Simona Andrioletti è la vincitrice del Talent Prize 2022. Ecco i finalisti e i Premi Speciali della XVesima edizione

Sono stati proclamati i vincitori del Talent Prize 2022 che il 19 novembre saranno in mostra al Museo delle Mura

Si è svolta il 14 settembre al Goethe-Institut di Roma la conferenza stampa della XVesima edizione del Talent Prize 2022, il concorso ideato da Guido Talarico, editore e direttore di Inside Art, promosso da Inside Art e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, di cui il prof. avv. Emmanuele F.M. Emanuele è il Presidente. Il primo premio è stato conferito all’artista Simona Andrioletti, che si aggiudica un riconoscimento dal valore di 10 mila euro (5mila in denaro e 5mila in promozione).

La conferenza stampa è stata inaugurata dai saluti del Direttore del Goethe-Institut, Joachim Bernauer, che ha dichiarato: “Il Talent Prize è un importante osservatorio della giovane scena artistica internazionale, una magnifica opportunità per artisti, curatori, galleristi e operatori culturali di conoscere e farsi conoscere. Un potente serbatoio di nuovi contenuti, energie e provocazioni di cui oggi più che mai abbiamo bisogno”.

Durante la serata, moderata da Fabrizia Carabelli, Managing Editor di Inside Art e in presenza del presidente della giuria, Guido Talarico e insieme ad alcuni dei giurati, Gianluca Marziani e Costantino D’Orazio, è stato presentato il libro Talent Prize. 100 nomi da ricordare, il volume che raccoglie una selezione dei migliori artisti che negli ultimi 15 anni hanno preso parte al concorso e che oggi offrono, grazie alla qualità del loro lavoro, una visione allargata del panorama artistico contemporaneo. Il volume è concepito come un catalogo vero e proprio che ripercorre le tappe più significative del concorso e fornisce una panoramica sugli artisti che più si sono distinti negli ultimi anni attraverso i loro lavori e la loro ricerca. Dopo la prima edizione del 2008, vinta da Rä di Martino, il Talent Prize è cresciuto fino a contare oltre 10mila iscritti ed è stato un utile trampolino di lancio per tanti artisti italiani e internazionali.

Dopo la presentazione del libro, sono stati proclamati la vincitrice, i finalisti e i premi speciali della XVesima edizione del Talent Prize.

LA VINCITRICE

Simona Andrioletti, l’artista più votata dalla giuria, è stata premiata con l’opera Defence. What do you do with your anger?

“Un video potente – ha dichiarato all’unanimità la giuria – che con forza ritrae la violenza della società contemporanea. Un lavoro di grande attualità considerato il momento storico che stiamo vivendo. Un uso delle immagini sapiente che spiega efficacemente due argomenti fondamentali, la difesa e l’uso della rabbia”.

Andrioletti, classe 1990, è nata a Bergamo e vive e lavora a Monaco. Il suo lavoro spinge le dinamiche della collaborazione, sfidando l’idea di paternità artistica lasciando che altre persone interferiscano con il processo di creazione delle sue opere. La sua pratica segue il percorso aperto dalla cosiddetta “estetica relazionale” ed è mossa da temi che riguardano l’essere umano e la sua connessione con il mondo, considerandolo sia come materia spaziale e storica che lega istanze, corpi e memoria collettiva.

L’opera, Defence. What do you do with your anger?, è un collage di found footage in cui assistiamo ad un susseguirsi di situazioni in cui diverse persone cercano, in diversi modi, di difendersi da situazioni di sopraffazione fisica, emotiva ed ambientale, senza riuscirci. Talvolta perché il problema è inaffrontabile, in altri casi perché la modalità di difesa che attuano è autodistruttiva e porta i protagonisti a ridicolizzarsi davanti alla camera di un qualsiasi smartphone di una qualsiasi persona che, vigliaccamente, riprende divertita. I video sono stati ri-filmati da uno smartphone che ha ripreso il monitor di un computer, come a replicare quel meccanismo perverso di voyeurismo e “Shadenfreude” divertito per cui in una situazione di pericolo, il passante, invece di aiutare, filma la scena.

