Superlega fallita: lasciano inglesi, Inter e Milan. Agnelli cede il passo a Nasi?

agnelli-cede-il-posto-a-nasi?

agnelli-cede-il-posto-a-nasi?di Emilia Morelli

La Superlega, il progetto d’èlite del calcio moderno dei 12 club è sfumato dopo appena 48 ore. I primi a defilarsi sono stati gli inglesi. Dopo Manchester City,  anche Arsenal, Manchester United, Liverpool, Chelsea e Tottenham hanno ufficializzato il proprio ritiro dalla nuova lega. I club inglesi hanno hanno diffuso comunicati separati di scuse nei confronti dei propri tifosi. Successivamente è stata la volta dell’Atletico Madrid. Tra le squadre italiane  l’Inter è la prima a ufficializzare il ritiro dal progetto, è seguito il comunicato del Milan e da ultimo quello della Juventus.

L’epilogo della Superlega è celebrato dalla stampa europea come la vittoria dei tifosi, il progetto viene definito come Super Ridicolo dal quotidiano spagnolo Marca e non mancano critiche a Perez per il  fallimento lampo.

A fare le spese del flop della Superlega è sicuramente  anche Andrea Agnelli, che si era dimesso dall’ECA per divenire il vicepresidente del nuovo progetto calcistico. Non  sono mancate le voci sulle sue dimissioni da Presidente del club Bianconero successivamente smentite ma, sulle quali, aleggia ancora qualche dubbio. Da fonti torinesi pare anche sia stato designato anche un sostituto, trapela infatti il nome di Nasi come candidato alla Presidenza bianconero. Alessandro Nasi è il cugino di Andrea Agnelli ed è il vice presidente dell’holding della famiglia Agnelli, Exor, presidente di Comau, del gruppo Stellantis. Manager da lungo tempo nel gruppo Agnelli, è il compagno di Alena Seredova, ex partner di Gianluigi Buffon.

Nel frattempo Agnelli impegnato a smentire le voci sulla sua posizione scomoda, appare arrendevole a fronte dello status quo pur non rinnegando la convinzione che lo ha legato al progetto. “Voglio essere franco ed onesto, non penso che il progetto possa continuare con 5 o 6 squadre – ha spiegato il vicepresidente della Superlega in un’intervista a Reuters – Non parlerei tanto di dove è andato quel progetto, piuttosto del fatto che resto convinto della sua bellezza”. Il presidente della Juventus si è detto convinto “del valore che si sarebbe sviluppato a piramide, della creazione della più bella competizione al mondo”, per poi lasciare spazio a considerazioni sulla fine del progetto: “Evidentemente non sarà così, voglio dire che non credo che il progetto possa andare ancora avanti”. E ancora: “Credevo davvero che il progetto Superlega potesse cambiare il calcio in meglio, mi ero anche dimesso dalla presidenza dell’ECA. Ma visto quello che è successo, avrò tempo per dedicarmi al 100% alla Juventus e lo farò con la passione di sempre”. In chiusura non manca un riferimento al rapporto ormai deteriorato con il presidente della Uefa, Ceferin: “Ho viste tante relazioni cambiare nel tempo. Adesso sono certo che le persone saranno aperte al dialogo, a parlarsi l’una con l’altra. Però non credo che la nostra sia un’industria sincera, affidabile e credibile in generale”.

Alle dichiarazioni di Andrea Agnelli è seguito un comunicato della Juventus un cui si legge: “Con riferimento alla creazione della Super League, e al successivo dibattito pubblico, l’Emittente precisa di essere al corrente della richiesta e delle intenzioni altrimenti manifestate di alcuni club di recedere da tale progetto, sebbene le necessarie procedure previste dall’accordo tra i club non siano state completate. In tale contesto, Juventus, pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali del progetto, ritiene che esso presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito. Juventus rimane impegnata nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico”.

Ma non solo sconfitta morale, il fallimento della Superlega presenta il conto per la Juve anche a Piazza Affari. Se all’annuncio dell’adesione alla nuova lega il club bianconero aveva registrato un’impennata del valore delle sue azioni in borsa del +17, 85% a 0,91 euro, dopo il ritiro dei club inglesi e il fallimento del progetto le azioni della Juventus perdono in un solo giorno il   13,70% scendendo a 0,70 euro.

Giornata amara, dunque, per il rampollo Agnelli che se in un primo momento si è comportato  da imprenditore, pensando a massimizzare i ricavi e i  benefici che potevano derivare dall’adesione Superlega, sta pagando caro un rischio di impresa evidentemente non calcolato.

 

(Associeted Medias) – Tutti i diritti sono riservati