Rassegna stampa 7 aprile

SICUREZZA

Spazio su Skytg24. Countdown, il nuovo programma di Skytg24 dedicato allo spazio. Lo spazio é ricerca, ma anche e soprattutto industria. La più grande in Italia specializzata in aerospazio, difesa e sicurezza é Leonardo, fra i top player a livello globale. Da poco l’azienda ha pubblicato il nuovo piano industriale e la crescita dello spazio ne é uno dei pilastri. Intervista a Franco Ongaro, chief space business officer di Leonardo.
Su SKYTG24

Super radar. Nella Silicon Valley romana, sulla via Tiburtina, i progetti hi-tech di Leonardo diventano realtà Un insieme di competenze e strumenti all’avanguardia crea apparati per il mondo militare e civile
Giampiero Valenza su Messaggero Cronaca di Roma

Due miliardi di Pil. La rete industriale di Leonardo nel Lazio impiega più di 6.000 addetti diretti e, insieme alle joint venture e all’indotto, conta 24.200 occupati, contribuendo al PIL regionale con circa 1,9 miliardi di euro. Il sito principale di Roma Tiburtina, con quasi 2.300 addetti, è un centro di eccellenza nella progettazione di sistemi radar e soluzioni di comando e controllo, mentre lo stabilimento di via Laurentina, con 1.070 addetti, concentra le attività di sicurezza e un centro di ricerca sull’intelligenza artificiale. Pomezia è focalizzata su elettronica e spazio con 570 addetti, e ospita la manutenzione avionica degli Eurofighter Typhoon oltre alla produzione di trasmettitori laser spaziali. Cisterna di Latina festeggia i 50 anni del suo stabilimento, specializzato in comunicazioni e avionica, mentre Frosinone e Anagni si distinguono nella produzione di trasmissioni elicotteristiche e componenti dinamici, con forti competenze tecnologiche e uso di tecniche avanzate come la robotica
Su Messaggero Cronaca di Roma

Elicotteri. Da Viterbo arriva la notizia, che il Governo ha trasmesso alle competenti commissioni dei Camera e Senato la richiesta di parere sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale “Nuova scuola elicotteri Viterbo – Segmento operativo”, costituito dal segmento volo “Light utility helicopter”, elicottero multiruolo perla Difesa, relativo all’acquisizione di nuovi elicotteri leggeri in sostituzione delle flotte legacy e la realizzazione del “segmento terra”, per la formazione dei piloti dell’Aeronautica militare, delle forze armate e dei corpi dello Stato. Tra l’altro, una parte di questi elicotteri vengono realizzati negli stabilimenti Leonardo di Frosinone e Anagni.
Raffaele Calcabrina su Ciociaria Oggi

Sonde. Esperimenti con tre sonde nella stratosfera con gli studenti dell’istituto Enrico Medi di Monte Giorgio. Intervista a Laura D’Ignazi (Dirigente scolastica) e attenzione dell’ Agenzia Spaziale Italiana e Leonardo
Su RAI 3

Alto lago. La seconda edizione dell’evento internazionale LarioSpace, focalizzato sul settore della space economy e le relative innovazioni e tecnologie italiane, si terrà a Gera Lario il 23 e 24 aprile presso il Centro spaziale del Lario di Telespazio. Preceduta da una prima edizione di successo nel 2023, la conferenza attira circa 300 esperti, tra cui professionisti, aziende e istituti di ricerca, per discutere di collaborazioni, sviluppo di business e temi attuali come l’esplorazione spaziale e lo sviluppo sostenibile. Particolare attenzione è rivolta ai progetti legati al ritorno umano sulla Luna e alla costruzione di basi permanenti. Inoltre, i numerosi workshop e talk arricchiranno l’evento con dibattiti sulla new space economy, incentrandosi su argomenti come microsatelliti e telecomunicazioni spaziali. La Lombardia, attivamente coinvolta nell’industria aerospaziale e responsabile di un quarto delle esportazioni italiane del settore, rappresenta un punto di riferimento per l’innovazione e la ricerca a livello regionale e nazionale
Lea Borelli su Provincia Como

Dica 33. David Calhoun, CEO uscente di Boeing, ha ricevuto una remunerazione di 32,8 milioni di dollari per il 2023, segnando un incremento del 45% rispetto all’anno precedente. Questo ingente compenso è stato elargito nonostante Boeing si trovi ad affrontare significative sfide, compresa una crisi di fiducia legata alla sicurezza dei suoi aerei 737 Max. L’azienda è attualmente impegnata a ristabilire la fiducia dei clienti verso questo specifico modello di aeromobile. La situazione si verifica mentre un Boeing 737 Max attende la consegna a United negli stabilimenti vicino a Seattle.
Su Corriere della Sera

Scudi anti Russia. La crescente tensione dovuta al conflitto in Ucraina stimola i Paesi nordici a rafforzare le proprie difese contro la minaccia russa. La Norvegia progetta di investire circa 60 miliardi di dollari entro il 2036 in armamenti e difese, incrementando sensibilmente il suo budget della difesa per proteggere zone strategiche come Finmark. La strategia di difesa norvegese prevede l’upgrade della brigata settentrionale e la mobilità delle forze riserviste, oltre a proporre la concessione di spazi per l’addestramento congiunto alle forze americane. La rivalità geopolitica ricorda la Guerra Fredda, con un focus su sottomarini e esercitazioni interalleate. A seguito di questi sviluppi, la Finlandia ha stipulato un’accordo decennale di sicurezza con l’Ucraina, potenzialmente in risposta a interferenze russe nei suoi sistemi di navigazione satellitare
Su Avvenire

Più efficienza. La società di armamenti Rheinmetall è la più grande in Germania con un fatturato di 7 miliardi di euro ed è specializzata principalmente in veicoli cingolati militari (ad esempio carri armati Panther). Con l’attacco russo all’Ucraina nel febbraio 2022, il contesto economico per l’intero settore in Europa è completamente cambiato: la parola “punto di svolta” coniata dal Cancelliere Scholz è diventata realtà qui da un giorno all’altro. Dal dopoguerra il settore era in una sorta di letargo: durante la Guerra Fredda gli europei facevano affidamento sulla deterrenza americana e trascuravano le proprie spese per la difesa, acquistando, se necessario, dalle grandi società americane. Da due anni aziende come Rheinmetall si confrontano con un’enorme crescita degli ordinativi. Il valore delle azioni è quintuplicato, tanto che le azioni sono state incluse nell’indice Dax delle 40 maggiori società azionarie tedesche. Un destino simile hanno toccato anche altri colossi dell’industria europea come il gruppo francese Thales (valore raddoppiato, 23 miliardi di euro di fatturato) o l’italiana Leonardo (ex Finmeccanica, valore quadruplicato, 15 miliardi di euro).
Michael Senoner su Die Neue Sudtiroler Tageszeitung

