Rassegna stampa 9 aprile

SICUREZZA

Cingolani a Skytg24. Oggi assistiamo a “più di 50 conflitti nel pianeta ed è un numero che ci ricorda il 1945, uno dei momenti storici più complessi dell’umanità. Auspichiamo che nei prossimi mesi si ponga fine all’escalation. Lo scenario che dobbiamo considerare è che la pace va difesa”. Per Cingolani la crescita del titolo Leonardo in Borsa è attribuibile soprattutto “al nostro piano industriale, che prevede un cambio di paradigma con un approccio altamente tecnologico ed un ruolo sociale dell’azienda”. Il concetto di difesa è diventato, infatti, molto più ampio, perché include “la sicurezza energetica, cibernetica, delle infrastrutture e alimentare”. Dal punto di vista industriale, poi, in Europa ci si dovrebbe concentrare su “piattaforme di altissimo livello, mettendo a fattor comune le risorse per evitare l’evidente frammentazione rispetto agli USA e seguendo il modello delle joint venture”. Nei vari domini (mare, terra, aria, spazio e cyber) ciascun Paese potrebbe contribuire con le proprie risorse più pregiate: “Certamente Leonardo potrebbe, con le proprie tecnologie, coprire almeno un paio di domini”. Quanto alle minacce informatiche, che “viaggiano ad alta velocità e mutano ogni quattro mesi, occorre ragionare in un’ottica preventiva con investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione”.
Su SKY TG24

Sostenibilità. Approfondimento sulla strategia di sostenibilità di Leonardo a valle della presentazione del Piano industriale 24/28 e del Piano di Sostenibilità del Gruppo. Raffaella Luglini, Chief Sustainability Officer del Gruppo, ne ha parlato in un’intervista a SostenibileOggi. Tra i temi trattati l’adozione di criteri ESG nelle gare d’appalto, la convergenza tra digitalizzazione sostenibilità, le politiche di gender balance, l’approccio a decarbonizzazione e climate action, il ruolo centrale delle STEM per le nuove generazioni.
Su sostenibileoggi.it

Sperimentazione. “In scadenza a giugno il contratto nazionale dei metalmeccanici: assemblee sindacali in Thales Alenia Space Italia e Leonardo sulla proposta di rinnovo triennale formulata dai sindacati confederali. Negli stabilimenti torinesi di Leonardo – ma non in TASI – sta per partire una fase di sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro su base mensile, in base al nuovo contratto di secondo livello. Interviste a Ferdinando Uliano, Segretario Generale della FIM Cisl, e a Enrico Dettori (Fim Cisl Torino e Canavese)”.
Su Tg Piemonte RAI 3

La sfida. Il convegno Uilm riguarda il futuro dell’industria della difesa in Liguria e le principali sfide considerando il territorio piccolo ma strategico per l’economia del mare e della difesa. Si discuteranno le prospettive di collaborazione tra i grandi gruppi industriali come Fincantieri, Leonardo e Ansaldo Energia, che hanno un impatto significativo sull’economia locale e sono impegnati in una transizione verso pratiche sostenibili. L’evento evidenzierà anche il potenziale di Genova e della Liguria come snodo chiave economico, la necessità di un tessuto industriale in grado di competere a livello globale e la rilevanza delle collaborazioni pubblico-privato per l’innovazione e lo sviluppo industriale. L’incontro si propone di stimolare il dibattito su temi cruciali come l’occupazione e il futuro industriale in un periodo di transizione e si terrà il 15 aprile a Genova, sottolineando l’importanza delle infrastrutture e del potenziamento dello stabilimento di Sestri Ponente.
Su Repubblica Genova

Aukus. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Australia hanno annunciato di considerare la collaborazione con il Giappone sui progetti di tecnologia avanzata nell’ambito del patto di sicurezza trilaterale Aukus, volto a rafforzare il deterrente contro la Cina, in particolare nella cosiddetta “Pillar II”, che riguarda intelligenza artificiale, calcolo quantistico, capacità sottomarine e armi ipersoniche. I ministri della difesa dell’Aukus hanno riconosciuto i punti di forza del Giappone e le sue strette partnership bilaterali con i tre paesi, esprimendo la volontà di cooperare nelle capacità avanzate del secondo pilastro del patto. Sebbene non sia stato creato un nuovo gruppo denominato “Jaukus”, l’intenzione di collaborare con il Giappone in futuro una volta che vengano soddisfatte determinate condizioni è stata sottolineata, anche se alcune preoccupazioni rimangono riguardo alla capacità del Giappone di proteggere dati sensibili. L’annuncio coincide con la preparazione del Primo Ministro giapponese Fumio Kishida per il summit con il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, durante il quale si prevede di annunciare il maggiore rafforzamento dell’alleanza tra i due paesi dal 1960, nell’ottica di una maggiore coordinazione contro la Cina.
Demetri Sevastopulo su Financial Times

Il ritorno della guerra industriale. Jean-Michel Bezat discute la possibilità che l’OTAN possa non essere più il pilastro della sicurezza europea a causa di un potenziale ritiro degli Stati Uniti e il conseguente bisogno per l’Europa di rafforzare la propria industria difensiva. Il ritorno di Donald Trump e la guerra in Ucraina hanno incrementato le preoccupazioni europee sulla sicurezza, spingendo a considerare un futuro meno dipendente dagli armamenti americani. Mentre le importazioni militari europee dagli Stati Uniti aumentano, gli stati europei devono affrontare sfide interne come la concorrenza nel settore della difesa e il finanziamento riluttante da parte delle banche, a causa di problemi ambientali e di governance. La Commissione europea ha presentato una strategia per promuovere l’industria difensiva, con l’obiettivo di aumentare la collaborazione e l’acquisto di equipaggiamento europeo. Tuttavia, senza un’integrazione maggiore e un sostegno politico più forte, inclusa forse la nomina di un commissario europeo alla difesa, l’Europa fatica a raggiungere una vera sovranità difensiva e resta lontana dal sostituire completamente la protezione dell’OTAN.
Jean Michel Bezat su Le Monde

Thales. Thales Alenia Space ha incontrato gravi perdite nel 2023, con un calo significativo nel mercato dei satelliti geostazionari e problemi di approvvigionamento che hanno influenzato negativamente i contratti di alcuni satelliti Space Inspire. La situazione ha portato a un piano drastico di ridimensionamento degli effettivi, particolarmente in Francia, che vedrà il ridispiegamento di circa 1.300 posti di lavoro. Nonostante i problemi, l’azienda non prevede licenziamenti, in quanto mira a ricollocare le risorse interne. TAS ha avuto anche successi significativi nella tecnologia di osservazione e navigazione, ma non ha ottenuto contratti nel settore delle telecomunicazioni civili nel 2023. La strategia del gruppo è quella di mantenere la forza lavoro qualificata in vista di opportunità commerciali future, con l’obiettivo di raggiungere una redditività dell’attività spaziale del 7% a medio termine.
Michel Cabirol su Tribune

Safran. Il ministero della Difesa francese intende acquistare circa 500 nuove bombe AASM da Safran per rinnovare i magazzini dell’aeronautica e della marina militare francese dopo aver promesso di consegnarne 600 all’Ucraina entro il 2024. Le AASM, con una portata di circa 80 km e capaci di colpire obiettivi fissi e mobili con alta precisione, sono già state utilizzate con successo dalle forze francesi in varie operazioni, anche grazie alla loro resistenza al jamming. Sono complementari ai missili Scalp per bersagli di alto valore strategico. La Francia gestisce le consegne all’Ucraina in base alla prossimità delle date di scadenza delle munizioni, permettendo all’esercito francese di mantenere scorte recenti e adeguate. Safran ha dichiarato di essere pronta a raddoppiare la produzione delle AASM se necessario, purché vi sia chiarezza sulle future commesse.
Michel Cabirol su Tribune

