Vertice di Riyad. L’attacco di Israele a Gaza non é un atto di autodifesa ma aggressione

di redazione

I 57 paesi arabi e musulmani riuniti nella capitale saudita hanno condannato Israele, respingendo ogni giustificazione all’attacco a Gaza. Al vertice primo storico incontro tra il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente iraniano Ebrahim Raisi

 

Al vertice di Riyad primo storico incontro del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e del presidente iraniano Ebrahim Raisi.

“La fine immediata dell’assedio e delle operazioni militari” a Gaza e “l’ingresso di convogli con aiuti umanitari nella Striscia attraverso il valico di Rafah”. E’ la richiesta contenuta nella dichiarazione finale congiunta del vertice di Riyad che si è tenuto sabato 11 novembre e al quale hanno preso parte i  57 Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci) e della Lega Araba.

Il documento, approvato all’unanimitá, respinge anche le “giustificazioni”  israeliane di autodifesa nella Striscia. ”Rifiutiamo di descrivere la guerra di ritorsione contro Gaza come autodifesa o di giustificarla con qualsiasi pretesto, e invitiamo tutti i paesi a smettere di esportare armi e munizioni alle autorità di occupazione”, si legge nella dichiarazione che condanna anche “l’aggressione israeliana, i crimini di guerra e i massacri barbari” in corso e lo sfollamento forzato, definito inaccettabile, di “un milione e mezzo di palestinesi”.

I leader arabi e musulmani invitano anche il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ad adottare  al piú presto possibile “una risoluzione decisiva e vincolante” per fermare “l’aggressione” di Israele a Gaza, respingendo qualsiasi proposta che miri a mantenere la Striscia di Gaza separata dalla Cisgiordania in un eventuale futuro Stato palestinese.

Nel suo intervento il  presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha affermato che gli Stati Uniti “hanno la responsabilità dell’assenza di una soluzione politica” poiché hanno la maggiore influenza su Israele. Mentre l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani ha criticato la comunità internazionale per non essere riuscita a “fermare i crimini di guerra e i massacri” a Gaza. “Ci chiediamo per quanto tempo -ha detto- si continuerà a trattare Israele come se fosse al di sopra del diritto internazionale, e per quanto tempo gli sarà perdonato di farsi beffe di tutte le leggi internazionali nella sua guerra brutale e senza fine contro la popolazione indigena del paese”, ha detto Al Thani, il cui paese si è distinto finora come principale mediatore nei negoziati indiretti tra Hamas e Israele sul rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas, sugli aiuti umanitari nella striscia di Gaza assediata e su un possibile cessate il fuoco.

Al vertice ha partecipato anche il presidente siriano Bashar al-Assad, cosa che rappresenta un ulteriore segno della riabilitazione della Siria tra gli stati arabi. Ma soprattutto ha ospitato  il primo incontro, dopo la riconciliazione, tra il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente iraniano Ebrahim Raisi.