ECONOMIA & FINANZA DALL’ITALIA E DAL MONDO

Mattarella. Durante una visita in Ghana, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha elogiato l’Academy di Confindustria Alto Adriatico come un modello esemplare per la gestione dell’immigrazione. L’iniziativa include un percorso formativo per ghanesi in settori come la saldatura, il turismo e il catering, che inizia in Ghana e prosegue in Italia, dove, dopo ulteriori formazioni, i partecipanti firmano un contratto di lavoro con tutele e alloggio garantiti. Il progetto, elogiato per la sua efficacia e valori etici e sociali, è stato incluso nei piani del presidente di Confindustria Carlo Orsini e può servire come esempio per altre regioni. Al servizio di una stretta cooperazione tra Italia e Ghana, l’Academy mira all’integrazione e alla crescita industriale, come dimostrato dall’interesse di realtà produttive come Electrolux e Fincantieri. Nel contesto di questo viaggio, Mattarella ha anche visitato una nave impegnata contro la pirateria, sottolineando l’importanza della libertà di navigazione.
Lina Palmerini su Sole 24 Ore

A Bruxelles. Giorgio Marsiaj, presidente dell’Unione Industriali Torino, esorta Orsini a portare Confindustria più attivamente in Europa e richiede un immediato patto tra governo e Stellantis per supportare l’industria automobilistica. Marsiaj sottolinea l’importanza di stimolare la collaborazione tra grandi e piccole imprese e di rafforzare il rapporto con Bruxelles. Critica le politiche europee sull’ecologia e insiste sulla necessità di incentivi per l’industria automobilistica per rimanere competitiva. Invita a un confronto diretto tra i “pesi massimi” italiani per definire una strategia complessiva e sottolinea l’esigenza di mantenere la direzione tecnica a Mirafiori, assicurando anche la produzione locale. Marsiaj si augura che il futuro di Mirafiori sia un polo di innovazione aperto al dialogo con il settore, mantenendo un’elevata produzione.
Gabriele Stefani su Stampa

Troppa burocrazia sul Pnrr. L’Italia ha ricevuto oltre la metà dei fondi Pnrr previsti ma ha speso appena il 22% di questi, con la necessità di raddoppiare la spesa e raggiungere 113 obiettivi quest’anno; tuttavia, molte imprese lamentano la stessa burocrazia pre-Pnrr e difficoltà nella comprensione dei bandi. Secondo l’Osservatorio Pnrr di The European House Ambrosetti, la comunicazione relativa al Pnrr è insufficiente, con solo il 50% delle grandi imprese che hanno partecipato alle gare e il 77% di queste che critica la complessità dei processi. Nel contesto europeo, l’Italia non è malposizionata, grazie a condizioni peggiori in altri paesi e avendo già ricevuto la quarta rata dei pagamenti, ma dodici paesi sono ancora alla prima rata. Nonostante le sfide, il Pnrr è visto come un’opportunità per nuovi investimenti e ammodernamenti da parte del 92% delle imprese, mentre a livello governativo si confermano le stime economiche positive del prossimo Def, nonostante le criticità interne e la crescita del PIL prevista attorno all’1%.
Valentina Conte su Repubblica

Condono. Matteo Salvini, leader della Lega, vuole introdurre un condono edilizio entro fine aprile tramite decreto per velocizzare il processo e rafforzare il consenso elettorale prima delle elezioni europee. Il condono si applicherebbe a lievi difformità edilizie, con possibilità di tolleranze costruttive variabili tra il 2% e l’8%. Gli alleati di governo, tuttavia, esprimono preoccupazione per la modalità proposta e la possibilità di apparire in disaccordo. Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, critica l’iniziativa di Salvini come una “marchetta elettorale” sottolineando l’iniquità verso chi paga le tasse. Nonostante le critiche, Salvini difende il piano, affermando che non riguarda condoni su zone a rischio o di particolare rilevanza e cerca di evitare l’associazione con il termine “condono”, puntando a una regolarizzazione per aiutare le famiglie nella compravendita di immobili.
Giuseppe Colombo su Repubblica

Patrimoniale. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, propone l’introduzione di una patrimoniale per contrastare il debito pubblico e suggerisce maggiori tasse sulle rendite finanziarie. Alla vigilia dello sciopero generale organizzato con la Uil per l’11 aprile e una manifestazione a Roma il 20, Landini critica le politiche del governo Meloni, in particolare sul mercato del lavoro e sulla fiscalità. La Cgil supporta quattro referendum, inclusi quelli contro le norme sui licenziamenti e le liberalizzazioni dei contratti a termine, per proteggere i lavoratori da precarietà e perdita di diritti. Landini lamenta i bassi salari e l’incremento della precarietà in Italia, citando gli elevati tassi di emigrazione come segnale di un economia in affanno. Infine, critica l’assenza di una politica industriale adeguata e una gestione inefficace degli appalti che, secondo lui, favorisce la disuguaglianza e permette infiltrazioni criminali.
Alessandro Barbera su Stampa

Borsa. Wall Street prevede per il primo trimestre del 2024 un incremento degli utili aziendali del 3,2%, segnando il terzo trimestre consecutivo di crescita. Tuttavia, si prevedono performance eterogenee tra le grandi aziende tecnologiche: Amazon, Meta, Nvidia e Microsoft si attendono risultati positivi, in contrasto con Tesla e Apple che potrebbero affrontare rallentamenti. Le aspettative di utili sono ben al di sotto della media storica, nonostante i mercati abbiano visto rialzi significativi nei primi mesi dell’anno. Infine, ci sono incertezze riguardanti le decisioni della Federal Reserve sui tassi d’interesse, che potrebbero incidere sugli investimenti e sulle prestazioni delle aziende nel corso del 2024
Marco Valsania su Sole 24 Ore