Aukus. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Australia hanno annunciato di considerare la collaborazione con il Giappone sui progetti di tecnologia avanzata nell’ambito del patto di sicurezza trilaterale Aukus, volto a rafforzare il deterrente contro la Cina, in particolare nella cosiddetta “Pillar II”, che riguarda intelligenza artificiale, calcolo quantistico, capacità sottomarine e armi ipersoniche. I ministri della difesa dell’Aukus hanno riconosciuto i punti di forza del Giappone e le sue strette partnership bilaterali con i tre paesi, esprimendo la volontà di cooperare nelle capacità avanzate del secondo pilastro del patto. Sebbene non sia stato creato un nuovo gruppo denominato “Jaukus”, l’intenzione di collaborare con il Giappone in futuro una volta che vengano soddisfatte determinate condizioni è stata sottolineata, anche se alcune preoccupazioni rimangono riguardo alla capacità del Giappone di proteggere dati sensibili. L’annuncio coincide con la preparazione del Primo Ministro giapponese Fumio Kishida per il summit con il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, durante il quale si prevede di annunciare il maggiore rafforzamento dell’alleanza tra i due paesi dal 1960, nell’ottica di una maggiore coordinazione contro la Cina.
Demetri Sevastopulo su Financial Times

Nicaragua. Il Nicaragua ha accusato la Germania di aver “facilitato il genocidio” a Gaza fornendo armi e aiuti a Israele, sostenendo che queste azioni violano la Convenzione sul genocidio del 1948, nel corso di una causa presso la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite. L’accusa fa seguito a una sentenza provvisoria della Corte Internazionale di Giustizia che suggerisce che ci sono motivi plausibili per un caso di genocidio contro Israele in relazione alle sue operazioni a Gaza, che hanno causato oltre 33.000 morti e lo sfollamento di 1,7 milioni di persone. Nel frattempo, il Nicaragua, che ha legami storici con la Palestina, sta affrontando le proprie critiche per presunte violazioni dei diritti umani. La Germania ha negato le accuse, intendendo dimostrare il rispetto delle leggi internazionali. L’esito del caso potrebbe influenzare altri Paesi che forniscono armi a Israele e sono firmatari della Convenzione sul genocidio.
Sam Jones su Financial Times

Londra. La questione della vendita di armi da Londra a Israele sta dominando le prime pagine dei giornali inglesi, in seguito all’uccisione di tre cittadini britannici in un raid israeliano a Gaza. Il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, ha dichiarato il diritto di Israele a difendersi, enfatizzando che il supporto del Regno Unito è condizionato al rispetto della legge umanitaria internazionale. Cameron ha inoltre annunciato un investimento di 10 milioni di sterline per assistere la logistica dei corridoi marittimi di aiuti a Gaza e richiesto un aumento del transito di camion con aiuti. Di fronte alle pressioni per rendere pubblica la valutazione legale dell’azione di Israele sotto il diritto internazionale, il governo britannico mantiene la questione riservata e prosegue la vendita di armi, nonostante le critiche interne e l’opposizione che complica la posizione di Cameron in anno elettorale.
Su Foglio

Miliardario ceco. Come molti miliardari, il ceco preferisce non apparire in pubblico. Tuttavia, ciò non significa che non gli importi come il pubblico lo percepisce. Quando la rivista “Fortes” ha stimato il suo patrimonio in 2 miliardi di euro, Strnad si è sentito svenduto, come ha recentemente affermato. Ha inviato il suo direttore finanziario al redattore responsabile. Nella lista degli undici miliardari in dollari stilata attualmente dal quotidiano ceco, Strnad spicca per la sua età. Ha 31 anni. E non fa nulla con l’intelligenza artificiale, i chip di memoria, la criptovaluta o qualsiasi altra suddivisione dell’informatica, come ci si aspetterebbe visti gli altri giovani miliardari del mondo. L’attività di Strnad è più concreta: vende armi e munizioni. Non solo, ma questo ramo della sua holding industriale e di difesa Czechoslovak Group (CSG) sta andando particolarmente bene. Quanto si vedrà bene questa settimana. Successivamente l’azienda a conduzione familiare, attiva in 70 paesi e con oltre 10.000 dipendenti, presenta i dati aziendali dell’anno trascorso. Un raddoppio del fatturato fino a 2 miliardi di euro non sarebbe una sorpresa data la guerra in Ucraina.
Andreas Mihm su Frankfurter Allgemeine

Droni. Il Governo italiano ha ritirato il progetto di un decreto che avrebbe approvato l’acquisto di droni subacquei da Israele, specificatamente della ditta Blue Whale. Il piano iniziale includeva l’acquisto di 3 droni e una collaborazione ampia tra l’industria israeliana e l’italiana. Ora, tuttavia, l’Italia sta reconsiderando la sua decisione su questo programma.
Su La Verita’

Nato. L’Europa è chiamata a prendere un ruolo più prominente all’interno della NATO, soprattutto alla luce dell’attuale guerra in Ucraina e delle incertezze globali. La NATO dovrebbe approvare un pacchetto di aiuti militari stabili per sostenere l’Ucraina, riducendo la sua dipendenza da contributi volontari e coordinando azioni più strutturate. L’Alleanza potrebbe sviluppare il ruolo europeo visto che alcune nazioni europee non-Ue, come il Regno Unito e la Norvegia, sono già significativamente impegnate nella difesa. La Nato a trazione europea è vista come un elemento chiave per gli assetti internazionali futuri, specialmente se l’America dovesse ridurre il suo sostegno. È importante che l’Europa e l’America rafforzino la loro collaborazione per sostenere l’Ucraina e dimostrare a Putin che l’Occidente resta forte e unito.
Paolo Lepri su Corriere della Sera

Numeri. La NATO valuta il potenziale militare europeo in caso di un’escalation del conflitto con la Russia, ammontando a 2.646.440 truppe totali, con l’Italia che contribuirebbe con 183.800 soldati più 18.000 riserve. Secondo un documento segreto, ci sono preoccupazioni che le minacce nucleari di Putin e la possibile espansione del conflitto oltre l’Ucraina vengano sottovalutate dalle opinioni pubbliche, nonostante i piani della NATO di espandere la produzione difensiva e di supportare l’Ucraina per prepararsi a un possibile lungo confronto. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, sottolinea la necessità di investire in capacità militari mentre il piano dell’Alleanza include forniture militari per l’Ucraina e l’aumento della spesa per la difesa al 2% del PIL. Sebbene l’Europa abbia un potenziale significativo, l’atteggiamento prevalente sembra sottovalutare la minaccia, portando a domandarsi cosa accadrebbe se l’Europa non fosse pronta di fronte a un’aggressione russa estesa.
Claudio Cerasa su Foglio

Fincantieri. Fincantieri ha siglato una maxi commessa negli USA per navi da crociera del valore di 9 miliardi di dollari, secondo stime di addetti ai lavori, con l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero che definisce l’accordo storico e in grado di garantire l’occupazione fino al 2036. La compagnia incassa un primo ordine di quattro navi da Norwegian Cruise Line, con ulteriori quattro maxi navi in progetto. Il contratto rafforza la posizione di Fincantieri nel mercato cruise, che sta riprendendo vigore dopo la pandemia. L’azienda prevede inoltre una crescita nelle divisioni militare e offshore, segnalando un cambiamento nel mix di ricavi. Il titolo di Fincantieri è salito del 15% in un mese, grazie a performance finanziarie migliori del previsto e una riorganizzazione aziendale promettente.
Andrea Ducci su Corriere della Sera

Terminal. MSC Crociere sta costruendo a Miami un mega terminal crociere di origine italiana, che si estende su un’area di 50.000 mq, con altri 100.000 mq destinati a parcheggi. La struttura, costruita con 6.000 tonnellate di acciaio prodotto a Valeggio, Verona, sarà in grado di gestire fino a 36.000 passeggeri giornalieri, tramite un sistema innovativo di check-in con riconoscimento facciale e un avanzato sistema di smistamento bagagli. Il terminal progettato da Fincantieri Infrastructure e dotato di tecnologie Leonardo sarà il più grande del suo genere a livello mondiale.
Su Secolo XIX

