Il sultano dell’Oman. Il Sultanato dell’Oman ha mostrato interesse per l’acquisto di 12-18 caccia Rafale da Dassault Aviation, al fine di aggiornare la sua flotta aerea che attualmente comprende F-16 americani e Eurofighter Typhoon. Dassault Aviation è cauto ma aperto a nuovi ordini per il Rafale, mentre cerca di incrementare la produzione per soddisfare la domanda crescente dopo aver ottenuto contratti significativi in Francia, negli Emirati Arabi Uniti e potenzialmente in Arabia Saudita e India.
Michel Cabirol su Tribune

Cento miliardi. Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha proposto la creazione di un fondo da 100 miliardi per sostenere l’Ucraina nei prossimi cinque anni, con la partecipazione economica di tutti i 32 membri dell’Alleanza. Questo fondo è inteso come misura preventiva per garantire il continuo supporto a Kiev, anche a fronte di un eventuale cambio di politica negli Stati membri, come un’ipotetica vittoria elettorale di Donald Trump negli USA.
Claudio Tito su Repubblica

Blinken. Martedì, durante una visita alla sede militare franco-tedesca del KNDS a Versailles-Satory, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha elogiato gli sforzi dell’Europa per aumentare gli aiuti militari all’Ucraina. La cooperazione è un buon esempio di efficace “condivisione degli oneri” tra America ed Europa, ha affermato Blinken. Davanti a un obice Caesar, ha elogiato l’impegno della Francia per aumentare la produzione di armi. L’azienda francese Nexter, che dopo la fusione nel 2015 con la società tedesca di difesa Krauss-Maffei Wegmann ha costituito la holding KNDS, è considerata esemplare perché ha dimezzato i tempi di produzione degli obici del tipo Caesar. In futuro produrrà sei obici al mese. Nel 2022 erano due al mese. Il ministro della Difesa francese Sébastien Lecornu ha annunciato a Versailles che la produzione sarà aumentata a dodici obici Caesar al mese. Nexter produce anche granate del calibro standard NATO 155 millimetri, che sono urgentemente necessarie sul fronte in Ucraina. Francia e America guidano insieme la cosiddetta coalizione di artiglieria a sostegno dell’Ucraina. Blinken ha detto che gli obici Caesar sono diventati un “simbolo” della coalizione. La Russia è stata indebolita e la NATO è stata rafforzata da due nuovi membri. “Ma siamo in un momento critico per l’Ucraina”, ha detto Blinken. Proprio per questo motivo è importante che gli europei diano il loro contributo al sostegno dell’Ucraina. Ha fatto nuovamente appello al Congresso americano affinché concedesse aiuti per le armi. Lecornu ha aumentato la pressione sull’industria della difesa francese e sui suoi fornitori. “Chiedo che vengano create scorte per la produzione di munizioni”, ha dichiarato questo fine settimana al quotidiano La Tribune.
Su Frankfurter Allgemeine

Boeing. Latécoère ha registrato nel 2023 una crescita del 32% nel suo fatturato, raggiungendo i 615 milioni di euro, ma rimane ostacolato da problemi legati alla supply chain, all’inflazione e alle complessità di Boeing. Sebbene abbia ottenuto nuovi contratti significativi, l’azienda non ha ancora recuperato il livello di fatturato pre-Covid e sta negoziando con i clienti principali per riflettere l’aumento dei prezzi e dell’inflazione.
Florine Galéron su Tribune

Missioni. L’Italia ha incrementato le missioni militari internazionali raggiungendo un coinvolgimento di 166 militari in 36 quadranti operativi in diverse aree geografiche, da seguito a una continua evoluzione geopolitica che comprende crisi in Medio Oriente e tensioni tra Russia e NATO. Il ministro della Difesa Guido Crosetto sottolinea l’importanza di professionisti formati anziché il servizio di leva, mentre la Difesa pianifica di destinare maggiori fondi per rispondere alla crescente domanda di sicurezza, operando anche in nuove missioni come Levante e Eunavfor Aspides.
Andrea Carli su Sole 24 Ore