Colloqui Cina Usa. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, e il vicepremier cinese He Lifeng hanno avviato un ciclo di colloqui per perseguire una crescita economica equilibrata, con Yellen che spinge la Cina a ridurre i suoi surplus produttivi. Durante le discussioni, Yellen ha avvertito delle “conseguenze significative” se aziende cinesi avessero offerto supporto militare alla Russia nell’ambito del conflitto con l’Ucraina. Il Dipartimento di Stato americano ha messo in guardia le imprese, comprese quelle cinesi, dal fornire aiuto alla macchina da guerra russa, mentre la Cina ha dimostrato segni di distanziamento dalla Russia in risposta all’inasprimento delle sanzioni occidentali. I colloqui si inseriscono nell’ambito di temi più ampi, tra cui il sostegno statale all’industria verde e la sovrapproduzione, con l’obiettivo di promuovere una competizione leale e prevenire danni all’economia occidentale.
Rita Fatiguso su Sole 24 Ore

Apple taglia. Apple ha recentemente avviato la procedura di licenziamento per 614 dipendenti da vari uffici satellite a Santa Clara, una scelta che diverrà effettiva dal 27 maggio. I ruoli dei lavoratori interessati variano tra ingegneri hardware e di progettazione del prodotto. Questi tagli potrebbero essere collegati alla chiusura del progetto Apple Car avvenuta a febbraio. Il licenziamento rappresenta la prima significativa riduzione del personale per Apple da quando la pandemia ha causato esoneri di massa nel settore delle Big Tech. A livello globale, le aziende tecnologiche hanno licenziato circa 260.000 dipendenti nel 2023, con la tendenza ai tagli che dovrebbe proseguire anche nel 2024
Su Corriere della Sera

Auto elettrica. Tesla ha avviato il 2024 con un calo delle vendite dell’8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ha deciso di mettere in pausa il progetto di un’auto elettrica economica (“codice Redwood”) prevista per la seconda metà del 2025, come un modo per confrontarsi con la crescente concorrenza di veicoli più economici. Tuttavia, Elon Musk ha negato le voci della sospensione e annunciato un nuovo progetto su una piattaforma social, promettendo i primi robotaxi per agosto, che prevedibilmente saranno basati sulla tecnologia sviluppata per l’auto elettrica compatta. Nel frattempo, Tesla è sotto pressione nel mercato cinese, dominato dalla concorrenza locale come BYD, che ha superato Tesla come principale produttore di auto elettriche. Personalmente, la diminuzione di valore delle azioni di Tesla ha influito anche sulla ricchezza di Musk, facendolo scendere nella classifica di Bloomberg degli uomini più ricchi al mondo.
Michela Rovelli su Corriere della Sera

Xiaomi. Lei Jun, soprannominato lo “Steve Jobs cinese” per il suo stile e marketing simili, sta sfidando i giganti dell’automotive con l’introduzione della SU7, l’auto elettrica di Xiaomi. La SU7, lanciata a un prezzo inferiore rispetto alla Tesla Model 3, ha raccolto 90.000 ordini in 24 ore. Con il fallimento del progetto auto elettrica di Apple, Lei Jun punta a posizionarsi tra i primi cinque produttori di auto nel mondo entro i prossimi 15-20 anni, sostenuto da un’investimento di 10 miliardi di dollari. La SU7, con caratteristiche tecniche di rilievo, mira a competere con Tesla e Porsche e viene prodotta in un impianto vicino a Pechino con l’obiettivo di espandere la sua capacità produttiva. Xiaomi e Lei Jun, nonostante le contestazioni per i legami commerciali con la Russia, continua a crescere in un mercato cinese rallentato, ma Lei Jun resta concentrato sul successo della sua ultima iniziativa.
Gianluca Modolo su Repubblica

I furgoni gli unici che crescono. Lo stabilimento Stellantis di Atessa in Abruzzo è un fiore all’occhiello della produzione italiana di veicoli commerciali, avendo visto una crescita del 28,5% all’inizio del 2024, producendo veicoli di cinque differenti marchi. Nonostante le preoccupazioni sindacali riguardanti gli investimenti, in particolare per i modelli elettrici, Stellantis considera il sito di Atessa centrale nel proprio piano di sviluppo, con l’obiettivo di diventare leader globali nel mercato dei veicoli commerciali leggeri. Nel 2023 lo stabilimento ha prodotto 230.280 furgoni, circa il 30% dei veicoli prodotti in Italia, con un obiettivo a lungo termine ispirato al modello produttivo di Atessa. La crescita dell’e-commerce stimola la domanda per i veicoli come il Ducato, ideale per le consegne, mentre la personalizzazione dei veicoli è considerata un punto di forza dello stabilimento. Tuttavia, le carenze infrastrutturali della regione sono un fattore limitante per la potenzialità e la competitività del sito.
Lello Naso su Sole 24 Ore

Open Fiber. Dopo oltre un anno di negoziati, Open Fiber si avvicina a una risoluzione per sbloccare fondi per il completamento della rete in fibra, con le banche pronte a erogare un’ulteriore tranche di finanziamento da 7,2 miliardi di euro. La società ha subito ritardi e costi maggiorati nei lavori, influenzati dal caro materie prime e da nuove tecnologie concorrenti. Occorrono 2 miliardi di euro aggiuntivi per terminare il progetto, con l’impegno dei soci Cdp e Macquarie e delle banche a negoziare il bilanciamento tra debito e capitale. Open Fiber ha collegato circa 15 milioni di case alla fibra, ma solo 3 milioni effettivamente utilizzano il servizio. Cdp si mostra pronta a sostenerne i costi, mentre il riconoscimento finanziario da Infratel per i maggiori costi sostenuti dovrebbe contribuire con circa 800 milioni di euro
Sara Bennewitz su Repubblica

Entopan. Entopan, una società di consulenza calabrese specializzata in innovazione, punta a creare una sorta di Silicon Valley sul modello della Magna Grecia con il lancio del proprio comitato scientifico e strategico. Il progetto Harmonic Innovation mira a promuovere tecnologie che si integrino armoniosamente con i territori, generando ricchezza ma anche sostenibilità e coesione sociale. L’azienda ha già raccolto 60 milioni di euro in investimenti privati per costruire un hub innovativo di 40.000 metri quadrati, previsto per la fine del 2024. Il comitato, guidato dall’ex ministro Francesco Profumo, definirà le direzioni per le startup e gli istituti di ricerca presenti nell’hub e nelle altre sedi del progetto. I membri del comitato provengono da varie parti d’Italia e sono professionisti noti in diversi settori, dall’etica bancaria alla deep tech e intelligenza artificiale, impegnati a nutrire un ambiente di cultura e innovazione partendo dalla Calabria
Sara Tirrito su Corriere della Sera