Partner. Il settore aerospaziale italiano, con un fatturato di 17 miliardi di euro e oltre 52.000 addetti, gioca un ruolo chiave nell’economia nazionale ed è un fulcro per l’innovazione tecnologica e scientifica. Tuttavia, la frammentazione del comparto e la carenza di manodopera qualificata rappresentano degli ostacoli significativi. Durante il workshop “Il Sistema Italia nel nuovo scenario dell’economia aerospaziale” tenutosi al Trieste Convention Center, è stata sottolineata l’importanza di attrarre investimenti esteri e consolidare le collaborazioni internazionali. I partecipanti hanno discusso l’esigenza di valorizzare il know-how nazionale e promuovere una collaborazione più stretta tra le regioni italiane e un settore pubblico più esigente. Le soluzioni proposte includono la creazione di tavoli permanenti per l’innovazione tecnologica e l’espansione delle PMI, oltre alla formazione specializzata del personale.
Su Messaggero Veneto

Boeing. L’Amministrazione Federale dell’Aviazione degli Stati Uniti (FAA) ha avviato un’indagine su un incidente che ha visto la caduta di una parte dell’involucro del motore di un aereo Boeing durante il decollo di un volo della Southwest Airlines. Un video diffuso sui social media mostra il velivolo 737-800 che perde il rivestimento del motore destro mentre procede lungo la pista all’Aeroporto Internazionale di Denver. Sebbene l’aereo sia atterrato in sicurezza, questo problema si aggiunge ad altre preoccupazioni recenti per Boeing, inclusa una porta espulsa in volo su un aereo Alaska Airlines a gennaio e difetti di produzione nei suoi 737 Max. L’azienda sta affrontando ritardi nelle consegne e discussioni per l’acquisto della Spirit AeroSystems, oltre a cambiamenti nei vertici aziendali, con l’attuale CEO Dave Calhoun che lascerà il suo incarico alla fine dell’anno, in un periodo in cui Boeing sta affrontando una maggiore esposizione finanziaria.
Mark Vandevelde su Financial Times

Boeing. L’amministratore delegato uscente di Boeing, David Calhoun, ha ricevuto un compenso di 32,8 milioni di dollari nel 2023, marcando un aumento del 45% rispetto all’anno precedente, nonostante i persistenti problemi aziendali, tra cui ritardi nelle consegne e perdite economiche. Calhoun, assieme ad altre figure dirigenziali, si è dimesso a seguito di una serie di problemi di sicurezza, che comprende un incidente che ha portato alla messa a terra della flotta di 737 Max 9. Nel frattempo, la Boeing continua a sperimentare criticità, come evidenziato da un recente incidente di un volo Southwest Airlines, spingendo la FAA ad aprire nuove indagini sui problemi di produzione e qualità dell’azienda.
Giacomo Berbenni su Italia Oggi

Cern. La competizione per la direzione del Cern è iniziata, con un’orgogliosa eredità lasciata da Fabiola Gianotti e un passato di eccellenze italiane come Edoardo Amaldi e Carlo Rubbia. Mentre il Cern considera la costruzione di un nuovo acceleratore di particelle, costoso ma potenzialmente rivoluzionario, l’Europa deve riflettere sulle proprie priorità scientifiche e ricordare l’importanza della ricerca, che ha impatti diretti sulla vita quotidiana, come l’utilizzo del Gps basato sulla Teoria della relatività.
Massimo Sideri su Corriere della Sera

Musk e Lula. Elon Musk, capo di Tesla e di altre compagnie avanzate nel settore della tecnologia spaziale, ha progetti ambiziosi di trasferire un milione di persone su Marte, in una sorta di moderna arca di Noè, per preservare la civiltà umana in caso di guerra nucleare. Al contempo, si trova coinvolto in una controversia giudiziaria in Brasile, dove è accusato di ostruzione alla giustizia e incitamento al crimine in un’indagine su supposti legami con l’estrema destra, e ha risposto difendendosi dalle accuse di censura avanzate da un giudice brasiliano.
Sara Gandolfi su Corriere della Sera

Luna. Ieri si è verificata un’eclissi, dando modo di osservare spettacoli celesti e studiare il Sole in condizioni uniche. Nel contempo, emerge la questione di stabilire un’ora standard sulla Luna, con la Casa Bianca che incarica la NASA di sviluppare il Coordinated Lunar Time (LTC) entro il 2026 per facilitare future missioni spaziali. La nuova corsa allo spazio prevede decine di missioni sulla Luna, rendendo necessario un sistema di misurazione del tempo unificato. Attualmente, le missioni si coordinano secondo l’orario terrestre che può creare confusione; un orario lunare standard sarebbe quindi utile anche per motivi politici e tecnologici, in quanto i satelliti di navigazione su superfici con diversa gravità subiscono variazioni temporali relativistiche. Stabilire un singolo orario lunare tuttavia presenta sfide non solo tecniche ma anche politiche.
Stefano Piccin su Foglio

Eclissi. L’eclissi solare totale, l’evento astronomico dell’anno, è stata visibile dal Centro e Nord America, attirando milioni di persone nelle aree dove era visibile in toto. Negli Stati Uniti, questa eclissi è la più lunga dall’1806 e non si ripeterà fino al 2044. L’evento ha generato un significativo business turistico: alloggi e noleggio auto hanno visto un’impennata di prenotazioni, e mentre in Texas le nubi hanno deluso molti, altrove le persone hanno potuto ammirare lo spettacolo. La NASA ha approfittato dell’eclissi per coinvolgere i cittadini nella raccolta di dati scientifici tramite app. Infine, l’evento ha portato una temporanea sospensione della solitudine alimentata dalla tecnologia, con le persone che si sono ritrovate a condividere un’esperienza comune.
Massimo Gaggi su Corriere della Sera

Cybersecurity. Il progetto Cyber Innovation Network, lanciato un anno fa dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), mira a supportare le piccole e medie imprese e le startup italiane nel settore dell’innovazione tecnologica come la robotica, l’intelligenza artificiale e la crittografia. La strategia si concentra su rendere l’Italia non solo un utilizzatore, ma anche un produttore di queste tecnologie, soprattutto alla luce delle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale generativa. I sottosegretari di Stato riconoscono la necessità delle startup di ricevere appoggio pubblico, come quello fornito dall’Acn, per maturare e competere sul mercato, contribuendo alla resilienza e sicurezza nazionale. Cinque incubatori sono stati selezionati per valutare e sostenere le startup; alla fine saranno 28 le startup che entreranno a far parte del network dell’innovazione nazionale.
Silvia Valente su Mf

Algoritmi. Lucilla Sioli è la figura chiave dell’Unione Europea per quanto riguarda l’intelligenza artificiale (IA), avendo lavorato per 25 anni alla Commissione Europea e contribuito allo sviluppo di politiche relative all’industria digitale e all’IA. Il 13 marzo, il Parlamento europeo ha approvato una legge sull’IA, facendo di questa normativa una pietra miliare considerata fondamentale per il futuro dell’UE, che mira a regolare l’uso degli algoritmi e delle tecnologie avanzate come il riconoscimento facciale in tempo reale. Le norme incorporano anche responsabilità e trasparenza per i modelli di IA generativa, come GPT-4, e prevedono azioni per fronteggiare i rischi associati, come la disinformazione. Nel frattempo, l’UE sta finanziando lo sviluppo dei supercomputer e la formazione di talenti europei nell’IA, con l’intento di non lasciare il futuro della tecnologia solamente nelle mani dei Big Tech ma di promuovere la competitività europea.
Riccardo Luna su Stampa

ECONOMIA & FINANZA DALL’ITALIA E DAL MONDO

Patto per l’industria. I governi di Germania, Francia e Italia si sono incontrati a Parigi in un vertice trilaterale per articolare una strategia comune per rafforzare l’industria europea e contrastare l’influenza economica di Cina e Stati Uniti. Hanno delineato una serie di iniziative prioritarie, come l’autonomia tecnologica strategica, la green e digital transition, e la difesa e l’industria aerospaziale. Vi è stato un accordo su diversi dossier, tra cui la riduzione degli oneri burocratici per le PMI, l’accelerazione dell’iter autorizzativo per gli aiuti di Stato e l’incremento degli investimenti nella difesa. Nonostante divergenze in singole questioni industriali, i tre paesi hanno sottolineato la necessità di rafforzare le proprie industrie anche alla luce delle direttive ambientali, mentre si discute l’introduzione di misure simili al “buy american” per promuovere l’industria interna.
Carmine Fotina su Sole 24 Ore