Aumenta il budget. Il bilancio per le missioni militari italiane del 2024 è stato incrementato di 105 milioni, raggiungendo 1,8 miliardi di euro, per far fronte ai costi delle 46 missioni, comprese quelle nuove come la presenza nel Mar Rosso e Euam Ukraine. I settori con le spese più ingenti sono la Difesa e gli Esteri, con prioritaria attenzione alle operazioni contro l’ISIS e al rafforzamento della NATO in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Manuela Perrone su Sole 24 Ore

Nato coinvolta. Un influente consigliere di Vladimir Putin, Nikolaj Patrushev, ha accusato la NATO di coinvolgimento diretto nel conflitto ucraino, utilizzando l’alleanza come strumento degli USA per indebolire la Russia e organizzare attacchi contro di essa. Intanto, le tensioni si intensificano con gli ucraini che hanno esteso i loro attacchi con droni sul Tatarstan, provocando danni non gravi a un impianto di raffinazione, mentre la Russia aumenta le proprie operazioni militari e la NATO propone un fondo miliardario di sostegno per l’Ucraina.
Antonella Scott su Sole 24 Ore

Il compleanno della Nato. In 75 anni, la NATO si è evoluta mantenendo la Russia come principale antagonista, ma ora la più grande minaccia alla sua unità potrebbe essere una rielezione del presidente Trump, nonostante la recente espansione con l’inclusione di Svezia e Finlandia. La NATO è passata da una necessità di deterrenza contro l’URSS a un’era di distensione, ma con questioni come l’aggressione russa a stati non membri e i cambiamenti nella politica USA, la sua funzione e coesione rimangono un dibattito aperto.
Ugo Tramballi su Sole 24 Ore

Aereospace in Borsa. GE Aerospace fa il suo ingresso alla Borsa di New York seguendo lo spin-off completato da GE Vernova, mirando a rafforzare la sua posizione di leader globale nel settore aerospaziale, con un fatturato di 32 miliardi di dollari nel 2023 e prospettive di crescita a lungo termine. La controllata italiana Avio Aero, specializzata nella progettazione e produzione di componenti per l’aeronautica, vede in questa quotazione l’occasione per maggiori investimenti e sviluppo, rafforzando il suo ruolo nell’industria europea della propulsione secondo le dichiarazioni del CEO Riccardo Procacci.
Filomena Greco su Sole 24 Ore

Sottomarini. Naval Group ha siglato un contratto con l’Indonesia per la fornitura di due sottomarini Scorpène Evolved Full LiB, che saranno costruiti dalla società indonesiana PT PAL grazie a un trasferimento di tecnologie e know-how. La Francia estende così la lista dei successi esportativi del Scorpène, raggiungendo 16 unità vendute a livello globale, e rafforza la cooperazione difensiva con l’Indonesia che precedentemente aveva acquistato anche 42 Rafale.
Michel Cabirol su Tribune

Il grande momento. Prima di decollare, il razzo deve fare il giro del mondo: a metà febbraio i fondatori della start-up Hyimpulse hanno spedito i singoli pezzi del loro SR75 tramite container. L’arrivo al sito di lancio di Koonibba, nel sud dell’Australia, è previsto per l’inizio di aprile. Lì, il team Hyimpulse lo utilizzerà per costruire un razzo da trasporto di 14 metri. Potrebbe accadere verso la fine di aprile: il razzo suborbitale dovrebbe raggiungere almeno la metà dello spazio con un volo di prova e raggiungere un’altezza di 50 chilometri. “L’obiettivo è il decollo per ottenere dati”, afferma Christian Stricher, 36 anni, co-capo di Hyimpulse. Con il secondo volo dell’SR75, alla fine dell’anno potrebbero voler raggiungere lo spazio, dove il razzo potrà trasportare carichi utili fino ad un’altezza di possono durare 200 chilometri. Ciò significa che Hyimpulse non entrerà nell’orbita terrestre. L’azienda di Neuenstadt vicino a Heilbronn sta quindi sviluppando anche il razzo orbitale più grande SLI, che può lanciare satelliti ad un’altezza di 500 chilometri. Non dovrebbe iniziare prima della fine del 2025. Oltre a Hyimpulse, anche altri due piccoli produttori tedeschi di razzi stanno per fare il loro debutto: la Isar Aerospace di Monaco e la Rocket Factory Augsburg (RFA) vogliono lanciare i loro razzi orbitali lunghi circa 30 metri nella seconda metà dell’anno. Ciò significa che Hyimpulse potrebbe diventare la prima start-up tedesca a far decollare un razzo circa sei anni dopo la sua fondazione, anche se non raggiunge l’orbita.
Dieter Sürig su Sueddeutsche Zeitung

