Super Tuesday con sorpresa. Pienone di voti per Biden e Trump che perdono peró Samoa e Vermont

Un Super Tuesday che sembrava procedere liscio come l’olio per Joe Biden e Donald Trump, con un pienone di voti quasi ovunque. Poi due amare sconfitte a sorpresa per entrambi proprio sul finale. Per presidente in carica nel territorio delle Samoan battuto ai caucus da uno sconosciuto candidato locale, l’imprenditore Jason Palmer. E per l’ex presidente in Vermont, dove la vittoria è andata alla sua collega repubblica Nikki Haley. La nomination di nessuno dei due candidati a questo punto si puó quindi considerare blindata in vista delle convention di luglio che si terranno per Trump a Milwaukee e per Biden a Chicago in luglio. Tutto ció non altera il giudizio politico. I repubblicani sono a quota 1215 e i democratici a quota 1968.

Felici comunque per come sono andate le cose  Donald Trump. “Lo chiamano Super Tuesday per un motivo, è stata una serata formidabile ho fatto ció che nessuno avevo fatto prima nella storia”, ha detto, aggiungendo che “il  partito repubblicano sarà presto riunito”. Parole alle quali ha subito reagito la  Haley che in una nota ha sottolineato che  “l’unità non si raggiunge dicendo semplicemente ‘siamo uniti”, ricordando  che c’é “un  ampio gruppo di elettori repubblicani profondamente preoccupati da Trump”.

Anche Biden ha avvertito che “un secondo mandato presidenziale di Trump, che è mosso dalla rancore e dall’inganno, concentrato sulla vendetta e la ritorsione, e non sul popolo americano, significherebbe un ritorno al caos, alla divisione e all’oscurità”.  “Quattro anni fa, mi sono candidato a causa della minaccia esistenziale che Donald Trump rappresentava per l’America in cui tutti crediamo”, ha dichiarato in un comunicato, rimarcando gli obiettivi raggiunti dalla sua amministrazione.

Ma nel “Super Martedì” ci sono state anche altre importanti contese elettorali. In North Carolina, nelle primarie per la carica di governatore, si sono imposti il vice governatore repubblicano Mark Robinson e il procuratore generale democratico Josh Stein, che adesso dovranno allenarsi per lo duello finale di novembre.

La California é andata al voto non solo per la selezione dei candidati presidenziali, ma anche per il seggio al senato, lasciato vuoto dalla democratica  Dianne Feinstein, scomparsa lo scorso anno. Mentre a Los Angeles era in ballo la poltrona di procuratore generale.

 

 

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