Patto a tre. I ministri delle economie di Italia, Germania e Francia hanno tenuto un incontro a Meudon, vicino a Parigi, per rafforzare la cooperazione e definire una posizione comune sull’industria e la competitività europea, in previsione delle prossime elezioni di giugno per la Commissione e il Parlamento UE. Si sono concentrati sulla necessità di una politica industriale congiunta per affrontare la doppia transizione verde e digitale, come risposta alla crescente concorrenza di Cina e Stati Uniti. Hanno richiesto la semplificazione burocratica per facilitare l’accesso ai finanziamenti europei, la promozione degli investimenti per rafforzare l’innovazione e la produttività, e la continuazione della transizione verde ma con una base economica forte e resiliente. Infine, hanno evidenziato l’urgenza di definire una strategia economica europea unita per garantire condizioni competitive più eque.
Francesca Basso su Corriere della Sera

Def. Il Documento di Economia e Finanza (Def) è al centro dell’attuale dibattito politico in Italia. Esaminato in Consiglio dei ministri, il Def porta con sé il peso finanziario del Superbonus nel settore edilizio, che grava per oltre 210 miliardi sui conti pubblici. Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha assicurato l’assenza di manovre correttive imminenti, puntando al rispetto degli obiettivi finanziari precedentemente stabiliti. Tuttavia, l’opposizione critica il governo per il ritardo nei dettagli programmatici, temendo tagli e aumenti delle tasse in futuro. Inoltre, sono previste nuove norme in materia di imposte su successioni e donazioni.
Monica Guerzoni su Corriere della Sera

Ipotesi 4,3-4,8%. Il Documento di economia e finanza (Def) attuale del governo italiano segue l’esempio di governi precedenti come Gentiloni e Draghi nel limitarsi a pubblicare solo dati tendenziali dei conti pubblici. Il deficit previsto per il 2024 è stimato tra il 4,3% e il 4,7% del PIL, un valore contenuto in calo rispetto all’8% circa degli anni precedenti. Queste stime, tuttavia, non includono l’impatto di varie misure di stimolo finanziario temporanee che scadranno a fine 2024, le quali se non rinnovate ridurranno il deficit a partire dal 2025. Il successivo passo analitico sarà comprendere le implicazioni delle cifre del bilancio di stato a legislazione attuale in Italia, in particolare gli effetti di misure una tantum che hanno un costo stimato di quasi l’1% del PIL in termini di deficit e debito.
Federico Fubini su Corriere della Sera

Le cattive notizie. Carlo Cottarelli, economista ed ex funzionario al FMI, critica il governo italiano per la mancanza di un piano chiaro per ridurre il debito pubblico. Sostiene che le attuali misure sono insufficienti e che la strategia economica dovrebbe prioritizzare la crescita e la semplificazione burocratica per incentivare gli investimenti. Cottarelli evidenzia l’urgenza di riformare il sistema sanitario e di semplificare le procedure amministrative, ma osserva che la proposta di privatizzazione non sembra avere un percorso definito per raggiungere l’obiettivo di raccolta fondi. Nonostante il previsto aumento del debito pubblico al 137,3% del PIL, non si aspetta reazioni negative dai mercati perché si sapeva che misure temporanee come il Superbonus avrebbero avuto effetto. Infine, dubita dell’efficacia delle promesse del governo senza un obiettivo prioritario per la riduzione di burocrazia.
Luca Monticelli su Stampa

Bonus. Gli sconti e le cessioni in fattura legati ai bonus edilizi 2023 hanno generato un ulteriore onere di circa 30 miliardi di euro per le finanze pubbliche italiane, portando il costo totale di tali misure a circa 210 miliardi di euro. Il Documento di economia e finanza (Def) del governo, che sarà esaminato a breve, dettaglierà l’impatto di questa spesa sul deficit 2023 e sul debito degli anni a venire, mentre si cerca di rispettare gli obiettivi nazionali. Le nuove regole europee e la procedura per deficit eccessivo influiranno sulle future politiche fiscali dell’Italia, con un piano da inviare a Bruxelles entro il 20 settembre. Nel frattempo, il debito italiano è previsto salire intorno al 139,5-139,8% del PIL, con una previsione di crescita leggermente ridotta al +1% per il 2024.
Gianni Trovati su Sole 24 Ore

Successione. Il Governo italiano sta introducendo misure di semplificazione per le imposte di successione, donazione e registro con il dodicesimo decreto attuativo della delega fiscale, che permetterà ai contribuenti di calcolare autonomamente le imposte dovute, con successiva verifica dall’amministrazione. Tra le novità principali, ci sarà l’introduzione della dichiarazione precompilata per le successioni e una riduzione della documentazione richiesta. Per i trasferimenti di azienda in famiglia, è prevista una tassazione agevolata, a patto che il controllo o la titolarità vengano mantenuti per almeno cinque anni. Viene inoltre riformato il trattamento dei trust, incentivando i pagamenti anticipati. Misure di semplificazione sono anche previste per la tassazione delle imposte indirette, ad eccezione dell’IVA, e per la determinazione del valore di rendite e pensioni, con un saggio d’interesse minimo del 2,5%.
Giovanni Parente su Sole 24 Ore

Volano i rendimenti. I rendimenti dei titoli di Stato stanno sperimentando un inaspettato aumento, smentendo le previsioni che il 2024 avrebbe rappresentato un anno favorevole per le obbligazioni. Negli USA, il rendimento a due anni è cresciuto dal 4,1% all’inizio dell’anno al 4,8%, mentre il Bund tedesco decennale è salito dall’1,89% al 2,45% e il BTp italiano dal 3,46% al 3,8%. Questo cambiamento è legato alle aspettative del mercato sugli interventi delle banche centrali, in particolare la temuta reflazione. Con il Tesoro USA che continua a incorrere in un deficit sostanziale e la previsione di una possibile azione della BCE prima della Fed, gli operatori di mercato iniziano a dubitare della riduzione dei tassi.
Vito Lops su Sole 24 Ore

Tassi. La Banca Centrale Europea (BCE) non prevede di tagliare i tassi di interesse nell’imminente riunione di aprile, ma si attende un taglio a giugno secondo le nuove stime macroeconomiche. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha suggerito che le decisioni sui tassi verranno prese “riunione per riunione” e saranno guidate dai dati economici, in particolare quelli sull’inflazione e sui salari. Diverse voci all’interno del consiglio direttivo della BCE hanno espresso opinioni differenti in merito al ritmo di possibili riduzioni dei tassi, con alcune che suggeriscono tagli più aggressivi e altri più cauti. I dati recenti mostrano una discesa dell’inflazione e delle aspettative salariali, il che potrebbe giustificare una politica monetaria meno restrittiva. I mercati finanziari anticipano da tre a quattro tagli per quest’anno, in risposta al rallentamento dell’economia nella zona euro.
Francesco Ninfole su Mf

Occupazione. Gianni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria per il Capitale umano, sottolinea l’importanza del dialogo tra scuola e imprese per migliorare l’occupabilità dei giovani, e cita l’esempio del modello positivo degli Its Academy italiani. Con la crescente necessità di aggiornare le competenze a causa dei rapidi cambiamenti tecnologici, Brugnoli enfatizza la necessità di percorsi formativi che si allineino con le richieste del mercato del lavoro. Il vicepresidente mette in luce anche l’utilizzo efficace dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la formazione e l’innovazione educativa. Inoltre, allude al Piano Marcello Mattel per l’Istruzione, il quale cerca di sviluppare collaborazioni in paesi con alto potenziale demografico come l’Egitto, formando talenti specializzati e facilitando l’integrazione. Brugnoli ribadisce infine la necessità di abbattere i pregiudizi culturali e di investire sui giovani e sulle loro competenze per mantenere forte il settore manifatturiero italiano.
Claudio Tucci su Sole 24 Ore