Confindustria. Le città di Brescia, Bergamo e Varese diventano decisivi nel determinare il futuro presidente di Confindustria dopo il ritiro di Antonio Gozzi, con i voti incerti che potrebbero favorire Edoardo Garrone o il suo rivale Emanuele Orsini. La corsa alla presidenza si rivela una battaglia all’ultimo voto, tra giochi di potere, tattiche politiche e il peso degli ex presidenti, con il risultato ancora in bilico sino all’ultimo momento. Con Orsini sembrano marciare compatte le aziende del partecipato pubblico, Enel, Leonardo, Eni, “segnale di una volontà della politica di rendere almeno più ragionevole o debole Confindustria” sussurrano i “garroniani”.
Giampiero Timossi su Foglio – Inserto

Tim Starlink. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, interviene come mediatore in una disputa tra TIM e Starlink, la società di satellite Internet di Elon Musk, allo scopo di trovare un equilibrio nell’uso delle frequenze 28 GHz e garantire gli interessi nazionali. Starlink accusa TIM di ostruzionismo nella gestione delle frequenze necessarie per i loro uplink satellitari, mentre TIM afferma di essere aperta al dialogo e di aver fornito i dati richiesti, enfatizzando la necessità di trattare informazioni sensibili con la dovuta cura.
Biagio Simonetta su Sole 24 Ore

ECONOMIA & FINANZA DALL’ITALIA E DAL MONDO

Auto. Luca de Meo, ex salvatore di Fiat e attuale amministratore delegato di Renault, propone un consorzio europeo per il settore dell’auto simile al progetto Airbus, con l’obiettivo di rafforzare la competitività europea nel contesto globale, in particolare nella transizione verso il settore elettrico. Il modello Airbus viene evocato in realtà un po’ da tutti, sembra la pietra filosofale per colmare il fossato con l’America e alzare una diga alla Cina. Ci vorrebbe un Airbus per i semiconduttori e ci vorrebbe per l’industria della difesa, lo ha detto Armin Papperger il gran capo della Rheinmetall il gruppo tedesco, portando ad esempio MBDA che fabbrica missili e nasce dalla collaborazione tra Airbus, British Aerospace e Leonardo. De Meo, con una carriera internazionale e poliglotta, ha contribuito al risanamento della Seat e promuove l’idea di un’innovazione collettiva per superare la competizione sfrenata e protezionismi nazionali, stimolando la collaborazione a livello di imprese e governi nell’Unione Europea.
Stefano Cingolani su Foglio

Frena il deficit. Il Documento di economia e finanza (Def) del Governo italiano, atteso per il 9 aprile, prevede un Pil in crescita dell’1% per quest’anno e dell’1,2% nel 2025, con un deficit che dovrebbe rimanere sotto il 4,5% quest’anno e scendere ulteriormente nel prossimo. La gestione del debito pubblico è complicata dall’impatto dei crediti d’imposta per l’edilizia, particolarmente dal Superbonus, che potrebbe rappresentare una spesa annua aggiuntiva significativa per il periodo 2024-2026, influenzando così le strategie economiche del Governo.
Gianni Trovati su Sole 24 Ore

