Covid-19: Kerry Kennedy, gli italiani un esempio da seguire

di Anne Sophie Cnapelynck

Milano – Come procede il lavoro della RFK Human Rights Italia? Prossime iniziative? “Con il nuovo Presidente Stefano Lucchini, stiamo facendo davvero tanto. Forniamo aiuto, alloggi e servizi ai bisognosi. La nostra sede di Firenze è stata usata per ospitare medici e infermieri. Prossimamente lavoreremo a Roma, per aiutare a testare bambini, famiglie e infermieri e supportare la ricerca contro il coronavirus. A Milano collaboreremo con le ONG per aiutare i bisognosi. La collaborazione tra donatori americani e italiani è stata e sarà fondamentale”. In un’intervista ad “Amica”, firmata da Antonella Catena, Kerry Kennedy, la figlia di Robert Kennedy e Presidente del Robert F. Kennedy Centre for Human Rights, ha sintetizzato le attività svolte in Italia dal centro dedicato al padre in questi mesi di pandemia.

Attività che, come la scrittrice e attivista dei diritti umani ha sottolineato, testimoniano l’ottima relazione tra Stati Uniti ed Italia. “Le nostre iniziative – ha detto Kennedy – coinvolgono donatori americani che da tempo lavorano con i nostri partner internazionali. Penso a Donato Tramuto, fondatore di Health e Villages e membro del board della RFK. E a Douglas Hickey, Commissario Generale dell’EXPO di Milano. E altri, americani preoccupati dell’impatto del coronavirus in Italia. RFK Italia è il nostro più antico partner internazionale, e gli italoamericani sono il quarto gruppo etnico negli USA. Le mie figlie Cara, Mariah e Michaela la considerano una seconda patria, per quella nonna paterna Matilda Cuomo arrivata dalla Sicilia e nonno Mario che veniva dalla provincia di Napoli. Per quanto mi riguarda – ha continuato la Presidente di RFK – ero in Lombardia a gennaio, quando tutti iniziammo a sentire del virus che allora era ancora lontano, a Wuhan. Gli italiani nelle settimane successive sono stati un esempio: il governo, i privati e i singoli cittadini si sono uniti per garantire chi era in prima linea. La nostra vita è cambiata, ma lo spirito del popolo italiano è diventato un esempio nel mondo. Un esempio importantissimo, quando il coronavirus è arrivato a New York e si è diffuso negli USA”.

RFK Italia ha raccolto da subito circa 500mila euro, unendo appunto gli sforzi e la generosità di donatori americani e italiani. Tra le prime donazioni fatte un’ambulanza per la città di Firenze attrezzata per trattare i pazienti Covid. Ambulanza dedicata alla nipote Maeve Kennedy e a suo figlio Gideon, scomparsi in un tragico incidente il 2 aprile scorso. Su questo tema Antonella Catena ha rivolto una domanda personale a Kerry Kennedy.

L’ambulanza è dedicata a sua nipote Maeve e a suo figlio Gideon. Può svelarci un aneddoto su di loro?

Mia sorella Kathleen, sua madre, dopo la loro scomparsa ha scritto una lettera. Lascio la parola a lei. “Molto è stato scritto su Maeve. La sua adesione ai Peace Corps, la scalata del Kilimangiaro, l’autostop nel Sud-Est asiatico con il ragazzo di cui si era appena innamorata, la lotta all’Aids. Aveva molti doni, ma quello che ricorderò per sempre è il suo entusiasmo per gli altri. In una delle sue email parlava dell’importanza dei vaccini e l’entusiasmo per le sue sorelle e le loro conquiste. Era questo Maeve, che mi è stata accanto quando è morta mia nipote Saoirse: mi ha dato conforto e amore. E suo figlio Gideon era così unico. Tra tutti gli infiniti nipoti e cugini era quello per cui davvero, chiunque entrasse nel soggiorno della nonna, era subito un amico meraviglioso… Si avvicinava a tutti come se il mondo fosse davvero un posto di persone di cui fidarsi, da abbracciare. Era pieno di meraviglia e divertimento. Ed era un bambino che sapeva di essere amato…”.

(Associated Medias)