Snam. Snam ha affidato all’azienda Nuovo Pignone, di Baker Hughes, la produzione di tre turbogruppi per il suo nuovo sistema di gasdotti, Dorsale Adriatica, che potenzierà il trasporto di gas nell’Italia meridionale e migliorerà il flusso presso Sulmona. Le tecnologie richieste sono all’avanguardia, efficienti e capaci di ridurre le emissioni oltre i limiti normativi, garantendo sicurezza anche in condizioni sismiche. Le turbine e compressori forniti, NovaLT 12, saranno “H2 ready” e potranno gestire una miscela metano-idrogeno fino al 100% con opportune modifiche tecniche. Il progetto della Linea Adriatica, costerà 2,5 miliardi di euro e prevede il completamento entro il 2027. Questo gasdotto giocherà un ruolo chiave nella sicurezza energetica, nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento e nella transizione verso l’indipendenza dalle forniture di gas dalla Russia.
Fausta Chiesa su Corriere della Sera

Autostrade. Milano ospiterà in maggio gli Asecap Days, il principale evento internazionale delle concessionarie autostradali, portato nella città da Beniamino Lo Presti, presidente di Milano Serravalle-Tangenziali, una delle principali concessionarie italiane. Durante l’evento, che coinvolge 60 aziende e rappresenta 24 nazioni, si discuterà di innovazione, sostenibilità e sicurezza nell’ambito autostradale. Tra le innovazioni presentate ci saranno il Milano Green Door Project, la Smart Road, l’Advanced Traffic Management System e il Gis Dinamico e Digital Twin. La Milano Serravalle utilizzerà fondi del Pnrr per la realizzazione del progetto SerraHydrogenValle e investirà oltre 400 milioni di euro in sicurezza e innovazione fino al 2028. L’evento includerà visite ai luoghi iconici di Milano e sarà un’occasione per consolidare e creare nuove partnership internazionali, come quelle già in atto con importanti aziende europee e concessionarie autostradali americane.
Hoara Borselli su Giornale

Nomine. Le Ferrovie dello Stato Italiane (Fs) sono in procinto di cambiare amministratore delegato, con Stefano Donnarumma favorito per sostituire Luigi Ferraris, in seguito a critiche sulla gestione dell’azienda, particolarmente per ritardi nel servizio di alta velocità. Nella tornata delle nomine di primavera, sono circa 500 i posti da riempire tra vari cda e collegi sindacali, e Fra questi incluse anche posizioni nella Cassa depositi e prestiti (Cdp), dove Dario Scannapieco, apprezzato dal governo attuale, sembra avere buone possibilità di essere riconfermato. Tuttavia, vi è l’eventualità che cambiamenti nei rapporti di forza politici legati alle imminenti elezioni europee possano influenzare le decisioni. Nel frattempo, le strategie di posizionamento internazionale all’interno dei gruppi e gli episodi controversi legati a scelte gestionali aumentano l’incertezza sulle future nomine nei posti chiave.
Carlo di Foggia su Il Fatto Quotidiano

Tra Tim e Musk. Tim va alla sua assemblea con i soci francesi ancora indecisi sul da farsi anche se favorevolmente impressionati dal programma enunciato da Umberto Paolucci a capo della cordata Merlyn, seppur ancora orientati a far saltare il numero legale con la convinzione che l’Europa si metterà probabilmente di traverso sul progetto caro al governo tra Tim e Kkr e sul quale Assogestioni ha giocato la solita anomala partita sposando la lista del cda
Luigi Bisignani su Tempo

POLITICA & CRONACA DAL MONDO

Iran. L’Iran minaccia rappresaglie contro Israele dopo l’uccisione del generale Zahedi, innalzando la tensione nel Medio Oriente. Israele è in allerta massima, mentre i Pasdaran iraniani potrebbero colpire utilizzando Hezbollah, estendendo gli attacchi missilistici a Tel Aviv. Il bunker del Giorno del Giudizio a Isfahan potrebbe coordinare la risposta iraniana. Gli Stati Uniti pressano per una tregua tra Netanyahu e Hamas, permettendo ingresso di aiuti umanitari a Gaza. Intanto, la minaccia di un attacco iraniano ha portato all’evacuazione di 28 ambasciate israeliane in tutto il mondo e all’aumento dell’allerta per le forze militari nella regione.
Davide Frattini su Corriere della Sera

Usa. Un gruppo di 36 deputati democratici degli Stati Uniti ha inviato una lettera al presidente chiedendo la protezione dei civili e la revisione degli aiuti militari a Israele, segnando una frattura all’interno del partito relativamente al sostegno allo stato ebraico. La Casa Bianca è sotto pressione sia a livello nazionale che internazionale, con divisioni interne al Partito Democratico sulle politiche verso Israele e sulla risposta agli attacchi israeliani a Gaza. Nonostante l’amministrazione Biden affermi che non vi sia un cambiamento nella sua posizione, vi sono preoccupazioni sulla condotta della guerra da parte di Israele, e la sua compatibilità con i valori condivisi. La situazione è complessa anche a livello internazionale, con negoziati in corso per la liberazione degli ostaggi e l’attenzione rivolta a possibili rappresaglie dell’Iran agli attacchi israeliani. Nel frattempo, vi sono proposte per il cessate il fuoco e il dibattito sull’assistenza militare continua ad essere un punto di discussione caldo.
Alberto Simoni su Stampa

Diplomazia. L’ambasciatore Michele Valensise valuta la probabile rappresaglia iraniana a seguito del raid israeliano come parte delle “procedure consolidate”, suggerendo che la risposta di Teheran potrebbe essere più contenuta e tramite alleati come Hezbollah e gli Houthi. La tensione in Israele è palpabile e le misure preventive, inclusa la chiusura di ambasciate, riflettono la preoccupazione per i tempi e le modalità di una possibile risposta iraniana. Tuttavia, Valensise dubita che l’Iran voglia esacerbare i conflitti regionali, considerando la sua situazione interna e la superiorità militare di Israele. Israele, già in difficoltà sia internamente che a livello internazionale, intravede l’opportunità di una composizione della crisi attraverso negoziati per la liberazione degli ostaggi e una possibile riduzione della sua presenza militare a Gaza.
Su Messaggero