Tim. In vista del rinnovo delle cariche di Tim in programma per il 23 aprile, gli advisor di Iss raccomandano agli azionisti di supportare la lista del CdA attuale, che comprende la conferma di Pietro Labriola come amministratore delegato. Vivendi, il maggiore azionista con una quota del 23,7%, sta valutando la sua posizione, avendo la potenzialità di influenzare l’esito dell’assemblea data l’alta partecipazione prevista del 60%. Nel frattempo, diversi attori, compresi Barnaba e Bivona, cercano il sostegno di Vivendi, mentre per altri aspetti Vivendi deve ancora decidere il destino dei suoi investimenti in Italia. Infine, Tim si sta occupando anche di discussioni con Starlink su tematiche di frequenze, con incontri in programma presso il ministero dello Sviluppo Economico.
Giuliano Balestreri su Stampa

Venture capital. Cdp Venture Capital ha lanciato un piano quinquennale mirato ad incrementare i fondi disponibili in Italia da 1,3 a 5,5 miliardi di euro, con il fine di colmare il divario con il resto d’Europa. Il nuovo CEO Agostino Scornajenchi illustra un cambio di rotta nella strategia, spostando l’attenzione dal digitale verso le tecnologie avanzate in settori chiave quali spazio, mobilità, infrastrutture, alimentare e scienze della vita. Inoltre, è stato annunciato un investimento di un miliardo di euro nell’intelligenza artificiale, puntando alla creazione di un campione nazionale nel settore. La nuova agenda prevede inoltre di ridurre gli investimenti diretti statali, favorendo maggiormente l’engagement di investitori privati e compagnie attraverso ‘fondi dei fondi’, sebbene restino domande su come sarà gestita questa più attiva partecipazione nelle startup.
Su Repubblica

Chip. La Taiwan Semiconductor Manufacturing Co (TSMC), il più grande produttore di semiconduttori al mondo, ha deciso di produrre chip avanzati di 2 nanometri in una nuova fabbrica in Arizona a partire dal 2028, un’evoluzione dei piani iniziali per il sito. Questo impianto sarà il secondo di TSMC negli USA, con un investimento totale aumentato a $65 miliardi per costruire una terza fabbrica. L’amministrazione Biden, con l’obiettivo di riportare il 20% della produzione di semiconduttori avanzati negli USA entro il 2030, supporterà TSMC con $11,6 miliardi tra sussidi e prestiti come parte del Chips Act. Le tensioni crescenti tra Cina e Taiwan hanno spinto gli Stati Uniti a rafforzare la propria produzione nazionale di semiconduttori per la sicurezza nazionale e per sostenere aziende come Nvidia e AMD, riducendo la dipendenza dalla produzione asiatica. Tuttavia, gli analisti ritengono che l’obiettivo USA di centralizzare la produzione di chip avanzati possa essere eccessivamente ambizioso, nonostante gli investimenti annunciati.
Kathrin Hille su Financial Times

Ferrari. Il capitale di Ferrari è per il 30% in mano a fondi d’investimento statunitensi, con Exor e Piero Ferrari che, a seguito di programmi di riacquisto di azioni (buy back), hanno portato la loro quota di controllo al 52% dei diritti di voto. Attraverso un patto parasociale, Exor e Piero Ferrari hanno consolidato il loro controllo fin dallo spin-off del 2015, con Exor che detiene attualmente il 24,65% del capitale, corrispondente al 36,48% dei diritti di voto, e Piero Ferrari il 10,48%, per un totale del 52% dei diritti di voto. Un trust è stato istituito da Piero Ferrari per gestire la sua quota, che vale 7,6 miliardi di euro, e organizzare la successione. Infine, ci sono significativi azionisti statunitensi come Blackrock e T. Rowe Price, con il mercato americano rappresentante il 24% delle consegne totali di Ferrari nel 2023.
Marigia Mangano su Sole 24 Ore

Enilive. Eni, attraverso la sua controllata Enilive focalizzata sulla chimica verde e la mobilità sostenibile, sta valutando la possibilità di quotarsi in borsa dopo l’apertura del capitale a un socio di minoranza, seguendo il percorso di un’altra società satellite, Plenitude. Il gruppo, guidato dall’AD Claudio Descalzi, ha pianificato investimenti per circa 500 milioni di euro all’anno fino al 2027 con l’obiettivo di valorizzare le sue controllate, tra cui anche la bioraffineria di Chalmette in Louisiana e potenziali progetti in Corea del Sud e Malesia. Enilive sta attirando l’interesse degli investitori con la produzione di Saf, un carburante sostenibile per l’aviazione, e prevede di raddoppiare la produzione a un milione di tonnellate all’anno entro il 2026 e a due milioni nel 2030. Enilive contribuirà significativamente alla crescita del flusso di cassa di Eni, con una stima di raggiungere un ebitda pro-forma di 1 miliardo di euro nel 2027.
Angela Zoppo su Mf

Raiway. Il governo italiano sta considerando di abbassare la quota dello Stato in Rai Way, permettendo alla Rai di scendere sotto il 30% di partecipazione nella società di infrastrutture di trasmissione del segnale televisivo; una decisione che potrebbe concretizzarsi tramite un Dpcm o emendamento. Rai ha già ottenuto il permesso di scendere sotto il 65% nel 2022 e ora ha incaricato l’advisor Lazard di valutare ulteriori scenari. Fra le opzioni si include anche una potenziale integrazione con Ei Towers, suggerita da alcuni fondi azionisti di Rai Way e sostenuta dall’AD Roberto Cecatto. Sebbene la Cassa depositi e prestiti (Cdp) sia interessata all’acquisizione di una quota, il piano degli azionisti pusha per un polo nazionale delle antenne TV garantendo alla Rai la maggioranza. La modalità esatta di riduzione della partecipazione statale non è ancora stata definitivamente stabilita.
Federico Rosa su Corriere della Sera

POLITICA & CRONACA DAL MONDO

Risponderemo. Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha rilasciato un’intervista in Italia evidenziando la posizione ferma di Israele di rispondere militarmente a qualunque attacco ricevuto, sia esso diretto dall’Iran o dalle milizie alleate. Katz sottolinea che il ritiro delle truppe da Gaza Sud non è un segnale di debolezza ma parte di operazioni mirate, con la possibilità di una futura incursione a Rafah. Israele si impegna a limitare le vittime civili nei conflitti, confortato da azioni punitive e preventive interne, nonostante le critiche internazionali circa le recenti vittime civili. Infine, Katz respinge l’ipotesi di uno stato palestinese nel breve termine, auspicando invece un negoziato diretto senza precondizioni e enfatizza l’errore dell’Occidente di sottovalutare la minaccia rappresentata dall’Iran e dall’islamismo radicale.
Su Repubblica

Attaccheremo Rafah. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu annuncia che l’esercito israeliano si prepara ad attaccare Rafah, con l’obiettivo dichiarato di sconfiggere Hamas e liberare gli ostaggi. Il clima è teso e gli alleati di destra incalzano Netanyahu per procedere con l’operazione, mentre gli Stati Uniti esprimono contrarietà, sottolineando i rischi per i civili nella densamente popolata area di Gaza. Il Cairo testimonia uno stallo nei negoziati, con Hamas e Israele distanti su punti chiave, come il rilascio di ostaggi e prigionieri. Israele dimostra di prepararsi all’eventualità di un conflitto acquistando 400 mila tende per l’evacuazione dei civili, mentre la regione è segnata da un aumento della tensione anche a causa delle minacce provenienti dall’Iran e dall’attività militare di Hezbollah contro Israele.
Nello del Gatto su Stampa

Tregua. Il Primo Ministro israeliano Netanyahu è sotto pressione dai membri oltranzisti del suo governo per continuare l’offensiva a Gaza, con una data fissata per un’incursione a Rafah, città confinante con l’Egitto. Gli Stati Uniti propongono una tregua di sei settimane in cambio della liberazione di 40 ostaggi, in un contesto di delicati negoziati su più fronti, incluso il rischio di rappresaglie iraniane. Israeliani e palestinesi tornati a Khan Younis trovano solo morte e distruzione, mentre la Divisione 98 si ritira dopo mesi di conflitto. I mediatori internazionali sperano in un cessate il fuoco durante la festa musulmana di Eid Al Fitr, nonostante le complessità legate al rilascio degli ostaggi e alle richieste dei negoziatori israeliani.
Davide Frattini su Corriere della Sera