Via il Jobs Act. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, insiste sull’abrogazione del Jobs Act e sul ripristino dell’articolo 18, avviando una campagna referendaria per contrastare le politiche di flessibilità lavorativa responsabili dell’aumento della precarietà e della povertà tra i lavoratori. Ribadendo la necessità di un nuovo modello sociale che privilegi i diritti dei lavoratori e la dignità del lavoro, Landini critica le tendenze governative verso l’ulteriore liberalizzazione dei contratti precari e la mancanza di investimenti in politiche sociali ed industriali.
Valentina Conte su Repubblica

Confindustria. Alla vigilia del voto decisivo per la presidenza di Confindustria, c’è forte tensione tra i candidati Edoardo Garrone e Emanuele Orsini, con dispute anche sulla procedura di votazione e possibili violazioni della privacy delle preferenze elettorali. Il voto sarà determinato dal consenso dei membri del Consiglio generale, con Orsini che ha ottenuto il sostegno di alcuni ex sostenitori di Antonio Gozzi, mentre si prevede che Federchimica appoggi Garrone; il risultato finale sarà influenzato dal voto delle associazioni territoriali indecise e dalle assenze.
Diego Longhin su Repubblica

Borse giù. La volatilità del mercato azionario e l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato segnalano incertezza riguardo a futuri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, con segnali di robusta economia USA che raffreddano le attese di tre riduzioni entro fine anno, provocando cadute nelle principali borse (Milano -1,22%, ecc.) e un rialzo dei rendimenti obbligazionari. Nonostante l’incertezza, gli analisti rimangono fiduciosi sul mercato obbligazionario, prevedendo rendimenti all’interno di un intervallo ristretto e suggerendo investimenti in obbligazioni dell’area euro non-core per beneficiare del contesto di mercato e del differenziale di rendimento.
Maximilian Cellino su Sole 24 Ore

Fed frena sui tassi. L’inflazione nell’area euro mostra segni di rallentamento, con le aspettative dei consumatori ai minimi degli ultimi due anni, suggerendo la possibilità di un prossimo taglio dei tassi di interesse; tuttavia, negli Stati Uniti la Federal Reserve adotta una posizione cauta, senza fretta nel ridurre i tassi, causando preoccupazione nei mercati finanziari. Mentre la BCE potrebbe considerare un cambiamento nella politica monetaria già a giugno, la Fed attende ulteriori dati, e contemporaneamente l’indice manifatturiero europeo cala, sebbene in Italia si osservi una timida espansione economica dopo un anno.
Fabrizio Goria su Stampa

Vivendi diserta. Vivendi, primo azionista di Telecom Italia con una quota del 23,75%, ha giustificato la sua assenza alla riunione convocata dal comitato golden power per discutere le prescrizioni sulla rete dell’azienda, adducendo la mancanza di controllo effettivo e l’assenza di rappresentanti nel consiglio di amministrazione. Nonostante questo, il comitato intende ascoltare Vivendi prossimamente, anche tramite una conference call, continuando a perseguire la tutela degli interessi nazionali nell’istruttoria sul golden power, come affermato dal ministro Adolfo Urso.
Antonella Olivieri su Sole 24 Ore

Urso a Stellantis. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha lanciato un messaggio a Stellantis, sottolineando che il governo italiano ha già supportato il settore automobilistico con politiche e incentivi e ora spetta all’azienda adattare i suoi piani industriali, in particolare dopo un incontro sullo stabilimento di Melfi in cui ha mancato la presenza del CEO di Stellantis, Carlos Tavares. Mentre il governo si impegna a proteggere gli interessi nazionali e i sindacati chiedono risposte concrete sul futuro degli stabilimenti e degli occupati, i dati Anfia registrano un calo delle vendite di Stellantis in Italia e si preparano per un secondo tavolo sul sito di Mirafiori.
Claudia Voltattorni su Corriere della Sera