Gaza. La guerra a Gaza, scatenata dall’attacco di Hamas che ha portato al massacro di 1.200 ebrei, si è trasformata in un conflitto di sei mesi che ha visto morire oltre 33.000 palestinesi, in gran parte civili, e ha lasciato conseguenze drammatiche come la fame e la distruzione di infrastrutture essenziali. Molti minori sono stati uccisi o feriti, e i cittadini di Gaza sono intrappolati nella Striscia senza via d’uscita. Gli Stati Uniti hanno optato per la non-intervento alle Nazioni Unite, una mossa senza precedenti, mentre Israele ha dovuto affrontare una forte opposizione a livello internazionale. La guerra ha lasciato Gaza devastata, con un futuro incerto e popolazione che si batte per la sopravvivenza in mezzo a macerie e difficoltà a lungo termine
Roberto Bongiorni su Sole 24 Ore

Gaza. In sei mesi di guerra tra Israele e Gaza, la vita quotidiana è stata profondamente alterata. Dopo l’attacco di Hamas del 17 ottobre, c’è stata un’ondata di insicurezza tra gli israeliani, con 299.000 richieste di porto d’armi e la formazione di 900 ronde cittadine armate. Il clima di tensione è amplificato dalla convinzione che Hezbollah possa attaccare dal Libano e dall’Iran rappresentare una minaccia ulteriore. Il paese lamenta 1.200 vittime israeliane e 133 ostaggi ancora nelle mani di Hamas, influenzando notevolmente il morale nazionale e portando alla richiesta di elezioni anticipate. I sondaggi mostrano un’opinione pubblica divisa politicamente ma unita nell’intento di non cedere alle pressioni esterne e continuare le operazioni militari, nonostante ciò possa isolare Israele a livello internazionale
Fabio Tonacci su Repubblica

Proteste. Elad Katzir, un attivista israeliano, è stato rapito insieme ai suoi genitori dal Kibbutz di Nir Oz da miliziani palestinesi: la madre è stata poi liberata, mentre il padre è stato ucciso. Due volte è apparso in video di propaganda in prigionia, esprimendo amore per la sua famiglia e meraviglia per essere ancora vivo. Successivamente, il suo corpo è stato recuperato dalle forze israeliane in un cimitero di Khan Younis, dopo essere stato assassinato dai suoi rapitori. In contemporanea, migliaia di persone protestano a Tel Aviv contro il governo Netanyahu per il modo in cui gestisce il rientro degli ostaggi, con accuse di non fare abbastanza. Carmit, la sorella di Elad, esprime dolore e rabbia, mentre chiede giustizia per gli altri ostaggi ancora da riscattare.
Marta Serafini su Corriere della Sera

Ucraina. La resistenza ucraina a Chasiv Yar, una piccola città del Donbass importantissima per la logistica dell’esercito, vacilla sotto l’assedio delle truppe russe, che pur respinte, si trovano a soli 800 metri dal centro. I russi hanno impiegato lanciarazzi, munizioni al fosforo e bombe guidate Kab, mentre le difese antiaeree ucraine vengono esaurite dagli aiuti occidentali ormai in declino. A seguito dell’offensiva russa, le città ucraine di Avdiivka e Chasiv Yar si trovano sotto continua minaccia, e l’artiglieria russa sfrutta il suo vantaggio aereo e terrestre. Gli aiuti militari internazionali all’Ucraina si stanno esaurendo, con il blocco di un pacchetto di aiuti negli USA, e il bombardamento sistematico russo ha successo in alcune regioni orientali dell’Ucraina, mettendo in crisi le infrastrutture elettriche e causando vittime civili.
Daniele Raineri su Repubblica

Ucraina. Il ministro delle Finanze ucraino, Serhiy Marchenko, presente al Teha Forum di Cernobbio, sottolinea che l’Ucraina è al momento concentrata sulla sopravvivenza quotidiana in guerra, piuttosto che sulla ricostruzione, richiedendo maggior supporto militare dagli alleati, specialmente in munizioni e sistemi di difesa. Marchenko evidenzia l’esaurimento delle risorse, con un deficit di 8 miliardi di dollari e ritardi nel sostegno atteso dagli USA. Inoltre, critica l’idea di creare 27 eserciti distinti in Europa, enfatizzando l’importanza di un sostegno unitario per l’Ucraina. Segnala i rischi della guerra cibernetica e informativa, due fronti sui quali la Russia mostra superiorità. Infine, esorta l’Europa a comprendere che difendere l’Ucraina equivale a proteggere la democrazia e la sicurezza del continente
Fabrizio Goria su Stampa

Spia. Jan Marsalek, ex dirigente di Wirecard, è stato al centro di una delle più grandi frodi finanziarie della storia tedesca e allo stesso tempo è stato identificato come spia per il GRU russo. Le inchieste di giornalisti e servizi di intelligence hanno rivelato la sua presenza in Russia sotto falsa identità e il suo ruolo nell’infiltrazione dei circoli di potere austriaci e tedeschi. Marsalek avrebbe utilizzato Wirecard come sistema di finanziamento ombroso per operazioni di spionaggio russe in Europa e reclutato agenti doppi, come l’ufficiale dell’intelligence austriaca Egisto Ott. Le attività di Marsalek hanno lasciato l’Austria vulnerabile, dimostrando come il Paese possa essere diventato una base operativa per gli interessi di spionaggio russi in Europa
Mara Gergolet su Corriere della Sera

Talpa. Jan Marsalek, ex direttore finanziario di Wirecard, è sospettato di lavorare per i servizi segreti russi e di nascondersi a Mosca, come risulta da rivelazioni del Financial Times. Marsalek sarebbe stato una delle figure più rilevanti per l’intelligence russa in Europa, oltre a essere stato coinvolto in operazioni contro dissidenti e giornalisti. Il FT riporta inoltre che Marsalek avrebbe arruolato due collaboratori per condurre operazioni clandestine per la Russia dal 2017. Wirecard, azienda al centro dell’attenzione dei governi Merkel, potrebbe essere stata utilizzata per finanziare tali operazioni. Egisto Ott, ex agente segreto austriaco fidato di Marsalek, è stato arrestato recentemente e potrebbe aver aiutato a condurre le attività illecite.
Tonia Mastrobuoni su Repubblica

