Ue, condannata la Polonia ad una sanzione di un milione di euro al giorno

di Carlo Longo

Si inasprisce la controversia tra Unione Europea e Polonia sullo Stato di diritto  e la supremazia del diritto comunitario rispetto al diritto interno. La Corte di Giustizia europea ha condannato Varsavia al pagamento di una multa di un milione di euro al giorno per non aver  ottemperato alle prescrizioni relative alla sospensione della Camera disciplinare della Corte suprema, secondo l’Ue infatti l’organo  preclude l’indipendenza dei magistrati influenzandone di fatto l’operato.

Nella motivazione all’irrogazione della sanzione si legge che il provvedimento “è necessario al fine di evitare un pregiudizio grave e irreparabile all’ordine giuridico dell’Unione europea nonché ai valori sui quali l’Unione è fondata, in particolare quello dello Stato di diritto”. La multa deve essere calcolata dal giorno dell’avvenuta notifica e resterà in vigore finché la Polonia non si adeguerà alle prescrizioni dell’Ue e non sospenderà, quindi, il sistema di disciplina dell’amministrazione della giustizia. La scelta dell’Ue di irrogare una sanzione segue alla decisione, già intrapresa, di non erogare alla Polonia i 23,9 miliardi di euro che le erano destinati dal Recovery Fund.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki, dichiarando al Parlamento Europeo la ferma volontà di non uscire dall’Ue  si era impegnato all’abolizione della sezione disciplinare, tuttavia ad oggi non risulta abolita la sezione e neppure si ravvisa la presentazione di alcuna proposta di legge in proposito.

La decisione dell’Ue di congelare i fondi prima e irrogare una sanzione dopo, ovviamente, ha suscitato il malcontento delle personalità politiche polacche. Il vice ministro della Giustizia polacco Sebastian Kaleta ha scritto su twitter che la sentenza della Corte europea è “una usurpazione e un ricatto”. Piotr Muller, portavoce del premier polacco Mateusz Morawiecki, ha commentato la sentenza della Corte di giustizia Ue confermando quanto contenuto della sentenza della discordia della Corte di Varsavia. Secondo Muller  “la questione dell’organizzazione della magistratura è di competenza esclusiva degli Stati membri”. Muller ha poi aggiunto che “il governo ha parlato pubblicamente della necessità di introdurre modifiche in questo settore che ne garantissero l’efficace funzionamento. La via delle punizioni e dei ricatti verso il nostro Paese non è quella giusta”.

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