Panorama preoccupante. La situazione occupazionale e produttiva degli stabilimenti italiani di Stellantis è preoccupante: il personale è sceso a meno di 17mila dipendenti rispetto ai 23mila del 2019, con una produzione stabile malgrado il taglio di forza lavoro e una politica aziendale orientata al risparmio e alle uscite volontarie. I futuri investimenti appaiono decisivi, con Carlos Tavares che spinge per la produzione di un milione di veicoli in Italia, ma nel frattempo si assiste a periodi di cassa integrazione e trasferimenti di personale tra gli impianti in un clima di incertezza economica.
Bianca Carretto su Corriere della Sera

Vendite in calo. Le vendite di auto in Italia hanno subito una diminuzione del 3,7% a marzo, segnando la fine di diciannove mesi di crescita, in parte a causa dell’attesa degli incentivi statali per le auto elettriche che non sono stati ancora erogati. Stellantis ha avuto un calo delle vendite dell’11,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’industria automobilistica complessiva affronta una situazione complessa, esacerbata dalla crisi generale e dalla necessità di accelerare l’attuazione dei nuovi incentivi per evitare un impatto limitato sull’anno in corso.
Diego Longhin su Repubblica

Elettriche in calo. Tesla e BYD, due giganti dell’industria dei veicoli elettrici, hanno entrambi registrato un significativo calo nelle vendite di auto che alimenta dubbi sulla rapidità della transizione verso l’elettrificazione del settore automobilistico, con il primo risentendo di fermate produttive e attacchi alle sue strutture e il secondo coinvolto in una guerra dei prezzi in Cina. L’elevato prezzo delle auto elettriche e l’ansia per la necessità di ricaricarle assiduamente stanno inducendo i consumatori alla prudenza, mentre i costruttori di auto tradizionali avvertono che i veicoli ibridi avranno un ruolo sempre più rilevante nei prossimi anni a causa del rallentamento delle vendite di auto elettriche.
Gloria Li su Financial Times

Ponte. Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina avanza, con previste demolizioni di 450 case in Sicilia e Calabria e l’esproprio di 3,7 milioni di metri quadri di terreno; nonostante le controversie ambientali ed economiche, con un costo stimato di 13,5 miliardi di euro, la società Stretto di Messina ha iniziato a pubblicizzare le procedure di esproprio e a prepararsi per i lavori anticipati e le dichiarazioni di pubblica utilità. Il comitato “No Ponte” è pronto a contrastare il progetto per le implicazioni ambientali e lo scarso traffico previsto sul ponte, mentre la società procede con gli adempimenti burocratici, compresa la conferenza dei servizi e la valutazione del Ministero dell’Ambiente, prima dell’approvazione definitiva e dell’avvio dell’espropriazione.
Paolo Baroni su Stampa

Agi. La vendita della seconda agenzia di stampa italiana AGI, di proprietà dell’Eni, all’imprenditore e politico della Lega Antonio Angelucci, ha suscitato crescente preoccupazione in Italia e in Europa, scatenando reazioni tra i giornalisti in sciopero e richieste di trasparenza e valutazione di offerte alternative, come quella di Mondadori. Nel complicato scenario editoriale e politico, si temono conflitti di interesse, mentre il ministro dell’Economia chiede massimizzazione del valore economico e trasparenza nell’operazione, con la vicenda che attira l’attenzione anche dell’UE.
Ilario Lombardo su Stampa

POLITICA & CRONACA DAL MONDO

La strage dei volontari. Israele ha erroneamente attaccato e ucciso sette volontari, tra cui cinque occidentali, a Gaza credendo di colpire un terrorista e ha suscitato condanne internazionali; l’ONU ha chiesto di evitare l’escalation e gli USA hanno richiesto un’indagine. La ONG World Central Kitchen ha sospeso le attività dopo l’incidente, mentre le critiche si intensificano contro le azioni militari israeliane che violano le norme umanitarie internazionali, colpendo anche lavoratori umanitari e incrementando il numero di vittime palestinesi.
Andrea Nicastro su Corriere della Sera

