Covid, il Consiglio dei Ministri emana un nuovo decreto in vigore dal 7 Aprile

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di Carlo Longo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le nuove misure per il contenimento del contagio da Covid-19, saranno in vigore dal 7 Aprile e lo resteranno fino alla fine del mese. Il provvedimento prevede una stretta su tutto il territorio nazionale, nel testo è previsto uno stop alla zona gialla anche se si è raggiunta all’interno del Cdm una mediazione secondo cui dopo Pasqua, tenuto conto  dell’andamento dell’epidemia e dell’ implementazione decdm-emana-nuovo-decreto-in-vigore-7-aprilel piano vaccinale, il governo valuterà la riapertura di quelle attività che possono ripartire in sicurezza, senza aspettare la scadenza del decreto a fine aprile.

In linea di principio, dunque, fino al 30 Aprile tutta l’Italia sarà zona rossa o arancione. Il governo si riserva, però, la possibilità di aggiornare queste misure nelle prossime settimane, con una nuova deliberazione del Cdm, senza quindi un nuovo decreto, ma solo se i dati dei contagi e l’avanzamento del piano vaccinale lo consentiranno.  Il centrodestra, e la Lega in particolare, avevano chiesto – durante il Cdm- l’introduzione di un meccanismo automatico che permettesse il passaggio in fascia gialla, e quindi la riapertura di bar e ristoranti a pranzo, con i dati in miglioramento. Per Salvini si tratta di: “una scelta politica e non scientifica. Io mi aspetto che il Consiglio dei ministri prenda una scelta in base ai dati scientifici, come ha detto il presidente Draghi”. Il Carroccio si dice, quindi, intenzionato a chiedere, settimana per settimana, al governo una deroga per tutti i territori con numeri da zona gialla.

Secondo il nuovo decreto, comunque, le misure dettate per la zona rossa si applicano automaticamente nelle regioni in cui l’incidenza cumulativa dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti, sulla base dei dati validati dell’ultimo monitoraggio settimanale disponibile.

Una novità importante riguarda la scuola, in tutta Italia i bambini fino alla prima media torneranno tra i banchi di scuola. “Lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, cioè la prima media. La misura non puo’ essere derogata da provvedimenti dei presidenti delle Regioni”, si legge all’interno del decreto.

Mentre per le zone arancioni e gialle i bambini a tornare in presenza saranno anche quelli della seconda e terza media, per i licei saranno messe in moto forme di didattica ibrida con una didattica in presenza per almeno il 50% degli studenti, fino ad un massimo del 75%.

Nelle zone rosse non sarà possibile andare a far visita a parenti e amici, cosa invece consentita nelle altre zone con il limite di una sola volta al giorno e per un massimo di due persone all’interno del comune di residenza.

Nel decreto è stato, poi, introdotto lo scudo penale per medici, infermieri e chiunque somministri i vaccini anti-covid. Lo scudo penale determina la non punibilità e riconosce, quindi, non responsabili i somministratori dei vaccini per eventuali reati di omicidio o lesioni personali colpose “quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorita’ e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del ministero della Salute relative alle attività di vaccinazione”.

Nel testo è stato inserito l’obbligo di vaccinazione anti Covid per medici e personale sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali. La vaccinazione non è obbligatoria e può essere omessa o differita, si legge nella bozza, “solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestato dal medico di medicina generale”.