I FINALISTI
La giuria ha anche selezionato i nomi dei nove finalisti: Leonardo Magrelli con West of here, Gioele Pomante con Con affetto GioeleMarco Emmanuele con Un raggio giallo, Davide Sgambaro con I push a finger into my eyes (kiss, Kick, Kiss) #4, Alessandra Cecchini con Postcards are always from somewhere else, Federica Di Pietrantonio con but I keep my head above water, Catalin Pislaru con Billy’s lost books, Valentina Perazzini con Quand e Fabio Ranzolin con Sweat pour like applause VI. Tra questi, si è voluto individuare, tra i finalisti, un secondo e terzo classificato, come segno di riconoscimento di una ricerca convincente e prospettica. Si tratta di Leonardo Magrelli (al secondo posto) con West of here, l’opera si presenta apparentemente come una classica indagine fotografica sul territorio di Los Angeles, ma rivela a un secondo sguardo il suo inganno. Una riflessione sull’incontrollata produzione di immagini in ogni ambito, creando al contempo una sorta di “memoria collettiva” di un posto che non esiste. Gioele Pomante (al terzo posto) con l’opera Con affetto Gioele, un video realizzato all’interno del cimitero, dove l’artista accende fuochi d’artificio e fontane pirotecniche davanti le lapidi, tra le tombe e sopra di esse, in un’azione “con i morti, ai morti per i vivi”.

LA GIURIA
La selezione è stata fatta dalla giuria composta da Guido Talarico, direttore ed editore di Inside Art, Ludovico Pratesi, curatore e critico d’arte, Federica Pirani, storica dell’arte e responsabile della programmazione mostre della Sovrintendenza capitolina, Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, Anna d’Amelio Carbone, direttrice della Fondazione Memmo Arte Contemporanea, Anna Mattirolo, Delegato alla ricerca e ai progetti culturali speciali Scuderie del Quirinale, Peter Benson Miller, Direttore dei rapporti istituzionali e internazionali della Quadriennale di Roma, Gianluca Marziani, curatore e critico d’arte, Cesare Pietroiusti, artista e curatore, Chiara Parisi, direttrice Centre Pompidou-Metz, Roberta Tenconi, curatrice Pirelli Hangar Bicocca Milano, Luca Lo Pinto, Direttore del MACRO, Renata Cristina Mazzantini, Curatore Quirinale Contemporaneo e Costantino D’Orazio, storico dell’arte e curatore presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

I PREMI SPECIALI
Come per ogni edizione, si aggiungono al vincitore e ai finalisti anche i premi speciali, conferiti dai principali sostenitori del concorso.

Il Premio Speciale UTOPIA, la società leader in Italia nell’attività integrata di Relazioni istituzionali, Comunicazione, Affari legali & Lobbying, è stato assegnato a Nuvola Ravera, artista classe 1984, che ha presentato l’installazione Peeling Agency – The fun they had, composta da una serie di urne trasparenti contenenti i trucioli in gomma esito di una performance. L’azione di Nuvola Ravera consiste in uno “scrub” da parte di un’agenzia fittizia (P.A.), delle pareti dei luoghi dell’arte, con gomme da cancellare. Una spellatura del sedimento culturale che dà vita a conserve in polvere dei mondi dell’arte.

Il Premio Speciale INSIDE ART se lo aggiudica Teresa Giannico per il lavoro You will return, you will return, l’opera è una fotografia che ritrae un volto frutto di una sovrapposizione di foto trovate sul web, attraverso una ricerca per immagini simili. Una riflessione sulla rielaborazione dell’immagine attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie che richiama, solo in apparenza, un dipinto tradizionale.

Sono stati comunicati anche i premi speciali assegnati dal main sponsor del premio, la Fondazione Cultura e Arte: il Premio Speciale Emmanuele F.M. Emanuele va a Giulia Berra con l’opera Senza titolo, un lavoro che gioca sul dualismo trappola/nido; una sorta di cornucopia di legno, si torce, ritrae e protende aggressiva nello spazio, coperta di spine d’acacia come aculei di un animale pronto a rivoltarsi; il Premio Speciale Fondazione Cultura e Arte/Sezione Internazionale va a Grossi Maglioni con Beast Mother Plateau, il progetto esamina la maternità, la relazione di cura e il suo potenziale trasformativo, traendo origine dal discorso post-femminista e antropologico, ma anche dall’esperienza diretta della maternità e dall’interazione con un gruppo di madri e bambini; mentre il Premio Speciale Fondazione Cultura e Arte/Sezione Emergenti se lo aggiudica Giovanni Copelli con Pescheria: partendo da un modello classico, un mercato del pesce barocco, l’artista compone un nuovo immaginario all’interno del quadro, di cui rimane la forma ma cambia radicalmente la sostanza, una pittura a tratti ambigua, che porta in sé le tracce del processo di fusione e ibridazione che le ha generate.

Alla vincitrice, ai finalisti e ai premi speciali sarà dedicata la mostra che inaugurerà il 19 novembre al Museo delle Mura a Roma. A loro verrà anche riservato un approfondimento sul magazine Inside Art, in uscita nel mese di novembre.