Gaza. Il giornalista Sami al-Ajrami ripercorre i sentimenti di desolazione e distruzione a Khan Yunis, una volta città prospera della Striscia di Gaza, ora ridotta a una città fantasma dopo il ritiro dell’esercito israeliano. Gli ex residenti tornano tra le macerie per recuperare oggetti personali e affrontare il trauma delle perdite subìte. La città è priva di servizi essenziali come acqua, cibo e strutture pubbliche, rendendo impossibile pensare a un ritorno alla vita normale nel prossimo futuro. Tra le rovine, anche i bambini, come la dodicenne Dima, affrontano il dolore delle proprie perdite; mentre persone come Zakaria esprimono risentimento sia verso Israele che verso Hamas, ritenuti responsabili della devastazione subita. La situazione nel resto di Gaza rimane incerta e pericolosa, con continui bombardamenti e un futuro incerto, mentre i cittadini si chiedono cosa riservi il domani.
Sami Ajrami su Repubblica

Il piano di Trump. Donald Trump avrebbe un piano segreto per porre fine alla guerra in Ucraina, che consisterebbe nel costringere Kiev a cedere la Crimea e il Donbass a Mosca, una strategia che favorirebbe gli interessi del presidente russo Vladimir Putin. Questa proposta è stata riferita dal Washington Post, ma è stata smentita come “fake news” da Jason Miller, un consigliere di Trump. Tuttavia, l’ipotetica soluzione, che Trump ritiene potrebbe essere negoziata per salvare la faccia di entrambi i paesi, sta incontrando opposizione all’interno del partito repubblicano e costituirebbe una deviazione dalla politica di Joe Biden. Nel frattempo, l’Ucraina affronta gravi sfide sul fronte, segnalando la necessità di più soldati e risorse, mentre la Russia pianifica nuove offensive militari.
Guido Olimpio su Corriere della Sera

Repubblicani. La discussione sugli aiuti all’Ucraina da parte degli Stati Uniti è al centro di tensioni politiche nel Congresso, accentuate da una frangia pro-Putin dei repubblicani che ostacola l’approvazione del pacchetto da 60 miliardi di dollari proposto per sostenere Zelensky. L’attuale Speaker, Mike Johnson, si trova in una posizione difficile, con una maggioranza molto risicata, e rischia una mozione di sfiducia da parte della deputata trumpiana Marjorie Taylor Greene se dovesse passare il provvedimento con i voti dei democratici. La fronda repubblicana permeabile alla narrativa di Putin complica ulteriormente la situazione, con alcuni membri del partito che vedono la questione come un problema NATO e non riconoscono lo scontro come una lotta tra democrazia e autocrazia. Nel frattempo, le proposte di pace di Trump, che includerebbero la concessione di territori all’Ucraina, contrarie alla posizione di Biden, non fanno che aggiungere confusione e contrasto interno sul fronte repubblicano.
Alberto Simoni su Stampa

Droni sulla centrale. L’attacco con droni alla centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina ha risvegliato la paura di un incidente nucleare civile, aggravata dall’idea di combattere vicino o all’interno di tali impianti. La continua esposizione dell’opinione pubblica occidentale alle brutalità della guerra ha incrementato la soglia di ciò che è considerato tollerabile, quasi ignorando che la più grande centrale nucleare d’Europa è ancora in una zona di conflitto e controllata dai russi. Gli attacchi russi, come i bombardamenti su Kharkiv e le tattiche di “double tap”, dimostrano un’intensificazione delle ostilità, mentre Putin procede con la sua “crociata” contro l’Occidente piuttosto che cercare un termine alla guerra. Nonostante i sondaggi mostrino una riduzione dei russi a favore della pace, la propaganda e la repressione interna galvanizzano il sostegno alla guerra, che per alcuni russi si traduce in opportunità economiche. In quest’atmosfera, l’Occidente ha riconosciuto con tristezza l’impossibilità di vedere il conflitto solo come una disputa territoriale ai margini di un ex impero postcomunista.
Anna Zafesova su Stampa

Raid sulla centrale. La centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina è stata colpita da attacchi di droni che hanno provocato danni minori e riportato l’allarme nucleare. La Russia e l’Ucraina si accusano a vicenda degli attacchi, mentre l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) conferma l’assenza di fughe di materiale radioattivo. Il direttore generale dell’AIEA, Tommaso Grossi, ha etichettato l’incidente come serio e ha messo in guardia contro rischi futuri. Allo stesso tempo, le attività di propaganda di entrambi i paesi proseguono, rimpallandosi la colpa dell’evento. Nel contesto dell’attacco alla centrale nucleare, la città di Zaporizhzhia ha subito colpi missilistici che hanno causato vittime civili e secondo fonti ucraine, l’intelligence di Kiev ha attaccato la nave missilistica russa Serpukhov a Kaliningrad.
Lorenzo Cremonesi su Corriere della Sera

Bombe plananti. Il testo descrive l’intensificato utilizzo da parte delle forze aeree russe di bombe plananti, armi degli anni della Guerra Fredda modernizzate con ali staccabili e sistemi di navigazione satellitare. Queste armi, sfuggendo alle difese aeree ucraine, hanno giocato un ruolo significativo nella cattura di Avdiivka a febbraio e nel rafforzamento della posizione russa nel conflitto. I funzionari ucraini sottolineano la mancanza di contromisure efficaci contro queste bombe pesanti e distruttive. Nei mesi recenti, con un notevole aumento di attacchi aerei, l’Ucraina ha visto la distruzione di infrastrutture civili e l’intensificazione del conflitto aereo. Gli esperti e il governo ucraino richiamano la necessità di un rapido e maggiore supporto occidentale, compresi sistemi di difesa aerea avanzati e jet da combattimento, per contrastare la crescente minaccia rappresentata dalle bombe plananti russe e per influenzare l’esito della guerra.
Christopher Miller su Financial Times

Giappone. Durante la sua visita a Washington, il primo ministro giapponese Fumio Kishida è accolto calorosamente dall’amministrazione Biden, nonostante la sua impopolarità in patria, per la sua volontà di contrastare il dominio autoritario della Cina sull’Indo-Pacifico. Il Giappone, sotto la guida di Kishida, ha introdotto cambiamenti significativi nella propria politica di sicurezza da dopo la seconda guerra mondiale, che comprendono un aumento della spesa per la difesa al 2% del PIL entro il 2027, la vendita di armi all’estero e il rafforzamento delle alleanze con altri alleati americani come la Corea del Sud. L’invasione russa dell’Ucraina ha accelerato il cambiamento nel pensiero geopolitico giapponese, spingendo Kishida a implementare riforme precedentemente sostenute dall’ex primo ministro Shinzo Abe e a considerare la situazione in Ucraina come un possibile preludio per l’Asia orientale. In risposta alla crescente minaccia percepita dalla Cina e dalla Corea del Nord, il Giappone sta cercando di avvicinarsi agli Stati Uniti, aumentando la cooperazione militare e rassicurando la popolazione che è favorevole all’alleanza USA-Giappone, nonostante le preoccupazioni per l’imprevedibilità futura della politica estera americana.
Gideon Rachman su Financial Times

Ruanda. Dopo il genocidio del 1994, il Ruanda ha subito una notevole trasformazione: oggi Kigali vanta infrastrutture moderne, una scena tecnologica in piena espansione e attrazioni turistiche. Tuttavia, i progressi raggiunti sotto il governo del presidente Paul Kagame hanno un prezzo pesante: la repressione politica, la soppressione della libertà di parola e le accuse di continuo favoritismo etnico. I critici sostengono che i Tutsi dominano le posizioni di alto livello, mentre gli Hutu sono in gran parte esclusi dal potere vero e proprio, suggerendo che persistono tensioni etniche di fondo. Nonostante l’attenzione internazionale sulle tattiche autocratiche di Kagame, dovuta a un misto di senso di colpa e interesse strategico, crescono le preoccupazioni sulla sostenibilità della pace e della vera riconciliazione in Ruanda.
Declan Walsh su New York Times International Edition