Contro Orban. Circa centomila persone hanno manifestato a Budapest contro il governo del primo ministro ungherese Viktor Orbán, guidate da Peter Magyar, un ex alleato di Orbán che ora si oppone apertamente al suo regime, denunciando la corruzione all’interno del governo. Le proteste, le più ampie da anni, sono state innescate da rivelazioni su casi di corruzione e altri scandali, inclusa la grazia concessa da un fedelissimo di Orbán, che ha coperto un giro di pedofilia. Magyar ha annunciato l’intento di creare un nuovo partito politico per offrire un’alternativa a Orbán, che domina la politica ungherese da quattordici anni. Questa emergente opposizione si basa su un crescente senso di indignazione per la corruzione e l’abuso di potere all’interno del governo.
Su Repubblica

India. Le elezioni in India vedono uno scontro acceso tra il partito al governo, il BJP del premier Narendra Modi, e l’opposizione, che accusa il BJP di minacciare lo stato di diritto e la democrazia. Modi punta a una super maggioranza nonostante i sondaggi già lo diano in vantaggio. Accuse reciproche e “colpi bassi” hanno caratterizzato il clima pre-elettorale, comprese affermazioni di utilizzo delle autorità governative contro l’opposizione, come nel caso dell’arresto di Arvind Kejriwal, leader del Partito dell’uomo comune. Inoltre, il sistema di finanziamento dei partiti tramite bond elettorali e le azioni investigative contro i donatori sono stati oggetto di scandalo e contestazione da parte dell’opposizione. La tensione politica cresce all’approssimarsi delle elezioni, che si svolgeranno in più tappe a partire dal 19 aprile fino al 1° giugno
Alessandra Muglia su Corriere della Sera

Slovacchia. Peter Pellegrini, candidato appoggiato dal governo filo russo e dal premier Robert Fico, ha vinto il ballottaggio alle elezioni presidenziali in Slovacchia con il 53,1% dei voti, battendo Ivan Korcok, sostenuto dall’opposizione europeista, che ha ottenuto il 46,9%. Nonostante gli incoraggianti exit poll, Korcok non è riuscito a recuperare, definendo il risultato come influenzato dalla paura incitata dagli attuali detentori di incarichi statali. Pellegrini, che ha resistito agli attacchi senza cedere, potrà ora esercitare potere di veto e comandare le forze armate, sebbene il Parlamento possa sovrascrivere il suo veto. Le elezioni hanno mostrato una nazione divisa sulla direzione del governo di Fico, che ha introdotto modifiche legali di ispirazione ungherese, mentre la Slovacchia si riavvicina all’Ungheria e si allontana da Repubblica Ceca e Polonia all’interno del gruppo Visegrád. Pellegrini ha promesso che il paese resterà nell’UE e nella NATO, pur avendo criticato l’avversario Korcok per il suo sostegno agli aiuti militari all’Ucraina
Matteo Castellucci su Corriere della Sera

POLITICA & CRONACA DALL’ITALIA

Lasci i cacicchi. Giuseppe Conte, leader del M5S, continua una dura polemica con Elly Schlein e il Pd, in particolare sulla situazione politica in Puglia. Accusa Schlein di non essere riuscita a liberare il Pd dai “capibastone e cacicchi” come aveva promesso e respinge le accuse di alleanza con la destra, attribuendo invece gli scandali politici come fattore che favorisce la destra. Allo stesso tempo, minaccia una “rivoluzione” in Regione Puglia, senza specificare le sue intenzioni. Il disaccordo tra Conte e Schlein si estende anche sui dettagli delle comunicazioni avute in merito alla rottura politica comunicata. Contestualmente, Michael Schmidt si candida a sindaco di Firenze, e la politica interna del M5S sembra orientarsi verso una nuova trasformazione.
Monica Guerzoni su Corriere della Sera

Per un punto alle europee. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico (PD) italiano, ha ribadito il suo impegno per l’unità, nonostante la rottura di una coalizione a Bari e le tensioni con il Movimento 5 Stelle (M5S) e il suo leader Giuseppe Conte. Schlein cerca di mantenere la coerenza della sua politica, puntando a continuare sulla strada dell’unità e rifiutando lezioni di moralità, nonostante le necessità della campagna elettorale per le Europee. Nel frattempo affronta difficoltà interne con la definizione delle liste per le Europee, dove insiste su Annalisa Corrado come capolista, mentre vi sono dubbi sulla partecipazione di Bonaccini. Al Nord-Ovest, Schlein propone Andrea Orlando, che però temporeggia, valutando l’opportunità davanti alle sfide future, in un contesto dove la cooperazione tra gli alleati è vista come cruciale per la credibilità della coalizione di centrosinistra.
Maria Teresa Meli su Corriere della Sera

Spina nel fianco. Michele Emiliano, governatore pugliese, si descrive come una figura sempre in contrasto con le leadership del Partito Democratico (Pd), rifiutato dal partito ma vicino a Elly Schlein. La sua Puglia e lui personalmente sono al centro dell’attenzione per le dinamiche interne al partito e le questioni di legalità nella regione, un tema sul quale ha lavorato intensamente come sindaco, presidente e magistrato. Nonostante le controversie, Emiliano mantiene un forte legame col sindaco di Bari, Antonio Decaro, e respinge l’idea di una rottura irrimediabile fra PD e M5S, rimanendo aperto al dialogo e alla cooperazione per il bene della regione. Infine, Emiliano, pur essendo un magistrato in aspettativa, difende la sua scelta di impegnarsi in politica e non esclude la possibilità di tornare in toga, pur riconoscendo che potrebbe aver perso la freschezza necessaria per tale ruolo
Goffredo Buccini su Corriere della Sera

