Energia, il governo è a lavoro su due decreti taglia costi per energivore e pmi

di Emilia Morelli

Il ministro dell’Economia , Daniele Franco, insieme con il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, sono al lavoro per predisporre un piano che risponda al grido di allarme delle imprese a fronte dell’elevato aumento dei costi dell’enegia e, in particolare, del prezzo del gas. Secondo il nuovo piano del governo gli operatori che estrarranno il nuovo gas saranno garantiti attraverso contratti blindati pluriennali che consentiranno di offrire alle energivore il combustibile a prezzi calmierati, con riserva di almeno un terzo alle piccole e medie imprese. Inoltre, anche i 15 terawattora di energia rinnovabile ritirati dal Gestore Servizi Energetici saranno messi a disposizione, a costi ridotti, sempre per le stesse categorie e parte di questa energia dovrà essere ceduta anche agli interrompibili localizzati nelle isole maggiori (Sicilia e Sardegna).

Le nuove disposizioni dovrebbero essere contenute in un nuovo decreto governativo con cui si punta a fare fronte al caro bollette che però si scontrano con dei costi estremamente elevati. Sono necessari 10 miliardi soltanto per estendere all’ultimo trimestre dell’anno i crediti d’imposta a favore delle imprese zavorrate dagli aumenti, a cominciare da energivori e gasivori. Si consideri, poi, che rispetto al precedente decreto il calcolo dell’importo deve essere adeguato all’ulteriore aumento dei prezzi di gas ed elettricità. A decidere sull’effettiva fattibilità delle misure sarà il Mef, se da un lato è necessario dare risposte concrete alla crisi energetica dall’altro si esclude a priori la possibilità di uno scostamento di bilancio.

Certo è che da Palazzo Chigi è arrivato l’invito al Mite a procedere il più celermente possibile sulle misure che consentano di tagliare i costi per le energivore e pmi. Cingolani ha fatto sapere che il piano sarà pronto per i primi di settembre, contemporaneamente al piano per il risparmio energetico. I due decreti dovranno essere approvati di concerto con il Mef che ha chiamato in causa anche il Gse. Nella pratica quest’ultimo ha già aperto uno dei due cantieri lanciando nelle scorse settimane gli avvisi destinati agli operatori che intendono impegnarsi per assicurare il nuovo gas. Per approvvigionarsi, la controllata del Mef dovrà poi stipulare, a monte, su entrambi i fronti, contratti pluriennali per poter cedere a valle l’energia a costi ridotti.

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