POLITICA & CRONACA DALL’ITALIA

Il piano radicale di Meloni. La prima ministra italiana Giorgia Meloni punta a riformare la costituzione per superare instabilità governative e potenziare la figura del Primo Ministro eletto direttamente dai cittadini. Le modifiche proposte sono destinate a ridurre il potere del presidente e del parlamento e ad aumentare la durata dei mandati, ma le opposizioni temono una concentrazione di potere che minacci i meccanismi democratici. L’idea di riforma di Meloni, benché appoggiata dal governo e in discussione al Senato, dovrà affrontare la resistenza politica e popolare, richiedendo il sostegno sia del parlamento che, possibilmente, di un referendum nazionale. L’iniziativa è vista come una potenziale eredità politica di Meloni, ma il successo della proposta nella stabilizzazione del governo italiano rimane oggetto di dibattito. La discussione è particolarmente accesa attorno al ruolo del presidente, tradizionalmente attivo nel guidare il paese nei periodi di crisi, che verrebbe limitato con la nuova riforma.
Amy Kazmin su Financial Times

Abuso di ufficio. La riforma sull’abuso d’ufficio, parte del disegno di legge Nordio, dopo essere stata approvata dal Consiglio dei ministri dieci mesi fa, si trova attualmente bloccata, con il rischio di uno slittamento oltre l’estate. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è ottimista riguardo un’imminente approvazione, ma il parlamento procede senza vie preferenziali, seguendo l’iter normale, il che potrebbe portare a un’approvazione post elezioni europee. Forza Italia si impegna a non postponere ulteriormente, Forza Italia promette un’approvazione prima delle elezioni europee, mentre Azione esprime preoccupazioni e prevede tensioni interne alla maggioranza se ci sarà un ritardo. Alcuni si preoccupano che lo scontro con la magistratura possa influenzare la campagna elettorale, mentre le associazioni degli avvocati temono che l’opposizione della magistratura rallenti la riforma, compresa quella sulla separazione delle carriere giudicanti e inquirenti.
Francesco Olivo su Stampa

Par condicio. Alla vigilia del voto in commissione di Vigilanza Rai sul regolamento delle prossime elezioni europee, c’è una divisione tra maggioranza e opposizione. Forza Italia si allontana da Lega e Fratelli d’Italia nel sostenere alcuni emendamenti che mirano a modificare le regole della par condicio. Le opposizioni si uniscono contro quello che considerano un tentativo di censura da parte della maggioranza. Gli emendamenti controversi cercano di assicurare una presenza equilibrata tra i partiti nelle trasmissioni e di escludere dal vincolo della par condicio i rappresentanti istituzionali quando intervengono su tematiche legate alle proprie funzioni. La maggioranza sostiene l’esigenza di garantire notizie imparziali, mentre le opposizioni vedono nel pacchetto di modifiche un rischio per il pluralismo dell’informazione.
Su Corriere della Sera

Schlein. Il Partito Democratico italiano è in piena preparazione per le imminenti elezioni Europee, con tensioni crescenti e ambizioni contrastanti tra i possibili candidati. Nicola Zingaretti, ex segretario del PD, sta spingendo per assicurarsi un posto da parlamentare europeo nonostante le divisioni all’interno del partito e la necessità di rinnovamento espresso da figure come Giuseppe Conte. La segretaria del partito, Elly Schlein, si trova sotto pressione mentre valuta le candidature, bilanciando richieste interne e la sfida imposta da Conte di cambiare il volto del partito. La competizione per le liste europee è vivace con diversi nomi in lizza, includendo i giornalisti Marco Tarquinio e Lucia Annunziata, il cui inserimento nelle liste sta generando dinamiche complesse e potenziali conflitti. Le votazioni saranno le prime elezioni nazionali dal 2022 e vedranno l’Italia eleggere 76 eurodeputati all’interno di un Parlamento UE cresciuto a 720 membri.
Fabrizio Roncone su Corriere della Sera

Partiti liquidi. Pier Luigi Bersani, ex segretario Pd, incontrando gli studenti a Pisa, esorta alla ribellione contro la deriva autoritaria che paragona all’Ungheria, dove il governo limita la magistratura e i media. Ricorda l’episodio del 23 febbraio, quando la polizia attaccò studenti, contrapponendolo alla memoria di Giacomo Matteotti, simbolo di resistenza al fascismo. Critica le politiche repressive, i condoni fiscali e l’assalto a principi di legalità, enfatizzando la necessità di difendere l’indipendenza dell’informazione e la libertà di stampa. Bersani mette in guardia contro la liquefazione dei partiti e delle loro pratiche selezionative, sostenendo la formazione di un partito solido per opporsi al personalismo. Infine, invita a coltivare un senso di responsabilità collettiva e la passione politica, enfatizzando il ruolo della politica nel contenere l’aggressività umana e promuovere l’emancipazione e l’uguaglianza sociale.
Annalisa Cuzzocrea su Stampa

Bari si e Torino no. Il Viminale, guidato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mostra un approccio diversificato riguardo le infiltrazioni mafiose a Bari e Torino. Mentre per Bari è previsto lo scioglimento del Comune a seguito di arresti e indicazioni di infiltrazioni mafiose, a Torino non si prevede l’invio di una commissione nonostante l’inchiesta “Echidna” abbia rilevato infiltrazioni della ‘ndrangheta nei cantieri autostradali e delle opere pubbliche. In particolare, sono emersi legami con Roberto Fantini, ex dirigente di società autostradali con storici legami con enti pubblici torinesi, ora sotto indagine. La discrepanza nell’attenzione del Viminale è notata soprattutto per il mancato scioglimento del Comune di Torino, considerata una materia di interesse regionale piemontese, piuttosto che comunale. Questo atteggiamento ha suscitato speculazioni su una possibile discriminazione politica, dato che a Torino attualmente non sono previste elezioni, al contrario di Bari.
Vincenzo Bisbiglia su Il Fatto Quotidiano

Il rettore sta con i ragazzi. Il senato accademico della Scuola Normale di Pisa ha sollevato dubbi etici sugli accordi di ricerca con le università israeliane per il potenziale utilizzo militare (dual use), provocando un ampio dibattito. Il direttore Luigi Ambrosio difende la mozione, invitando a una riflessione sulle implicazioni etiche della ricerca e sottolineando la legittimità delle proteste studentesche come parte integrante della democrazia. La posizione dell’ateneo ha generato critiche, comprese quelle espresse dall’Associazione “Amici della Normale” e dal console onorario di Israele, ma Ambrosio sostiene la necessità di un dibattito critico e pacifico. Il contesto bellico attuale e la sensibilità crescente su questi temi hanno richiamato l’attenzione sulla militarizzazione degli atenei, argomento al quale la Conferenza dei rettori (Crui) sta preparando un documento. Ambrosio, inoltre, rifiuta il collegamento tra tolleranza verso le proteste e terrorismo, proponendo una distinzione caso per caso e condannando gli atti di intimidazione.
Leonardo Paco su Stampa

Corteo. Il giorno delle celebrazioni per i 75 anni della NATO a Napoli, circa 300 manifestanti anti-NATO hanno marciato attraverso le vie centrali della città, deviando non autorizzatamente verso via Toledo. Avendo ricevuto l’autorizzazione per terminare a piazza Municipio, i dimostranti si sono invece avvicinati al Teatro San Carlo, dove si teneva un concerto celebrativo, incontrando un doppio cordone di forze dell’ordine che bloccava il cammino. Dopo una breve tensione e alcuni tentativi dei manifestanti di forzare il passaggio, è seguita una carica da parte della polizia, definita “leggera” nonostante l’uso di scudi e manganelli, che ha rapidamente disperso il corteo. La manifestazione è proseguita senza ulteriori scontri e si è conclusa con un presidio durato ancora mezz’ora; otto manifestanti sono risultati feriti.
Fulvio Bufi su Corriere della Sera

