Jacques Delors, l’ex presidente della Commissione europea e rinomato economista francese, muore a 98 anni. Molti ritengono abbia svolto a Bruxelles il ruolo di architetto dell’attuale struttura dell’Europa contemporanea
di Carlo Longo

Delors fu inoltre la mente dietro il programma Erasmus, idea nata ancora prima del suo mandato come presidente della Commissione Europea. Riuscì a convincere, anche i più scettici come la Thatcher, della necessità e validità di questo progetto.
Anche durante i tempi recenti di pandemia, Delors non ha cessato di esortare i leader dell’Unione Europea a dimostrare più solidarietà. Attraverso i suoi think tank, tra cui “Club temoin” e “Notre Europe”, ha sempre sostenuto un potenziamento del federalismo europeo, auspicando un’Europa più coraggiosa di fronte alle sfide della Brexit e delle minacce populiste.
Nota anche la sua decisione sorprendente nel 1995 di non candidarsi alle elezioni presidenziali, lasciando sgomenta i suoi sostenitori durante un annuncio in diretta televisiva seguita da 13 milioni di persone.
Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in memoria di Delors, ha sottolineato che con la sua morte “l’Europa tutta perde uno dei principali artefici degli storici progressi” fatti nel tempo. La sua passione e razionalità nel promuovere progetti che potessero unire e far progredire la costruzione comunitaria, lo rendono un modello di europeismo sensibile a valori essenziali, come la solidarietà.
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