Deriva orbaniana. Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato, denuncia una presunta deriva autoritaria del governo italiano, riferendosi alla situazione politico-giudiziaria a Bari, paragonandola a una “evoluzione orbaniana”. Boccia evidenzia l’uso selettivo del garantismo da parte dell’esecutivo, che difende i propri ministri dalle indagini mantenendo un atteggiamento giustizialista verso gli avversari. Si parla di possibile scioglimento del Comune di Bari, azione che viene descritta come eversione e rischio per la democrazia. Sul fronte del Pd, Boccia difende l’azione del partito nel gestire i casi di malversazione e si dissocia dalle pratiche di alleanze opportuniste. Infine, riflette sulla necessità di un centrosinistra unito contro la destra nelle prossime amministrative e lamenta le difficoltà nel creare un fronte comune con il Movimento 5 Stelle dopo la frattura sui temi delle primarie.
Tommaso Ciriaco su Repubblica

Torino. L’inchiesta Echidna a Torino ha messo in luce una rete di relazioni e favori legata a nomination in enti pubblici e regalie, come il Telepass, gestite dall’ex manager della SITAF Salvatore Gallo, ora indagato. Suo figlio Raffaele Gallo, consigliere del PD in Regione Piemonte, è coinvolto per aver appoggiato nomine strategiche, spingendolo a ritirarsi dalle Regionali. Questo sistema di scambio di favori mirava a consolidare il consenso politico attraverso scelte chiave in enti e imprese, con promesse di posti di lavoro e servizi in cambio di voti. L’indagine ha portato a considerare sanzioni interne nel PD piemontese per riguadagnare credibilità, mentre Raffaele Gallo s’appronta a declinare la sua candidatura in seguito alle rivelazioni
Paolo Coccorese su Corriere della Sera

Torino. Salvatore Gallo, influente esponente del Partito Democratico (Pd) piemontese e figura chiave della concessionaria autostradale Sitaf, è accusato di corruzione elettorale, estorsione e peculato. Secondo le indagini, riferite in un reportage di 1440 pagine dai carabinieri del Ros, Gallo avrebbe distribuito pass gratuiti per l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia a politici, medici, avvocati e altri professionisti, in cambio di favori o sostegno politico. L’operato clientelare di Gallo, contestato dopo intercettazioni e testimonianze, include anche minacce di licenziamento e promesse di aiuto a persone che gli sono state di supporto. La Procura lo accusa di aver favorito amici e interessi personali con tessere non dovute, ma il giudice ha rigettato la richiesta di arresto nonostante i rilevanti indizi di colpevolezza
Giuseppe Legato su Stampa

Schlein. Il Partito Democratico (Pd), sotto la guida di Elly Schlein, sta affrontando un momento critico a Torino e Bari a causa di inchieste giudiziarie su voto di scambio e corruzione elettorale, a poca distanza dalle imminenti elezioni Europee e Regionali. In particolare, a Torino è emerso un “sistema” per influenzare i voti, con focus su Salvatore Gallo, coinvolto in passato con i Socialisti e con il Pd e padre di Raffaele Gallo, capogruppo uscente del Pd in Consiglio regionale. La leadership del partito sta considerando misure severe, inclusa l’espulsione di Gallo senior e la revisione della candidatura di Raffaele Gallo, che non è tra gli indagati, ma è collegato a queste vicende. La candidata governatrice Gianna Pentenero esprime preoccupazione e sostiene che il partito deve dimostrare responsabilità e trasparenza, mentre Schlein valuta la possibilità di commissariare la sezione torinese del Pd se necessario
Paolo Varetto su Stampa

Contro l’astensione. Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme, discute in un’intervista le potenzialità della riforma al premierato come soluzione alla stabilità governativa e tentativo di contrastare l’astensionismo in Italia. La riforma prevede un premier eletto direttamente dalla popolazione per cinque anni senza manovre di “palazzo” o “inciuci,” allo scopo di aumentare la fiducia dei cittadini nel sistema politico. Attraverso questo cambiamento costituzionale, si spera di attrarre maggiori investimenti stranieri e ridurre i costi del debito pubblico. La Casellati assicura che le prerogative del Presidente della Repubblica rimarranno intatte e anticipa discussioni future su una nuova legge elettorale. La riforma affronterà la sfida del referendum, dopo che gli italiani hanno espresso il desiderio di poter scegliere direttamente il loro premier
Gian Maria Greco su Giornale

Casini. L’ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, sostiene il rinnovamento del progetto di Alcide De Gasperi per una difesa comune europea come misura cruciale per la pace. Secondo Casini, solo la difesa comune e l’unità politica possono farci uscire dal ruolo di “nani politici” nel panorama globale. L’ex parlamentare rileva che, mentre la NATO non è più sufficiente, l’Europa deve rafforzare la sua presenza nei conflitti internazionali e nell’immigrazione, partecipando attivamente al dialogo e alla soluzione delle crisi. Riguardo alle politiche italiane, critica l’assenza di una figura unificante nell’opposizione e considera il sondaggio sul desiderio di un partito cattolico un riconoscimento delle radici storiche ma non sufficiente per creare un processo politico. Infine, esprime la necessità di reintrodurre le preferenze nel voto politico per combattere l’antipolitica.
Angelo Picariello su Avvenire

Parisi. Nel 1998, il governo di Romano Prodi cadde per un solo voto, un evento che Arturo Parisi, stretto collaboratore di Prodi, interpreta come una battaglia tra due visioni politiche opposte: l’Ulivo, un progetto rivoluzionario, e i vecchi schemi partitici. Parisi descrive il periodo come una partita storica, un contrasto tra una proposta politica innovativa e la percezione del governo Prodi come frutto di accordi partitici tradizionali. Nel tentativo di salvare il governo, Parisi incontrò segretamente Oliviero Diliberto di Rifondazione, ma la divisione interna al partito e il conseguente rifiuto della fiducia determinarono la caduta di Prodi e la vittoria di oppositori come Massimo D’Alema, che avevano altre intenzioni politiche. Parisi ritiene infondate le accuse di errore nei calcoli dei voti in Aula e sostiene che la crisi fosse inevitabile a causa di un conflitto ideologico più profondo
Francesco Verderami su Corriere della Sera

Capitano Ultimo. Sergio De Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo, l’ex generale che arrestò Totò Riina, si è tolto il passamontagna e ha mostrato il suo volto pubblicamente, presentandosi come candidato nella lista “Libertà” per le elezioni europee. Questo passo segna il suo ingresso in politica al fianco del sindaco di Taormina, Cateno De Luca. Ultimo ha scelto di lasciare l’anonimato mantenuto per trent’anni, sin da quando mise fine alla latitanza del temuto boss mafioso. Questa mossa suscita varie reazioni, poiché molti vedono la sua leggenda trasformarsi in quotidianità politica. De Caprio, legato indissolubilmente alla cattura di Riina, affronta ora una nuova sfida nel teatro della politica, proponendosi di servire il popolo con lealtà, coraggio e amore. –
Stefano Zurlo su Giornale