Il Papa dice no. Il Vaticano, con il documento “Dignitas infinita” approvato da papa Francesco, prende una posizione forte contro la maternità surrogata e la teoria del gender, considerandole gravi minacce alla dignità umana. Il testo ribadisce la condanna di pratiche come l’aborto e l’eutanasia, elencandole tra le violazioni della dignità. Tuttavia, il Vaticano si esprime contro la discriminazione degli omosessuali e condanna la persecuzione basata sull’orientamento sessuale, affermando la dignità intrinseca di ogni individuo. La Dichiarazione, che è il risultato di cinque anni di lavoro, enfatizza anche l’importanza di temi sociali quali povertà, guerra e violenza contro le donne, integrando aspetti cari sia ai conservatori che ai progressisti.
Gian Guido Vecchi su Corriere della Sera

Il peccato non sia reato. Emma Bonino rispetta le posizioni della Chiesa ma, in qualità di politica e laica, difende la necessità di separare il peccato dal reato in una società libera e democratica, opponendosi all’equivalenza tra peccato e reato proposta nel documento Vaticano “Dignitas Infinita”. Bonino difende l’importanza della legge sull’aborto per combattere l’aborto clandestino e condivide la necessità di difendere i diritti dei migranti, criticando la destra per selettività ideologica. Sulla maternità surrogata, Bonino sostiene la regolamentazione piuttosto che il divieto universale, e si esprime a favore della difesa dei diritti degli omosessuali e dell’assistenza alle persone che desiderano cambiare sesso. In merito all’eutanasia, Bonino sostiene una legge di autodeterminazione sulla fine della vita, fatta con l’appoggio dell’Associazione Coscioni, nonostante il suo scetticismo circa l’approvazione imminente di tale legge in Italia, sottolineando che la società è più progressiva delle sue leggi attuali.
Alessandra Arachi su Corriere della Sera

COMMENTI E CONTRIBUTI

Italia batte Germania. L’industria manifatturiera italiana ha superato le aspettative sfatando il mito di una produttività e competitività inferiore rispetto alla Germania grazie a riforme e flessibilità del modello produttivo nazionale. Le esportazioni italiane sono cresciute più di qualsiasi altro Paese G7 dal 2014 al 2023, con un aumento del 48%, superando notevolmente Francia, Germania, Giappone e Regno Unito. Escludendo il settore del trasporto, l’Italia si posiziona al quarto posto nell’export mondiale, avvantaggiandosi di una varietà di prodotti esportati e di filiere distrettuali flessibili. Analizzando la produttività manifatturiera al netto delle piccole imprese, l’Italia sorpassa anche la Germania soprattutto nelle imprese di dimensioni medie, e ha visto una crescita del valore aggiunto per occupato dal 2015 al 2023 più elevata della Germania, con incrementi nella produzione e nell’occupazione. In conclusione, l’industria manifatturiera italiana si sta rivelando un modello sempre più vincente a livello globale, nonostante una generale stagnazione della produttività aggregata causata dal settore dei servizi.
Marco Fortis su Sole 24 Ore

Politica industriale. Adriana Cerretelli critica l’assenza di una politica industriale efficace in Europa, evidenziando come l’Unione Europea sia dipendente dall’energia russa e dai prodotti tecnologici della Cina, nonostante il desiderio di autonomia. Sottolinea che l’Europa è in ritardo nella crescita economica rispetto agli Stati Uniti, che attirano capitali e start-up europee. Inoltre, evidenzia la necessità di un’azione coordinata contro la concorrenza di Stati Uniti e Cina, mentre le proposte del ministro Le Maire sulla preferenza per prodotti europei incontrano resistenze, come quella del tedesco Habeck. La mancanza di un investimento massiccio in Europa, dovuta a crescita lenta e rigide regolamentazioni finanziarie, insieme alle tensioni interne, come l’elezione in Slovacchia di un presidente filo-putiniano, pone ostacoli a una politica industriale europea efficace.
Adriana Cerretelli su Sole 24 Ore

Le scelte da fare a Bruxelles. Le elezioni europee sono spesso interpretate nei Paesi membri come un referendum sui rispettivi governi nazionali, ma le attuali sfide su scala europea, come la guerra in Ucraina e le risposte alla crisi energetica e climatica, richiedono discussione e risoluzione su un piano sovranazionale. In Italia, questioni come la legittimità dei leader e le politiche interne hanno in passato eclissato temi di rilevanza europea. Tuttavia, ora i cittadini esigono dai loro politici posizioni chiare su questioni cruciali, come il sostegno all’Ucraina, e i partiti devono rispondere a interrogativi sul futuro militare e diplomatico dell’Europa. Con la pandemia e la crisi energetica che hanno rinnovato l’interesse verso un approccio europeo unitario, gli europeisti vedono un’opportunità storica di rilanciare il progetto europeo, potendo decidere in modo autonomo su tematiche quali il Green Deal e le relazioni con USA e Cina, indipendentemente dalle dinamiche interne.
Giuseppe Sarcina su Corriere della Sera

Annunci e realtà. La strategia annunciata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, incentrata sulla massima pressione militare per liberare gli ostaggi detenuti a Gaza, sembra incontrare delle difficoltà pratiche. Nonostante la dichiarazione di un’operazione di terra riuscita a novembre, che ha portato alla liberazione di oltre 100 ostaggi, ne mancano ancora 133, di cui 34 dichiarati morti. Inaspettatamente, le truppe israeliane si sono ritirate da una zona chiave di Gaza, lasciando aperti interrogativi sul loro reale obiettivo, mentre i negoziati tra le due parti si svolgono al Cairo. La capacità militare di Hamas resta intatta e i leader chiave non sono stati neutralizzati, mettendo in luce la lontananza dell’obiettivo di una “vittoria totale”, considerata irrealizzabile da molti osservatori.
Roberto Bongiorni su Sole 24 Ore

Venti anni passati invano. La politica italiana rimane intrappolata nel passato, senza mostrare cambiamenti sostanziali nonostante il passare del tempo, evidenziato dalla mancanza di novità nei partiti sia a sinistra che a destra. Il Partito Democratico (Pd) continua a dibattere internamente su correnti e questioni morali, mentre la destra si concentra su temi come i condoni e la tassa di successione, rifacendo eco al periodo di Berlusconi. Nonostante le sfide contemporanee come le trasformazioni economiche e le disuguaglianze, i partiti sembrano incapaci di adattarsi e innovare, rimanendo attaccati a vecchie promesse. L’unica novità è la presenza di due donne in ruoli di comando, ma anche in questo contesto la politica sembra prigioniera di dinamiche obsolete, concentrata sul raccolto di voti più che sulla selezione etica e qualificata dei candidati.
Lina Palmerini su Sole 24 Ore

Egoismi. L’articolo discute lo scenario politico italiano rispetto alle prossime elezioni Europee, sottolineando come l’introduzione del sistema proporzionale stia accentuando gli egoismi e le tensioni sia tra i partiti sia all’interno degli stessi schieramenti. Il confronto tra Elly Schlein del Pd e Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle è esemplificativo dei conflitti interni, con il M5S che punta a erodere i voti del Pd enfatizzando le questioni di clientelismo e giustizia. Parimenti, nel centrodestra si riscontrano frizioni per la scelta dei candidati, riflettendo dinamiche simili a quelle nelle opposizioni. Matteo Salvini, della Lega, sembra mantenere le distanze dal governo sugli argomenti chiave come l’autonomia regionale e la par condicio per le Europee. Il clima generale è di crescente individualismo politico, con ogni partito che cerca di massimizzare i propri voti a spese dell’unità di coalizione o alleanza.
Massimo Franco su Corriere della Sera

La geopolitica secondo Salvini. Stefano Folli scrive che Matteo Salvini sta cercando di distinguersi in politica estera, mostrando sostegno aperto per Donald Trump e cercando di formare un’alleanza con l’estrema destra europea. Folli critica la superficialità e la mancanza di competenza geopolitica di Salvini, come dimostrato dal suo passato sostegno a Putin e da un incidente diplomatico in Polonia. Il giornalista sottolinea che Salvini, a capo di un partito non dominante in Italia, non ha molto da offrire a Trump e sottovaluta la complessità delle relazioni internazionali. Infine, Folli evidenzia una certa incomprensione della storia americana da parte di Salvini, che potrebbe condurlo a plaudire all’isolazionismo di Trump, posizione che inquieta molti europei.
Stefano Folli su Repubblica

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