Europee, Schlein rinuncia a mettere il suo nome nel simbolo: “Scelta troppo divisiva”

Per quanto riguarda il centrodestra Antonio Tajani ha confermato la sua candidatura per il Parlamento Europeo, mentre Matteo Salvini ha scelto di non presentarsi come candidato per un seggio a Strasburgo. Tuttavia, rimane ancora da scoprire se Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, deciderà di correre alle elezioni del 8 e 9 giugno

ELLY SCHLEIN SEGRETARIA DEL PD

Il Partito Democratico ha deciso di presentarsi alle elezioni europee di giugno senza includere il nome della sua segretaria, Elly Schlein, nel simbolo ufficiale del partito. La decisione è stata annunciata direttamente da Schlein durante una diretta sul suo canale Instagram nel primo pomeriggio di lunedì, poco prima della scadenza per il deposito ufficiale dei simboli elettorali al Ministero dell’Interno.

Schlein ha rinunciato a questa proposta, che aveva sostenuto con convinzione nei giorni precedenti, per evitare possibili tensioni interne al partito. Ha spiegato che la proposta era stata percepita come divisiva anziché unificante durante il dibattito interno.

La discussione sull’inclusione del nome di Schlein nel simbolo del partito era emersa improvvisamente, senza un adeguato preavviso ai membri chiave del partito. Anche se la proposta era stata presentata dal principale consigliere politico di Schlein, Igor Taruffi, durante colloqui informali, ha suscitato perplessità e scetticismo tra i dirigenti del PD.

Le correnti di sinistra del partito si sono opposte all’idea, considerandola un tentativo di promuovere una leadership personalistica in contrasto con i valori del PD. Anche figure moderate come Dario Franceschini hanno espresso contrarietà all’iniziativa.

L’inserimento del nome del leader nel simbolo del partito è una pratica comune a destra, ma è considerata un tabù dalla sinistra, incluso il PD. L’ultima volta che ciò è avvenuto è stato nel 2008, con Walter Veltroni, e da allora non è stata più considerata seriamente.

Schlein aveva valutato questa possibilità per enfatizzare la sua leadership e per contrastare Giorgia Meloni, che aveva incluso il suo nome nel simbolo di Fratelli d’Italia in vista delle stesse elezioni europee.

Tuttavia, alla luce delle polemiche e delle tensioni interne al partito, Schlein ha deciso di accantonare l’idea e presentare il PD senza il suo nome nel simbolo, cercando di preservare l’unità e la coesione all’interno del partito in vista delle elezioni imminenti.

Il centrodestra, invece, si trova di fronte a un’ultima incognita in vista delle elezioni europee.

Antonio Tajani ha confermato la sua candidatura per il Parlamento Europeo, mentre Matteo Salvini ha scelto di non presentarsi come candidato per un seggio a Strasburgo. Tuttavia, rimane ancora da scoprire se Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, deciderà di correre alle elezioni del 8 e 9 giugno.

La svolta potrebbe avvenire il 26 aprile, durante la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a Pescara. Questo evento potrebbe essere il momento ideale per annunciare i capilista e i candidati per le diverse circoscrizioni elettorali, nonché per chiarire se la leader del partito sarà candidata o meno. La conferenza attirerà sicuramente l’attenzione mediatica e sarà un’occasione significativa per prendere una decisione sul futuro coinvolgimento di Meloni nelle elezioni europee.

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