Il tragico errore. Sette operatori umanitari di World Central Kitchen sono stati uccisi quando tre veicoli, compresi due blindati e uno non blindato, sono stati bombardati da droni israeliani durante la notte a seguito di un tragico errore, con il sospetto che un terrorista di Hamas viaggiasse con il convoglio. Gli attacchi, scambiati per una minaccia in base a informazioni errate, sono avvenuti nonostante i veicoli fossero chiaramente contrassegnati e autorizzati dalle autorità israeliane, portando ancora interrogativi sul perché siano stati presi di mira.
Marta Serafini su Corriere della Sera

La catena degli errori. Sette volontari della ONG World Central Kitchen sono stati erroneamente uccisi da tre missili sparati da un drone israeliano a Gaza, nonostante il convoglio in cui viaggiavano avesse preso tutte le misure di sicurezza concordate, seguendo un percorso approvato e ben identificabile. Il drone, che seguiva l’equipaggio dopo una consegna di aiuti umanitari, ha attaccato sistematicamente i tre veicoli su sospetto di ospitare un uomo armato, suscitando critiche interne all’IDF per l’operato di alcune unità militari e sollevando preoccupazioni per l’elevato numero di civili colpiti rispetto ai combattenti durante l’invasione della Striscia di Gaza.
Daniele Raineri su Repubblica

Vendetta. Dopo l’attacco al consolato iraniano a Damasco ad opera di Israele, il leader supremo iraniano Ali Khamenei promette una risposta dura, ma all’interno dell’Iran vi sono divisioni tra chi chiede azioni immediate e chi consiglia cautela per evitare di peggiorare il conflitto regionale e mettere a rischio i rapporti con gli alleati e il dialogo con gli USA. Mentre Teheran porta il caso all’ONU e accusa Israele, inviando messaggi velati agli Stati Uniti, la risposta potrebbe avvenire indirettamente attraverso alleati in Libano o Yemen, con la Casa Bianca che nega qualsiasi responsabilità nell’attacco.
Gabriella Colarusso su Repubblica

La rabbia dei pasdaran. Teheran accusa gli Stati Uniti di complicità mentre si intensificano le tensioni internazionali, con possibili ritorsioni iraniane e discussioni al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il segretario generale Guterres richiede rispetto per l’inviolabilità diplomatica e moderazione per evitare un’escalation nel conflitto.
Francesco Semprini su Stampa

Droni ucraini. L’Ucraina ha realizzato attacchi con droni a lungo raggio in territorio russo, colpendo una zona economica speciale in Tatarstan e danneggiando la terza più grande raffineria di petrolio della Russia a oltre 1300 km dalle linee nemiche, causando almeno 12 feriti e lievi danni alle strutture. L’offensiva ucraina, che include droni fatti in casa basati in parte su tecnologie iraniane catturate, mira a colpire le risorse energetiche della Russia e a limitare i suoi introiti e il sostegno logistico all’esercito invasore, nonostante le preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo l’impatto su prezzi globali del petrolio e possibili rappresaglie.
Isobel Koshiw su Financial Times

La pace impossibile. Volodymyr Zelensky vive un momento complicato nella guerra in Ucraina, sostenendo una ritirata russa dai territori occupati e proponendo una conferenza di pace senza la presenza russa, ma le proprie richieste e la mancanza di negoziati concreti lasciano il futuro della pace incerto. D’altra parte, la Russia di Putin stabilisce condizioni di pace non negoziabili che includono annessioni territoriali e il controllo sull’Ucraina, mentre le iniziative di pace ucraine rimangono criticate e senza sostegno internazionale, segnando uno stallo nella ricerca di una soluzione al conflitto.
Lorenzo Cremonesi su Corriere della Sera

Biden e Xi al telefono. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il leader cinese Xi Jinping hanno ripreso il dialogo in una telefonata, discutendo temi critici come il sostegno della Cina alla Russia nella guerra in Ucraina e le tensioni in altre aree geopolitiche come Taiwan e il Mar Cinese meridionale. I due leader hanno trattato anche questioni legate al commercio e alla tecnologia, senza raggiungere accordi ma concordando la continuazione delle comunicazioni e confermando prossime visite di alto livello tra i due paesi.
Lorenzo Lamperti su Stampa

Telefonata. Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il Presidente cinese Xi Jinping hanno tenuto la loro prima telefonata dopo l’incontro di novembre a San Francisco, discutendo, tra le altre cose, dell’importanza della pace nello Stretto di Taiwan, senza aspettarsi grandi svolte ma puntando a mantenere aperte le linee di comunicazione. Sebbene le relazioni rimangano fondamentalmente invariate e persistano tensioni su alcune questioni, entrambe le parti si stanno impegnando in sforzi diplomatici, tra cui l’imminente visita in Cina del Segretario al Tesoro Janet Yellen, per stabilizzare le relazioni e gestire la concorrenza in modo responsabile.
Claire Jones su Financial Times

Trump. Donald Trump ha evitato il sequestro dei suoi beni versando una cauzione da 175 milioni di dollari per il suo appello contro la condanna per frode fiscale, mentre contestualmente la sua compagnia, Trump Media e Technology Group, ha subito una perdita di due miliardi di dollari al Nasdaq a causa dei deludenti rendimenti del suo social network, Truth. In un periodo di difficoltà giudiziarie ed economiche, Trump deve ora affrontare i rischi di ulteriori perdite finanziarie e legali, mentre cerca di raccogliere fondi per coprire le sue spese e potenziali debiti futuri.
Massimo Basile su Repubblica

Labour. L’articolo discute il prevedibile attrito tra le politiche stataliste di un futuro governo laburista e il pubblico britannico, visto che i laburisti sono inclini a spendere di più e ad aumentare la tassazione in un tempo in cui debito pubblico e tasse sono già elevate. Anticipando un crescente disappunto verso un governo laburista che si aspetta di spendere eccessivamente e riluttante a riformare i servizi pubblici, l’articolo solleva questioni sul cambiamento dell’opinione pubblica verso maggior governo, ritornando a dinamiche simili a quelle degli anni ’70, e sulla capacità del partito di resistere alla pressione di spostarsi ancora più a sinistra.
Janan Ganesh su Financial Times

Complotto contro il Papa. Papa Francesco svela di essere stato difeso da Benedetto XVI di fronte ai tentativi di alcuni cardinali di accusarlo di eresia a causa delle sue posizioni sulle unioni civili; inoltre, critica aspramente monsignor Georg Gaenswein per aver pubblicato un libro pieno di falsità il giorno del funerale di Ratzinger. Contemporaneamente, annuncia un cambiamento nelle norme delle esequie papali, optando per una cerimonia più sobria e conforme alla dignità di un cristiano qualunque.
Domenico Agasso su Stampa

Mozambico. Il Mozambico sta attraversando una grave ondata di terrorismo islamico, con gli attacchi jihadisti in aumento, mirati in particolare contro missionari cattolici e civili cristiani. Gli insorti responsabili sono parte della galassia jihadista africana che si propone di rovesciare il governo laico e instaurare la legge islamica, in una regione chiave per importanti progetti di sviluppo energetico, incluso il gas naturale, il che rappresenta una minaccia diretta agli interessi internazionali, inclusi quelli italiani.
Stefano Piazza su Panorama

POLITICA & CRONACA DALL’ITALIA

Premierato. La commissione Affari costituzionali del Senato ha dato il primo via libera al disegno di legge per l’elezione diretta del presidente del Consiglio, modificando la Costituzione per limitare il mandato a due periodi e rinviando alla legge elettorale la definizione dei dettagli. La riforma, definita come “la madre di tutte le riforme” dalla premier Giorgia Meloni, ha stimolato dibattiti e critiche, specialmente da parte della Lega e delle opposizioni, riguardo alla creazione della maggioranza necessaria e all’ipotesi di un ballottaggio.
Adriana Logroscino su Corriere della Sera

