Leadership Forza Italia: Giovanni Toti, “Berlusconi non vuole alcun delfino”

di Ennio Bassi

Giovanni Malagò delfino di Silvio Berlusconi? Dopo le tante smentite arriva anche il commento di Giovanni Toti, un esperto della materia visto che, dopo l’Angelino Alfano bruciato perchè privo di “quid”, è stato a lungo considerato il giovane scelto dal Cavaliere per la sua successione. “Quando l’indicazione di delfini si sussegue a ritmo di due l’anno, è evidente che non si vuole nessun delfino – ha commentato con  Adnkronos il presidente della Liguria. Il delfinato piace moltissimo ai giornalisti e talvolta qualche leader politico vagheggia di poter avere un delfino scelto da lui. Ma in democrazia le successioni non avvengono mai per delfinato. Io mi sono auto retrocesso ad acciuga chiedendo le primarie. Credo che il centrodestra debba riorganizzarsi sulla base del consenso, non su investiture più o meno improbabili”.

“Come tutti quelli che non vogliono un erede, non lo vogliono né per investitura né per scelta dal basso. Io – prosegue il governatore della Liguria- a Forza Italia avevo proposto un percorso, che era quello di scegliere la classe dirigente con primarie che coinvolgessero società civile, liste civiche, comitati, con il confronto di idee. Mi sembrava il percorso più logico per avviare il futuro di un partito, come il gollismo in francia e il popolarismo tedesco”.

Ma come si spiaggia il delfino? E’ Berlusconi che cambia idea o il prescelto che si tira indietro? “Quando ho accettato di fare il coordinatore di Forza Italia due anni fa -risponde Toti ad AdnKronos – avevo io stesso detto che l’avrei fatto solo per realizzare le primarie. E per prima cosa destituii tutti i coordinatori regionali. Se fossi rimasto lì buono insieme a Mara Carfagna -aggiunge il fondatore di Coraggio Italia- sarei probabilmente ancora al mio posto. Ma se vogliamo passare dalla corte del fondatore alla legittimazione popolare bisogna cambiare le regole”.

“Poi ci sono i ‘delfini a loro insaputa’. Credo che Malagò – spiega Toti – non si aspettasse più di un buon pesce al forno e si è ritrovato in un dibattito agostano, se conosco tutti i personaggi della vicenda. Che sta diventando una farsa”.

Chi sarà il prossimo delfino? “Non lo so, si oscilla tra un delfinato interno e l’imperatore straniero, cioè Matteo Salvini”. E La federazione Lega-Forza Italia? “Ero per il partito unico quando tutti ridevano, mi ritengo un delfino sfortunato – risponde Toti- arrivo sempre o in anticipo o in ritardo. La federazione mi sembra un percorso non difficile e poco ambizioso, non cambia granché. E comunque non si decide a una cena in due, ma facendo un grande movimento costituente, in cui si dice: sciogliamo la lega, Forza Italia, Coraggio Italia, l’Udc e chi vuole starci e si sceglie una nuova classe dirigente.

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