Meloni a Tunisi. La crisi migratoria in Italia ha subito un’intensificazione con 8.000 arrivi di migranti negli ultimi venti giorni, portando il totale annuale a 12.000. Il governo, preoccupato dall’aumento e dal ritorno dei pericolosi barchini dalla Tunisia, vede svanire la speranza di un efficace accordo con il governo tunisino. La premier Meloni prevede una missione in Tunisia e intende porre enfasi sulla riduzione degli sbarchi e sul nuovo Patto asilo e migrazione nell’imminente campagna elettorale per le elezioni europee. Nel frattempo, l’Italia continua a gestire le sfide dell’onere di primo approdo e la redistribuzione dei migranti, mentre progetta la creazione di centri di esternalizzazione delle procedure di frontiera in Albania, attirando l’interesse di 30 aziende per le gare di gestione. Il problema immediato rimane la gestione degli sbarchi recenti, e gli appelli per un rafforzamento del soccorso a livello europeo spesso non trovano risposte, con le navi umanitarie che vengono sequestrate dopo gli arrivi nei porti italiani.
Alessandra Ziniti su Repubblica

COMMENTI E CONTRIBUTI

Def. Il governo italiano sta considerando di non pubblicare gli obiettivi programmatici su deficit, debito pubblico e crescita economica per il periodo 2024-2026 nel Documento di economia e finanza (Def). Invece, si limiterebbe a presentare gli andamenti tendenziali, posticipando le informazioni programmatiche a seguito delle raccomandazioni della Commissione europea su nuove regole finanziarie attese in luglio. Questa mossa, che sarebbe senza precedenti per un governo non dimissionario, eviterebbe di fornire punti di riferimento sugli indirizzi di bilancio prima dell’emanazione della legge in autunno. L’Italia, in base alle nuove regole europee, deve apportare una consistente correzione di bilancio, mentre i dati attuali suggeriscono un deficit controllabile, ma preoccupazioni sul debito pubblico persistono. Rinviando le indicazioni programmatiche, il governo non svelerebbe i necessari sacrifici finanziari fino a dopo le elezioni europee di giugno.
Federico Fubini su Corriere della Sera

Deficit futuro. Negli Stati Uniti, a marzo sono stati creati 303 mila posti di lavoro, portando il tasso di disoccupazione al 3,8%, uno dei livelli più bassi della storia. Tuttavia, nonostante l’amministrazione Biden abbia generato 15 milioni di posti di lavoro dal suo insediamento, il suo indice di soddisfazione rimane basso. In Europa, c’è stata una riforma del Patto di stabilità e crescita che influenzerà le scelte economiche dei Paesi membri, ma il futuro dell’economia sembra incerto, con discussioni limitate ai politici. Il testo suggerisce che ci sia una mancanza di visione a lungo termine e che senza un collegamento con il futuro, anche i successi attuali potrebbero diventare irrilevanti; prendendo come esempio l’Europa che, sebbene sia una storia di successo, rischia di perdere la sua direzione senza una strategia chiara. Si solleva la questione della difesa, sottolineando la necessità di condividere la sovranità per creare forze armate efficaci tra i Paesi dell’Unione Europea
Daniele Manca su Corriere della Sera

Ursula in salita. La rielezione di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione Europea è messa a dura prova da fattori quali inchieste imbarazzanti, attacchi politici e nomine contestate, nonché sfide geopolitiche inedite per l’UE. Nonostante abbia gestito con successo la pandemia COVID-19 e operato su temi come il Green Deal e la migrazione, è al centro di indagini dell’Eppo per presunti scambi di messaggi con il CEO di Pfizer e contestazioni all’interno del suo stesso partito, il PPE. Inoltre, la sua capacità di affrontare le minacce di sicurezza è in dubbio, soprattutto considerando le possibili ripercussioni della guerra in Ucraina e di un USA più isolazionista. Nonostante i meriti acquisiti, l’immagine di fragilità e i possibili candidati alternativi emergenti complicano la sua corsa al secondo mandato, in un Europa che diventa sempre più un campo di battaglia in uno scenario globale complesso
Maurizio Molinari su Repubblica

Rebus cinese. La competizione con la Cina risulta essere la principale preoccupazione per Washington, influenzando sia la politica interna sia quella estera degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Biden. Nonostante le divergenze interne, si prevede lo sblocco di una significativa parte dei fondi promessi all’Ucraina, mentre aumentano le pressioni sul governo Netanyahu senza conseguenze decisive. Nelle diplomazie in corso, gli Stati Uniti avvertono gli alleati europei sull’appoggio cinese alla Russia, enfatizzando il dualismo nella posizione di Pechino, che non può supportare Mosca in Ucraina e contemporaneamente attendersi condizioni favorevoli dagli USA. Nonostante le difficoltà economiche, la Cina cerca di diventare più autonoma e meno dipendente dall’Occidente, ma la collaborazione e il commercio con le economie occidentali rimangono essenziali per la propria crescita, indicando una continua interdipendenza. In questo contesto complesso, USA e Cina proseguono il loro strategico ‘gioco delle parti’ nella competizione globale.
Marta Dassù su Repubblica

Spesa militare destinata a crescere. L’Europa si prepara ad aumentare le spese militari in risposta alle tensioni crescenti con la Russia, che ha rinnovato le accuse verso l’Occidente e intensificato la sua presenza militare. Paesi baltici come Lettonia, Estonia e Lituania discutono l’estensione del servizio di leva anche alle donne, mentre Svezia, Norvegia e Danimarca lo implementeranno dal 2026. Dibattiti simili si svolgono anche in Germania e Francia, quest’ultima su impulso di Macron e il suo Servizio nazionale universale prossimo all’obbligo. Il conflitto in Ucraina e la possibilità di un’avanzata russa ravvivano i timori di un conflitto anche in Europa. In Italia, il capo di stato maggiore della Difesa dipinge un quadro allarmante, con esigenze di modernizzazione delle forze per fronteggiare le potenziali minacce, incluse le crescenti attività terroristiche
Roberto Formigoni su Libero Quotidiano

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati