Rassegna stampa 5 marzo

LEONARDO

Telespazio. Il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso in visita a Telespazio annuncia che il principale dei tre centri di controllo dei satelliti Iris2 sarà nel Fucino, un investimento da 50 milioni di euro che genererà 200 posti di lavoro.
TgrRai Abruzzo ore 14.00; Economia24 17.00; Studio Aperto 18.30

SpaceX italiano. «Iris2 sarà la risposta europea alle costellazioni in bassa orbita che stanno diventando il futuro delle telecomunicazioni» e farà concorrenza ai satelliti SpaceX di Elon Musk: ad annunciarlo Franco Ongaro, chief space business officer di Leonardo, a margine della visita del ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso al centro spaziale del Fucino di Telespazio.
Su Italia Oggi

Il futuro. «Questo significa anni di lavoro, ma anche proseguire un posizionamento strategico del centro stesso delle competenze italiane con un ampliamento del raggio d’azione di Leonardo, perché i servizi satellitari sono il futuro». E «la commissione Ue dovrebbe partire entro la fine di quest’anno ad assegnare i primi contratti. Sarà una costellazione di satelliti a orbita bassa, e il fatto di avere un centro di controllo qui vuol dire che presto si comincerà a fare un centro simile a quello Galileo, con antenne e tutto quello che serve a far funzionare una costellazione di questo genere». Gli spazi «andranno in parte ampliati, avremo bisogno di nuovi building e probabilmente anche di nuove antenne. In teoria la costellazione dovrebbe andare nel 2027 ma poi vedremo, l’importante è partire». Lo ha detto Franco Ongaro, chief space business officer di Leonardo a margine della visita del ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso al centro spaziale del Fucino di Telespazio.
Su Italia Oggi

Fucino raddoppiato. Urso ha spiegato che «di fatto questo centro viene raddoppiato, perché in sede Ue siamo riusciti a ottenere che il Fucino diventi il centro principale dei tre di controllo europeo per Iris2». «Telespazio oggi è presente in nove paesi», ha riferito l’Ad Luigi Pasquali. «Il quadro industriale è cambiato, ma il cuore pulsante resta al centro spaziale, che è una struttura particolare per garantire operatività e sicurezza del sistema nazionale».
Su Italia Oggi

Telespazio. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della visita alla sede di Telespazio nel Fucino ha annunciato che il teleporto abruzzese ospiterà il centro di controllo principale del programma Iris2, la costellazione satellitare europea per le comunicazioni che intende dotare il Vecchio continente di una sua “Starlink”. Come ricordato dall’Ad di Telespazio, Luigi Pasquali: “Il Fucino nasce da una intuizione, accompagnare il Paese nel club dei Paesi capaci di utilizzare i satelliti per le comunicazioni internazionali”. Per il presidente dell’Asi Teodoro Valente, la decisione “evidenzia le importanti competenze di Telespazio” messe a disposizione del “programma europeo per le comunicazioni sicure”. Iris2 è il programma strategico dell’Europa per dotarsi di un’infrastruttura resiliente di comunicazioni satellitari per uso civile e governativo. Di fatto, il centro del Fucino raddoppia nelle dimensioni e nei compiti che svolge per lo spazio europeo. La decisione, secondo il ministro, è il frutto “dell’azione svolta dal nostro governo e dalle aziende che fanno riferimento al gruppo Leonardo”. La decisione “marca l’interesse che il Paese e il governo hanno per lo spazio”, ha detto Franco Ongaro, capo divisione spazio di Leonardo, che ha anche anticipato come “per la prima volta lo spazio occupa una parte importante nel piano industriale” del gruppo, che sarà presentato il 12 marzo. “La nostra visione si concretizza, anche grazie al consolidamento di Telespazio all’interno dei conti dell’azienda”. L’ambizione è quella di inserirsi fin da subito in un settore in crescita e strategico come le comunicazioni satellitari. Alla domanda se il programma potesse essere interpretato come una sfida a Starlink di Elon Musk, Ongaro ha risposto “sì”.
Su Libero, Milano Finanza.it, Tempo, Formiche.net,

Stop alla fusione. Doveva diventare il quinto gruppo aeronautico americano, mail merger tra le due principali low cost statunitensi JetBlue Airways e Spirit Airlines, una fusione valutata 3,8 miliardi di dollari, è stata bloccata dal Giudice Federale secondo il quale il deal avrebbe danneggiato i consumatori che si sarebbero trovati con meno rotte e tariffe più alte.
Mara Monti sul Sole

Ita-Lufthansa. Le proposte di fusione nei cieli europei — quella tra Ita e Lufthansa e tra Iag e Air Europa — non soddisfano «diversi requisiti» secondo i funzionari dell’Antitrust Ue e sono da bloccare in assenza di concessioni più significative da parte delle compagnie coinvolte. Lo si apprende da due fonti comunitarie a conoscenza delle discussioni interne.
Leonard Berberi sul Corriere

Opportunità. Come cogliere le opportunità di un mercato in crescita, in Italia e in Europa, come quello aerospaziale. Se ne parlerà martedì 12 marzo alle 15,30 nell’incontro, in programma al Kilometro Rosso (Gate 4, Centro delle professioni), promosso da EY. Sarà un momento di confronto tra imprenditori e manager di aziende che hanno affrontato questo percorso trasformativo e operatori che si affacciano a questa opportunità, con la testimonianza, tra le altre, di Leonardo Elicotteri, primario player nazionale del settore A&D.
Sull’Eco di Bergamo

Taxi del cielo. Westair Helicopters nei giorni scorsi ha tagliato il nastro dei nuovi uffici varesini, accanto ai siti produttivi di Leonardo e all’aeroporto di Malpensa, nel Malpensa Business Park. La società possiede una flotta di 13 elicotteri Leonardo attivi su 5 basi nel mondo. La sede varesina riveste una importanza logistica: i piloti vengono addestrati in provincia.
Sulla Prealpina

Cambio. SpaceX, il gruppo spaziale fondato da Elon Musk, ha lanciato per conto della Nasa quattro astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale, che durante il loro soggiorno supervisioneranno l’arrivo di due nuovi razzi. L’equipaggio, composto da tre statunitensi e un russo, dovrebbe raggiungere la stazione oggi, dopo il lancio di domenica sera dalla Florida. Sostituirà un equipaggio proveniente da Stati Uniti, Danimarca, Giappone e Russia.
Sul Sole

Satellite green. MicroHetSat è il primo satellite elettrico made in Italy a finire in orbita. «Per il mondo dello Spazio è fra le 10 cose più importanti accadute negli ultimi sessant’anni in Italia, da quando il nostro Paese ha lanciato il suo primo satellite: il San Marco 1, nel dicembre 1964», spiega Chiara Pertosa, ceo della Sitael, la società specializzata nell’aerospazio con il cuore a Mola di Bari e sedi a Forlì, Pisa, Roma, Torino e Milano.
Cenzio Di Zanni su Repubblica Bari

Piaggio. Giorni decisivi per il futuro di Maggio Aerospace. Sabato prossimo a Genova in Prefettura alle 13 si terrà un vertice convocato dal ministro Adolfo Urso: saranno presenti le rappresentanze delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali e soprattutto i commissari Vincenzo Nicastro, Carmelo Cosentino e Gianpaolo Davide Rossetti che ieri sono stato auditi presso l’Unione industriale di Savona.
Franco Capitano su Repubblica Genova

SCENARI E GEOPOLITICA

Debito Comune per la Difesa. Il rallentamento del commercio continua a colpire l’Europa, a iniziare dalla Germania. Cosa fare? La risposta è debito comune, annota il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, perché «abbiamo rotto il tetto di cristallo» con il Recovery, un modello virtuoso che deve ora essere trasferito sulla strategia di politica industriale della difesa, atto preliminare di un obiettivo più ampio: una difesa comune su cui, ammette il commissario Ue, «negli ultimi trent’anni non abbiamo fatto passi in avanti straordinari». Debito comune che significa impegno comune. E riconoscimento, da parte dei Paesi, della necessità di questi strumenti. Dal voto di giugno non si aspetta «ribaltoni» Gentiloni. Ma non per questo il consenso intorno a una sempre più possibile conferma dello “schema von der Leyen” deve portare l’Europa a rilassarsi.
Giuseppe Colombo su Repubblica

War Deal. La Commissione Ue presenta la nuova strategia: sullo sfondo l’ipotesi Recovery. In arrivo acquisti congiunti di armi e incentivi per le industrie europee del settore. Ancora niente eurobond.
Angelo Ciardullo su Milano Finanza

Crisi Usa 1. Gli appaltatori della difesa statunitense si stanno perdendo un boom militare globale che ha fatto lievitare i prezzi delle azioni delle loro controparti europee mentre lo stallo legislativo a Washington crea incertezza sulla spesa pubblica. Le azioni dei maggiori appaltatori militari del Pentagono hanno perso gran parte dei loro guadagni dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia due anni fa. Lockheed Martin ha perso il 10% nell’ultimo anno e RTX, precedentemente nota come Raytheon, ha perso il 9%. Al contrario, le azioni dell’italiana Leonardo sono balzate del 91%, mentre quelle della tedesca Rheinmetall hanno registrato un rally del 78%.
Sylvia Pfeifer sul Financial Times

Crisi Usa 2. La sottoperformance dei titoli dei gruppi statunitensi deriva dal fatto che la spesa del Pentagono, così come del resto del governo statunitense, è congelata ai livelli dello scorso anno perché il Congresso deve ancora approvare il bilancio 2024. “Non ho mai visto niente di simile, il caos”, ha detto Byron Callan, amministratore delegato del gruppo di ricerca Capital Alpha Partners. “L’ambiente a Washington è davvero molto caotico in questo momento.” Molte società di difesa statunitensi registrano aumento degli ordini; lo scorso anno nei sei principali gruppi il portafoglio ordini è aumentato del 9% arrivando a 508 miliardi di dollari. Ciononostante, secondo gli analisti, l’incertezza sui futuri impegni del governo ha frenato le valutazioni delle aziende. I legislatori hanno tempo fino al 22 marzo per approvare il bilancio della difesa per il 2024. Entrambe le camere del Congresso hanno approvato un bilancio temporaneo che il presidente Joe Biden dovrebbe firmare presto per evitare un parziale shutdown del governo.
Sylvia Pfeifer sul Financial Times

Crisi Usa 3. Si prevede che il Pentagono svelerà la richiesta di bilancio per il 2025 questa settimana, ma con le misure tampone non è possibile avviare nuovi programmi di appalto e i programmi in corso rallenteranno. La scorsa settimana i sottosegretari dell’esercito, della marina e dell’aeronautica militare hanno avvertito che gli sforzi di modernizzazione militare in corso sarebbero stati danneggiati se il Congresso non avesse approvato un disegno di legge sulla spesa per la difesa. “Si tratta di aumenti del tasso di produzione, di nuovi inizi – sia nei programmi di acquisizione che nei progetti di costruzione militare che non possiamo avviare”, ha detto ai giornalisti il sottosegretario dell’esercito Gabe Camarillo. Anche il pacchetto di spesa aggiuntivo dell’amministrazione Biden di quasi 60 miliardi di dollari per l’Ucraina è sospeso.
Sylvia Pfeifer sul Financial Times

Si ad Aspides. Oggi la missione Aspides nel Mar Rosso, licenziata ieri dalle commissioni Esteri e Difesa in seduta congiunta, dovrebbe avere il via libera del Parlamento. Nel tentativo di raggiungere la più ampia convergenza, dalla risoluzione definitiva dovrebbe scomparire l’avverbio «eminentemente» riferito agli scopi difensivi della missione, che ieri ha provocato il non voto di Alleanza Verdi e Sinistra e l’astensione del M55, mentre Pd e centristi votavano con la maggioranza.
Adriana Logroscino sul Corriere

Ammiraglio. Il capo di Stato maggiore Enrico Credendino parla dell’impegno della Marina nel Mar Rosso, dove avrà il comando di tre missioni, e descrive i duelli da Guerra Fredda con i russi: «La sfida decisiva è difendere i cavi sui fondali. Il Caio Duilio può proteggere i mercantili dai droni e da ogni missile degli Houti».
Gianluca Di Feo su Repubblica

Caio Duilio. Nelle operazioni Ue funzionerà come centro di comando e controllo. I cargo europei nel mirino della milizia filo-iraniana per ritorsione. Gli attacchi hanno rivelato scarso dialogo con gli Usa e problemi nei missili tedeschi.
Francesco Grignetti sulla Stampa

Il prezzo della crisi. L’Italia, insieme alla Grecia, è il Paese che subisce il contraccolpo più pesante del caos sulla rotta di Suez. Nei nostri porti il calo è del 17%. Si rischia il crollo dell’export e l’aumento dell’inflazione.
Francesco Grignetti sulla Stampa

Ruolo Nato. L’intervento della Nato in Ucraina, l’escalation della guerra, il ricorso alle armi nucleari da parte di Vladimir Putin: scenari inquietanti evocati dal presidente francese Emmanuel Macron che «non ha escluso» l’invio di soldati europei in Ucraina. Due esperti come William Taylor, 76 anni, ex ambasciatore americano in Ucraina dal 2006 al 2009 e poi a Kiev come incaricato d’affari nel biennio 2019-2020; Vincenzo Camporini, 77 anni, già capo di Stato maggiore della Difesa italiana e consigliere scientifico dell’Istituto Affari internazionali, analizzano tutte le incognite.
Giuseppe Sarcina sul Corriere

Germania. La Russia riaccende la propaganda dopo le intercettazioni sui Taurus. “L’Ucraina è nostra, Berlino vuole aggredirci”, e minaccia 4 ponti tedeschi. Il Cremlino ha diffuso una cartina finta in cui solo Kiev resterebbe ucraina. Mosca parla di pericolo-invasione paragonandola a quella nazista dell’Urss.
Giuseppe Agliastro

Berlino. Dopo le intercettazioni sui Taurus timori degli alleati per le infiltrazioni dei servizi russi. “È un palese tentativo di Mosca di spaccare il nostro fronte, di dividere l’Occidente. Ma noi restiamo uniti”, ha affermato John Kirby, portavoce del consiglio per la Sicurezza Nazionale Usa.
Mara Gergolet sul Corriere

Mosca. Mosca alza i toni dello scontro con “l’Occidente collettivo”. Dmitrij Peskov prende di mira la Germania. Sergej Lavrov bacchetta le ambasciate Ue. E Dmitrij Medvedev, al solito, spara a zero su tutti mostrando una mappa dell’Ucraina smembrata. Un fuoco di fila che, secondo Berlino e Washington, ha uno scopo evidente: allarmare e dividere l’Occidente.
Rosalba Castelletti su Repubblica

Intercettazioni. Screditare l’avversario e metterlo sotto pressione sotto gli occhi del mondo: è il colpo riuscito a Mosca nei confronti di Berlino, quando ha pubblicato sul canale Telegram della giornalista di RT Margarita Simonyan l’audio di una conversazione riservata tra ufficiali di alto rango dell’aviazione tedesca che discutono di temi delicatissimi riguardo al possibile uso dei missili da crociera Taurus in Ucraina. II cancelliere contraddice i generali: i sistemi d’attacco non sarebbero pronti prima di 8 mesi.
Uski Audino sulla Stampa

Petraeus. “Un Trump bis avrà più continuità che differenze con la politica estera di Biden. Ma l’imprevedibilità è un problema. Putin non si limiterà all’invasione dell’Ucraina. E l’America dovrà sempre rimanere in Medio Oriente». Così parla un osservatore autorevole e super partes, il generale americano David Petraeus che guidò gli interventi in Iraq e Afghanistan, poi fu direttore della Cia.
Federico Rampini sul Corriere

Fondi segreti. Mentre Bruxelles rischia un altro autogol sul gas, si scopre che all’Ucraina diamo il triplo dei soldi dichiarati. Continua la polemica sui generali tedeschi intercettati dai russi: quella videochat è usata persino dalla Nato.
Alessandro Rico sulla Verità

ECONOMIA

Pnrr, tagli al 70%. Anche il Piano nazionale complementare, fratello minore del Pnrr finanziato con 30,5 miliardi di debito pubblico, è in netto ritardo. Con una revisione a tutto campo, l’ultimo decreto Pnrr ha ridotto di 1,2 miliardi le spese del Pnc, rivisto 22 dei 30 interventi previsti e rinviato dal 2026 al 2028 la scadenza. E a fine mese potrebbero arrivare altri tagli.
Gianni Trovati sul Sole

FFss per il Pnrr. La fetta principale degli investimenti del Pnrr (5,6 miliardi) riguarda l’infrastruttura ferroviaria. Dalla rimodulazione negoziata con Bruxelles più risorse per i corridoi verso il Nord Europa.
Celestina Dominelli sul Sole

Generali: Ddl Capitali da cambiare. «Il Ddl Capitali era stato presentato come uno strumento per spingere le imprese a quotarsi in Italia, ma nei fatti rischia di generare l’effetto opposto». Philippe Donnet, Ad di Generali, ha un’opinione chiara sul provvedimento del governo in materia di mercati: l’articolo 12 renderebbe impraticabile per un cda uscente presentare una lista. L’Italia ha bisogno di grandi public companies amministrate con indipendenza e competenza. «In questi dieci anni il mondo ha dovuto fare i conti con prove molto dure e questo ci ha resi più capaci di gestire l’imprevedibile. L’Italia ha resistito bene. Per quanto mi riguarda, tre anni fa sono diventato cittadino italiano: perché ci tenevo a rimarcare un’adesione forte ai valori e alla cultura di questo Paese».
Walter Galbiati su Repubblica

Multa alla Mela. L’Antitrust europeo ha comminato una multa record da 1,8 miliardi di euro ad Apple per violazioni alle regole sulla concorrenza con i servizi di streaming musicale. Lo riferisce la Commissione Ue in una nota parlando di «condizioni commerciali sleali» praticate dal gruppo californiano. Secondo l’indagine, partita da un ricorso di Spotify, Apple impedisce agli sviluppatori di app di streaming musicale di informare gli utenti con iPhone e iPad sui servizi di streaming alternativi. Per Apple l’indagine Ue è senza prove. Titolo giù in Borsa.
Beda Romano sul Sole

Stop news. Lite col governo australiano. Zuckerberg straccia l’accordo per pubblicare le notizie delle testate australiane. Gli editori: posti di lavoro e democrazia a rischio. Gli esperti: rinuncia alla qualità.
Arcangelo Rociola sulla Stampa

Piaggio, 90 milioni di utile. Piaggio chiude il bilancio del 2023 con un margine operativo lordo (ebitda) in rialzo di due cifre e un utile netto record ma l’Asia frena i ricavi (-4,4% a 1.994,6 milioni). Un risultato inferiore alle attese degli analisti e le prospettive incerte sul 2024 hanno deluso gli investitori: in Borsa il titolo ha chiuso la seduta in calo de15,86% a 2,95 euro.
Sulla Stampa

POLITICA ITALIA

Abruzzo. La premier vuole evitare a tutti i costi un’altra sconfitta alle Regionali del 10 marzo. Marsilio in vantaggio. Ma Fratelli d’Italia ora teme la mobilitazione della sinistra.
Francesco Olivo sulla Stampa

Tajani. “In Abruzzo vinciamo”: non ha dubbi Antonio Tajani, leader di Forza Italia, che oggi sarà nella Regione per la chiusura della campagna elettorale con Meloni e Salvini. ” Le condizioni di questa consultazione sono assolutamente diverse rispetto a quelle che c’erano in Sardegna. Se lì si fosse votato con il sistema abruzzese, che non contempla il voto disgiunto, avremmo vinto noi”.
Mario Ajello sul Messaggero

Sardegna. Spoglio finito. Lo scarto resta di 1600 voti. Il dato ufficiale arriverà a metà mese. Il centrodestra non ha ancora deciso sul ricorso. Donzelli: è un pareggio.
Cesare Zapperi sul Corriere

Schlein. La sfida in Abruzzo, i la rapporti con i M5S, la guerra in Ucraina. «Per il voto di domenica ho fiducia – dice Schlein -, lì c’è una coalizione che tiene insieme tutte le forze alternative alla destra. Uniti si vince, lo dico al M5S. E dico che anche il Pd vuole la pace, il sostegno a Kiev non è in contraddizione con la richiesta di uno sforzo maggiore europeo per una pace giusta».
Maria Teresa Meli sul Corriere

Atlantista. Meloni è in difficoltà e deve camminare sul filo senza tornare a essere la trumpiana di ferro con Biden in carica, ma allo stesso tempo senza far storcere il naso a Donald che potrebbe tornare alla Casa Bianca. In casa FdI invece si morde il freno. La base non è contenta di quella foto con Biden. Ma nessuno osa dire qualcosa perché sa che Meloni lo percepirebbe come un tradimento.
Antonio Fraschilla su Repubblica

Spioni. Si allarga l’inchiesta dei dossier abusivi su politici e dirigenti spiati. Proprio ieri è emerso il caso delle carte confezionate contro il presidente della Figc Gravina, e l’Antimafia ha convocato i procuratori Cantone e Melillo.
Fabrizio Caccia sul Corriere

Nessun dossieraggio. La Procura di Perugia smonta l’ipotesi del dossieraggio. Intanto si apre un’inchiesta sul rapporto Gravina Lotito. Vip e politici spiati: il centrodestra alza il tiro. L’inchiesta di Perugia, attacca Matteo Salvini, sta tirando fuori «una vergogna di stampo sovietico». «Spiare la vita privata è da regimi totalitari», aggiunge FdI. Nel mirino l’ex procuratore antimafia Cafiero De Raho (M5S).
Grazia Longo sulla Stampa

Nordio. Dossieraggio, intercettazioni, trojan: il filo è lo stesso: “Lo stato di diritto si protegge con nuovi equilibri tra poteri dello stato”. “Purtroppo anche noi teniamo in gabbia detenuti. Forse uno spettacolo anche più umiliante delle catene ai piedi”.
Claudio Cerasa sul Foglio

Renzi. Secondo Renzi “ciò che stiamo leggendo è una vicenda enorme. Che ricorda le dittature populiste del Sud America”. “La cosa che più mi dispiace è che la testa del ministro della Difesa debba essere concentrata su queste vicende in un momento in cui l’Italia subisce un attacco dagli estremisti Houthi. In un Paese civile vicende del genere dovrebbero portare a stringersi attorno al governo sulla politica estera, qui invece abbiamo i dossier contro il titolare della Difesa. Follia”.
Carmone Caruso sul Foglio

POLITICA MONDO

Israele. La vicepresidente Kamala Harris ha ricevuto a Washington Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra e rivale politico di Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano non ha approvato la visita ed è «infuriato», secondo la stampa, tanto che avrebbe ordinato al suo ambasciatore negli Stati Uniti di non partecipare agli incontri. Gantz ha visto anche il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e altri membri dell’amministrazione, ma non il presidente Biden.
Davide Frattini sul Corriere

Gantz. Il generale israeliano alla Casa Bianca dalla vicepresidente Kamala Harris: “Serve subito un cessate il fuoco”. L’alternativa a Netanyahu prende corpo mentre la sorte degli ostaggi è in bilico e le trattative sulla tregua sono bloccate.
Fabiana Magrì sulla Stampa

Trump. Via libera della Corte Suprema federale per Donald Trump. La Corte ha dato ragione all’ex presidente degli Stati Uniti dichiarandolo eleggibile per le presidenziali del 5 novembre. La decisione consegna una grande vittoria a Trump, perché ribalta anche le sentenze di Maine e Illinois, e disinnesca il tentativo di altri Stati progressisti di sbarrargli la strada. Biden intanto continua a essere fiducioso: “Vincerò di nuovo”.
Matteo Basile su Repubblica

Tenaglia russa. Le truppe di Mosca avanzano dopo aver conquistato Avdiivka: le difese preparate da Kiev non sono in grado di resistere. Zelensky risponde colpendo l’aviazione di Putin per azzerare l’inferiorità nei cieli: “Abbattuti 15 cacciabombardieri”.
Paolo Brera su repubblica

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