Rinviata la legge elettorale. La riforma della legge elettorale è stata rinviata da Elisabetta Casellati, suscitando critiche da parte dell’opposizione che vorrebbe maggior chiarezza sui termini del sistema elettorale e premierato. Pur essendo discussa l’introduzione di una possibile soglia minima per evitare un ballottaggio e i dettagli relativi al mantenimento di una maggioranza in Parlamento per il presidente eletto, al momento ci sono divergenze di opinioni e la legge elettorale richiederà ulteriore esame dopo il doppio sì iniziale del Senato e della Camera.
Niccolò Carratelli su Stampa

Pronti al referendum. Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, difende il testo della riforma contro le critiche del PD, smentendo che questa limiti i poteri del Quirinale e sostiene che in caso di crisi politica si debbano indire nuove elezioni per rispettare il mandato degli elettori. Foti ribadisce l’impegno a un eventuale referendum sulla riforma, negando paragoni con l’approccio di Renzi e sostiene la mozione di sfiducia contro Santanchè sia ingiusta se basata solo su ipotesi e non su fatti concreti.
Francesco Bechis su Messaggero

Mozioni di sfiducia. Il governo italiano si è unito per respingere con successo le mozioni di sfiducia contro i ministri Salvini e Santanchè, con l’Aula piena di parlamentari avvertiti tramite WhatsApp di un possibile lavoro notturno. Nonostante le accuse di frode all’INPS contro Santanchè, il sostegno del presidente del Senato e del primo ministro Meloni ha mantenuto salda la sua posizione, e ora si aspetta che decida il suo futuro solo in caso di rinvio a giudizio.
Monica Guerzoni su Corriere della Sera

Santanchè. Il Parlamento discute una mozione di sfiducia contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè, il cui esito appare incerto, ma la resa dei conti potrebbe essere posticipata dopo le elezioni europee a giugno, mentre emergono nuovi affari personali e controversie legali che la coinvolgono. Santanchè e i suoi familiari sono coinvolti in affari immobiliari e nel settore della ristorazione, tra cui partnership con Flavio Briatore nel marchio Crazy Pizza, e sono sotto indagine per un sospetto riciclaggio legato a un investimento immobiliare.
Vittorio Malagutti su Domani

Basta Russia Unita. La Lega, guidata da Matteo Salvini, ha preso le distanze dagli accordi politici precedentemente stabiliti con la Russia, sostenendo che il conflitto in Ucraina ha reso tali intese non più valide. Il partito affronta pressioni interne per una svolta nella linea politica, mentre Salvini cerca di mantenere il controllo, manifestando la volontà di continuare a guidare il partito e mostrando apertura anche nei confronti di temi sociali come l’omosessualità.
Marco Cremonesi su Corriere della Sera

Ritirata. Matteo Salvini, leader della Lega, è costretto a una ritirata politica cercando di riconquistare il sostegno interno; la sua permanenza come capo è a rischio se non raggiunge il 7% alle prossime Europee. Nel contesto di tensioni interne e mozioni di sfiducia, Salvini mostra apertura al dialogo e punta a mantenere la segreteria, mentre il destino di altri membri del partito come Roberto Vannacci e Daniela Santanchè è incerto.
Tommaso Ciriaco su Repubblica

Capilista. Il PD è impegnato in trattative complesse per definire i propri candidati alle elezioni europee, considerando una possibile rinuncia di Elly Schlein a guidare le liste e valutando la candidatura di Ilaria Salis nella circoscrizione Isole. La composizione delle liste è difficoltosa, con la necessità di bilanciare le varie correnti interne e la possibilità che alcuni alleati politici superino lo sbarramento elettorale, influenzando così la distribuzione dei seggi per il PD.
Lorenzo De Cicco su Repubblica

Il muro di Orban. Il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, respinge le pressioni politiche e sottolinea l’indipendenza dei tribunali ungheresi riguardo al caso di Ilaria Salis, una militante di sinistra accusata di aggressione e detenuta da 13 mesi in carcere a Budapest. Le autorità ungheresi rifiutano le richieste di domiciliari in Italia e la famiglia di Salis si dimostra pessimista sulla giustizia del processo, criticando il regime ungherese e temendo una condanna severa.
Monica Serra su Stampa

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